IN QUESTI ANNI SIAMO STATI CON LORO A

Bussoleno  TO  02 - 03  dicembre  2011

Bussoleno  TO  06  agosto  2011

Gabiano AL 28  marzo  2009

Bussoleno 2 e 3 dicembre 2011

Serata di solidarietà pro alluvione per Liguria e Toscana , con due cover Nomadi

TRACCE      e      AIRONI NERIL

Doppia serata nomade a Bussoleno, media Val Susa, Piemonte. Sempre ospiti della bella struttura Polifunzionale della Pro Loco e sempre ospiti dell'amico Piero Richiero, presidente del fans club Valle Susa, che ha organizzato , unitamente con gli amici Corrado e Federico , le due serate di musica a favore delle popolazioni liguri colpite dalla recente alluvione. Due i gruppi invitati all'evento (che si sono prestati gratuitamente): i piemontesi Tracce e i friulani Aironi Neri, che già hanno calcato, di recente, il palco di Bussoleno. Ma non solo Tracce e Aironi Neri; al richiamo di Piero sono accorsi anche altri protagonisti del panorama cover dei dintorni: Michelangelo Banchio e Pino Sardella delle Sensazioni; visti anche Raffaele Pintimalli e Giulia Salza. Presentatore delle due serate Aldo, già dedito a queste cose, coadiuvato dalla deliziosa Francesca, dai lunghi capelli biondi e dalla voce limpida e decisa. Nella serata di venerdì, iniziata con la tradizionale cena conviviale e proseguita con un filmato che motivava le finalità della serata, abbiamo assistito all'esibizione, in versione solista, di Michelangelo Banchio che si è espresso in alcuni brani col solo accompagnamento di chitarra: Stagioni, Voglio Ridere e, siccome è un cantante versatile, Blowing in the wing di Dylan e Vedrai vedrai di Tenco

Dopo di lui il gruppo Tracce, ritrovato in una formazione del tutto rinnovata; in primo luogo rivediamo il cantante Roberto Napoli, che, dopo l'abbandono del gruppo Settima Onda, ha voluto riunirsi nelle Tracce in attesa, forse, di riformare un gruppo ex-novo, chissà. Nuovo anche il tastierista Salvatore, mentre Silvio Vaglienti, Davide Fracavallo e Luca Pisu li abbiamo ritrovati al loro posto. Scaletta interessante formata dai brani dell'ultima generazione nomade, come Dove si va, Io voglio vivere, La vita che seduce, La mia terra, Lo specchio ti riflette, La dimensione, Sangue al cuore e la nuova Toccami il cuore, Canzone per un'amica, Dio è morto e Io vagabondo. Un'esibizione corretta, piacevole, coinvolgente, con poche sbavature e un Roberto assai in forma.

Verso le 22.30, gli Aironi Neri si sono presentati sul palco per la loro attesa esibizione. Il leader Tony mostrava un vistoso cerotto sul collo, frutto della medicazione per un incidente sul lavoro. Ci siamo chiesti se questo avrebbe pregiudicato la sua prestazione: la risposta ce l'ha data lui stesso cantando, senza intoppi, una ventina di brani del periodo di Augusto, una peculiarità tutta loro. Una cavalcata di brani incredibili, proposti alla maniera dei “leggendari” Nomadi di Augusto; anche la voce di Tony ricorda in modo sbalorditivo quella di Ago. Pure il modo di cantare è quello; ossia senza guardare il pubblico, di sguincio, a testa bassa e tenendo il microfono con le due mani. Ecco quindi Un pugno di sabbia, Gordon, I tre miti, Il muro, La collina (con Pino Sardella ospite alla chitarra solista), Asia, Canzone della bambina portoghese, Salutami le stelle, La storia, Come potete giudicar, C'è un re, Mercanti e servi, una straordinaria Ala Bianca, Gli aironi neri, ovviamente, Dammi un bacio, Stagioni, Tutto a posto e via dicendo. Ho citato quelle che mi piacciono e ricordo di più, ma sono state tutte belle. Impossibile ricordarle tutte, se non me le segno; Tony non possiede una scaletta, canta a memoria e segue un filo conduttore impostato sulle scelte del gruppo e sui desideri del pubblico. E' instancabile e lui andrebbe sempre avanti a cantare. Nella sua grande umiltà, tra un brano è l'altro, dice cose belle sull'amicizia e sullo spirito nomade; invita i componenti di altri gruppi a suonare con loro. Un personaggio positivo, supportato nell'interpretazione, da validi colleghi: Daniele alla chitarra, Pietro alle tastiere, Andrea al basso e uno strepitoso Alessandro Corona alla batteria. Si finisce che sono quasi le due. E domani saremo ancora qui, per la replica.

La replica del sabato sera è stata caratterizzata da maggior affluenza di pubblico, premiato con esibizioni di buon livello da parte dei due gruppi. Tracce hanno proposto anche Amore che prendi amore che dai, mentre gli Aironi Neri hanno riesumato, addirittura, Tutto passa. Con gli Aironi, Roberto ha cantato una splendida Non dimenticarti di me mentre Silvio Vaglienti ha accompagnato Tony in una struggente Primavera di Praga. Due belle serate in musica nomade che avrebbero dovuto essere premiate da maggior affluenza di pubblico. Ma la stagione invernale e la distanza di Bussoleno dalla grande città ha forse penalizzato le buone intenzioni di Piero e di coloro che di sono adoperati all'organizzazione dell'accoppiata: Pro Loco, Croce Rossa, Volontari e collaboratori. Ma siamo felici, noi del popolo nomade per questa immersione nella musica che più ci piace. Talmente felici che abbiamo promesso agli Aironi Neri di seguirli in una data nella loro terra, dalle loro parti e restituire la visita.

articolo di giorgio

Ringraziamo a nome del sindaco Anna Allasio , le autorità comunali.

Tutti i fans club e gli amici presenti alle serate.

Un grande, sincero e affettuoso augurio per una pronta guarigione a Franca.

Grazie agli amici di Bra per la loro presenza e per i chilometri percorsi.

Una carezza l'indiavolato Otto, una piccola e simpatica mascotte nomade a... quattro zampe.

aldo e giorgio

Immininenti   altre    foto    delle     due     serate     di     Bussoleno

BUSSOLENO  TO   6  agosto   2011

AIRONI NERI

Eccezionale serata di musica l'altra sera a Bussoleno, tranquilla località della Valle di Susa, che sta diventando sempre di più un valido punto di riferimento per il popolo nomade. Questo è dovuto alla solerzia e alla passione dell'amico Piero Richiero, leader del locale fans club, che, questa volta, buon per noi, l'ha fatta veramente “grossa”. aiutato in queste manifestazioni dall'instancabile amico comune Corrado e valido collaboratore . Nella serata dedicata all'associazione “Augusto per la Vita”, ha voluto sul palco il prestigioso gruppo friulano (sono della vallata del Vaiont, la parte in provincia di Pordenone) degli Aironi Neri. Lui, Piero, con l'amico Federico, erano recentemente stati ad ascoltarli nella loro zona e, subito piaciuti, sono stati invitati per una serata benefica a Bussoleno a portare la loro musica nomade che, per loro prioritaria peculiarità, riguarda esclusivamente il periodo di Augusto Daolio.

Per scelta degli organizzatori (e per evitare un potenziale temporale di stagione), il concerto si è svolto all'interno del Centro Polivalente della Proloco, luogo che poi si è dimostrato molto adatto ad accogliere musicisti e pubblico per una serata al riparo dalla pioggia (che non è arrivata) e sufficientemente valida sotto gli aspetti acustici e visivi. Presente, ovviamente, Rosanna Fantuzzi, accompagnata dalla coordinatrice dei fans club Piemonte Daniela, unita alla presenza del punto promozionale dell'Associazione che, com'è risaputo, raccoglie fondi a scopi benefici che riguardano, soprattutto, enti impegnati alla lotta contro il cancro. Almeno duecento presenti al momento della cena che ha preceduto il concerto, poi saliti di un altro centinaio nel corso della serata. In sala anche componenti di altri gruppi cover locali, quali Roberto e Claudio ( voce e tastiere ) della Settima Onda , e Raffaele Pintimalli del gruppo Sensazioni. Certo, gli Aironi Neri, che si esibiscono, in genere, dall'altra parte della pianura padana, rappresentano un goloso richiamo per tutti coloro che amano le canzoni del periodo di Augusto, continuamente celebrato e ricordato per tutta la serata. Gli Aironi Neri, se vogliamo, sono una cover di Augusto Daolio e non dei Nomadi “in toto”.

La serata è stata presentata dal “Poirinomade” Aldo, nonché mio fratellino, già avvezzo, da queste parti, a dare una mano a Piero, sempre super impegnato in queste occasioni a fare in modo che tutto vada per il meglio (ci riesce sempre). Sul palco anche Rosy Fantuzzi che ha spiegato i termini benefici della serata e ha ringraziato coloro che hanno contribuito. In mezzo, anche la tradizionale lotteria, che ha messo in palio viaggi e oggetti tecnologici. Poi, dopo un toccante pensiero su Augusto, letto sul palco da un commosso Aldo, il gruppo friulano si è materializzato disponendosi al sobrio parco strumentale che ha ricordato come doveva essere la strumentazione in cui si aggiravano i Nomadi al tempo di Augusto. Cinque i Nomadi di allora e cinque sono oggi i componenti degli Aironi Neri: alla voce (una voce incredibilmente simile a quella di Augusto), Antonio “Tony” Filippin, del 1965, accompagnato dalla chitarra del bravo Daniele Spel, dal basso Andrea Pivetta, dal tastierista Pietro Martinelli e da Alessandro Corona alla batteria. Tutti sui quarant'anni, poco più e poco meno. Suonano insieme dal 1995, tre anni dopo la morte di Augusto, e hanno deciso di ricordarlo e celebrarlo formando un gruppo “fotocopia” dei Nomadi di quel tempo. Fotocopia anche tutte le canzoni del loro repertorio (o quasi tutte), che propongono con le medesime tonalità originali senza apporre modifiche soggettive o arrangiamenti moderni. Il risultato è che, chiudendo gli occhi, sembra di tornare veramente indietro al cospetto di Augusto. Non è un'esagerazione, l'impressione è proprio quella e siamo tutti quasi certi che da lassù Ago guardi con benevolenza tutti coloro che, su questa terra, mantengono la sua memoria cantando le sue canzoni. Proprio come le cantava lui.

Con abbigliamento e movenze “pari all'originale”, l'impressionante ma semplice e umile Tony ha dato via al concerto poco prima delle 22 davanti ad un pubblico ansioso di conoscere le decantate capacità del gruppo. Inizio “soft” con “Stagioni”, seguito da “Come potete giudicar”. Non male. Nello stesso tempo in cui il gruppo (giunto di buon mattino da Pordenone per un'esibizione dichiarata a titolo gratuito, viste le finalità della serata), prendeva confidenza con il pubblico e “scaldava” voce e strumenti, il pubblico stesso doveva abituarsi alle sonorità espresse dagli Aironi, ben diverse dai gruppi cover locali a cui sono e siamo abituati. “Noi non ci saremo”, “Ricordati di Chico” e, ovviamente “Gli aironi neri”, hanno contribuito a questa ricerca del calore e del bello. A quel punto ho pensato, a torto, che il gruppo si dedicasse ad esprimersi attraverso i brani diciamo “commerciali” della vasta produzione del periodo '63-'92 senza addentrarsi in cose più impegnative. Sarebbe stata una delusione. Invece no. Ecco “Il fiume”, molto ben eseguita , a cui ha fatto seguito “Ho difeso il mio amore”, da brividi. E poi, cari amici che non eravate presenti, per sfortuna vostra, ecco tutta di fila questa fantastica galoppata nomade: “Ma che film la vita”, “Canzone della bambina portoghese” (interpretata divinamente), “Ala bianca”, “Asia”, “La collina”. Al termine della cinquina ero ubriaco di nostalgia nomade. Ho incrociato lo sguardo compiaciuto di Piero e gli ho detto “Parbleu!”. Io, talvolta sono critico con chi non si esprime come dovrebbe. Stavolta taccio e proseguo nella scaletta. Le classiche “Canzone per un'amica”, “Dio è morto”, e la rarissima “Il muro” scendono sul pubblico come inni dedicati al popolo nomade e sono applausi. Da notare che il gruppo non segue una scaletta prefissata e non esiste alcun gobbo o testo dove Tony potrebbe trovare ausilio. E' lo stesso pubblico a richiedere i brani e, salvo qualche rara eccezione, dovuta alla necessità di intervallare brani più impegnati con altri meno, le richieste vengono sempre esaudite.

Dopo una breve pausa, si riprende con altre colonne storiche: “Salvador”, “Il pilota di Hiroshima”, “Un giorno insieme”, la bellissima “Suoni”, da lacrime vere, “Voglio ridere” e “Un pugno di sabbia”. A quel punto il pubblico era in estasi e Tony sapeva di averlo catturato, col suo modo di fare e di cantare. Si è anche preso la soddisfazione, in nome dell'amicizia nomade che contraddistingue chi è di questo ambiente, di concedere il palco e la platea a Roberto della Settima Onda, testé incontrato che, senza precedenti prove o accordi, si è esibito, accompagnato dalla band friulana, proponendo una struggente e potente “Non dimenticarti di me”, ricevendo meritati applausi e l'abbraccio fraterno ed entusiasta di Tony. Si prosegue senza badare a orari e stanchezza; ormai è autentica celebrazione nomade; che sfocia in un'altra perla del repertorio “Mercanti e servi”, seguita da “Marta”, l'allegra “I tre miti” e la bizzarra “Dammi un bacio”.

Poi giunge anche il momento di chiudere per non andare contro le implacabili leggi della civiltà che tutelano il riposo della gente; ma la musica di Augusto, così piacevole, non penso possa compromettere il sonno di quei quattro gatti rimasti in paese. “Il fiore nero”, “Tutto a posto” e “Il paese” (dedicato, proprio come faceva Augusto, al luogo in cui si esibiva, e quindi a Bussoleno), sono stati i brani conclusivi. Ma, prima dell'Io vagabondo”, a grande richiesta, sforando sull'orario, sono stati eseguiti “Cammina cammina” e la nostalgica “L'uomo di Monaco”. Poi festa sotto il palco con l'inno nomade (cantato da Tony e Roberto), per salutare e ringraziare questo gruppo che ha illuminato questa serata impegnandosi senza risparmiarsi. Proprio come ai tempi dei Nomadi di Augusto, quando lui affermava che, prima di tutto, c'era il pubblico. Impegno anche da parte del presenti che hanno contribuito a raccogliere più di mille euro in favore dell'Associazione “Augusto per la vita”. Grazie a tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita della serata, grazie al pubblico e grazie a Rosy Fantuzzi che l'ha impreziosita. Grazie soprattutto agli Aironi Neri; siete bravi ragazzi, torneremo a sentirvi e a visitare, intanto, il vostro sito con storia, nomi e date concerti.

Un caro saluto agli amici fans intervenuti alla serata.

Articolo di Giorgio

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GABIANO  AL  28  marzo  2009

Formazione del 2009

  Gli Aironi Neri a Gabiano, io c'ero a testimoniare una serata di musica, che resterà indelebile. Poche parole per far capire quanto gli “ Aironi Neri “ cover Nomadi del Friuli Venezia Giulia, hanno saputo emozionarci con le canzoni cantate da Augusto Daolio. Per una volta voglio essere breve a raccontare questa storia di cover, tralasciando le varie sfumature di quest'appuntamento per arrivare direttamente a quello che, Antonio, Daniele, Gianluca, Maurizio e Pietro, hanno saputo regalarci. Nati musicalmente nel 1995, questi ragazzi (si dice sempre così) uniti dalla pura e sana passione musicale, portano avanti in modo umile e professionale, (cosa per altro non facile) la storia musicale dei Nomadi, attraverso le canzoni storiche cantate da Augusto. Siamo a Gabiano nel Monferrato, appena 500 chilometri da Pordenone, una passeggiata automobilistica, per gli Aironi Neri, anzi un “volo”, arrivati fin qui per regalarci tre ore di emozioni, quelle vere, quelle che fanno venire le lacrime agli occhi. L'occasione è stata data dal FANS club della Valle Cerrina in occasione di una serata a favore dell'associazione “ Augusto per la Vita “, nella quale ogni anno cercano di far conoscere nuovi gruppi, mai scelta è stata così azzeccata! Quello che, di questo gruppo mi ha colpito maggiormente è la semplicità disarmante, un modo di fare che, sicuramente contraddistingue la gente del Friuli. Non è facile riproporsi con le canzoni di Augusto, ancora di più quando Antonio, la voce, consapevole della sua assomiglianza vocale, (ne cerca i minimi particolari) quasi se ne scusa, ma con la bravura e il garbo, cattura immediatamente la simpatia della gente. Tutto a memoria, un vero jukebox cui si fa a meno della monetina per farlo cantare è sufficiente scrivere su un bigliettino la canzone da ascoltare o per fare prima, dirglielo a voce. Agli “Aironi“ non serve la scaletta musicale, quella la fa il pubblico di volta in volta con le richieste, a loro non rimane che il compito rassicurando il pubblico, che le richieste saranno tutte esaudite! Si è cantato di tutto in tre ore, andando a ripescare le canzoni che hanno fatto la storia dei Nomadi, difficile ricordarle tutte, a parte le più famose : Asia, La collina, Ala bianca, Gli aironi neri, Ma che film la vita, solo per citarne alcune, abbiamo avuto il piacere di sentire dopo una vita, Il muro, Il fiume, Joe mitraglia, Rosso, Stagioni, Bianchi e neri, alcune delle più storiche. Gesti e parole semplici, di questo gruppo che con umiltà sono arrivati al nostro cuore stretto come in una morsa, dal quale sono riusciti a far uscire attraverso i nostri occhi lacrime di serenità. Poche parole per questi amici, troppo poche, meriterebbero di più da parte mia, ma come loro preferisco farne poche e lasciare in questo mio pensiero, la giusta curiosità di andarli a sentire per chi non c'era, appena ci sarà nuovamente l'occasione. Pordenone non è poi così distante da raggiungere anche per noi, si mangia bene, aria buona, luoghi interessanti da visitare e poi ci sono gli “Aironi Neri” gente come noi ma forse è meglio dire “ gente come pochi “ diffidate dalle imitazioni !

aldo