ANTRONA   SCHIERANCO   VB   05  AGOSTO

CONCERTO  NELLA  NATURA

Ultimo concerto dei Nomadi in Piemonte prima del raduno di Castagnole Lanze, a fine agosto. In mezzo, molte date nel Sud Italia. Un'occasione da non perdere, quindi, per noi fans pedemontani. Il bel concerto di Chieri meritava una replica, prima di Castagnole ,e questa minuscola e graziosa località incastonata al fondo di una piccola valle trasversale alla Val d'Ossola, provincia di Verbania, ha saputo organizzare e ospitare un delizioso concerto dei Nomadi. Un grazie quindi alla Pro Loco e al Fans Club “Famiglie Nomadi Ossolane” per aver realizzato quello che considero uno dei migliori concerti visti quest'anno in termini di locazione, ambientazione, serenità e qualità.

                           

Io e Aldo, accompagnati, in quest'occasione, dall'amico e “veterano” Ricky di Poirino, compagno di viaggio in molti concerti, siamo partiti nel primo pomeriggio nell'afa della nostra arida pianura. Per sicurezza, in macchina, avevamo con noi felpe e piumini poiché sapevamo che il concerto si sarebbe svolto a oltre 900 metri di altitudine. Uno dei motivi che mi ha convinto ad andarci è stato proprio questo: confidavo che avremmo trovato la frescura di montagna e, dopo tanto caldo, avrei sofferto (ben volentieri!) un po' di “freddo”. Abbastanza comodo arrivare fin qui: si percorre tutta la A26 fino a Gravellona Toce che poi diventa una semplice superstrada. E' la statale del Sempione, che arriva a Briga, in Svizzera: 40 chilometri di curve. Noi abbiamo svoltato prima di Domodossola e ci siamo inerpicati lungo la ripida e serpeggiante strada di vallata. In certi punti era davvero stretta e occorreva fare attenzione quando si incrociavano le altre macchine. Ci siamo chiesti come caspita avrà fatto il possente camion dei Nomadi a venire su; ci hanno poi detto che lo avevano scortato. Carini gli innumerevoli striscioni di benvenuto che i Nomadi hanno incontrato salendo ad Antrona-piana.

Giunti sul posto, ci siamo trovati in una graziosa piazzetta con linde case dai balconi fioriti, la chiesetta col campanile in pietra, la fontana, il ruscello: tutto in caratteristico stile montano. E tutto intorno la meraviglia di verdi montagne incombenti sulla valle, ricche di faggi e abeti. E, non ultimo, la piacevole freschezza di 18 gradi di temperatura con aria frizzante e trasparente. Cielo comunque nuvoloso (ma non ha piovuto) e qualche candida nuvola aggrappata alle pendici dei monti sovrastanti. Nell'unico spazio pianeggiante della vallata è stato ricavato il campo sportivo, dall'erba soffice e verdissima, e lì è stato predisposto il palco per il concerto, sul quale, poco prima delle 18, sono iniziate le prove dei suoni. Biglietto a 20 euro, con già qualche decina di fans presenti alle prove. Tra di loro gli amici Marina e Fabio di Savigliano che hanno preferito inoltrarsi, con un viaggio di quasi trecento chilometri, fin su queste gole invece di, che so, recarsi a vedere i Nomadi nella più abbordabile Chieri del mese scorso. Bravi, comunque, per esserci.

 

Aldo si è messo subito a far foto al luogo e a momenti delle prove, mentre Ricky, come d'abitudine, ha dato una mano allo staff per il servizio di sotto-palco. Io, invece, da buon cronista, osservo, ascolto, colgo sfumature e commenti per l'articolo e mi preparo con la video-camera per ottenere, stasera, un “botleg” condensato del concerto e rinnovare, un po', la mia Nomadi-teca. E i Nomadi? Tutti (o quasi) presenti alle prove, sereni e in forma. Anche loro felici di godersi questo fresco dopo le calure di luglio. Solo Danilo si è attardato ed è giunto all'ora di cena. Cena che i Nomadi hanno consumato presso i locali della Pro Loco che hanno raggiunto a piedi, attraversando i viottoli del villaggio mescolandosi ai fans che iniziavano a confluire nel luogo del concerto.

Dopo la pizza consumata nell'unica pizzeria (che avrà fatto affari d'oro, stasera), ci siamo infilati le felpe (cosa che io, personalmente, non ho mai fatto nel mese di agosto) e ci siamo avvicinati al palco per mantenere posti favorevoli per le foto e per le riprese. L'affluenza del pubblico, alla fine, è stata soddisfacente, tenendo conto del periodo vacanziero e della impervietà del luogo: almeno 1500 spettatori, che si sono posizionati nel prato e lungo i terrapieni periferici al campo di calcio, come fossero tribune. Poco dopo le 21, quando la temperatura è scesa a circa 15 gradi, sul palco è salito il bravo Martino Corti, accompagnato dai suoi chitarristi, che ha proposto i consueti tre brani di apertura concerto. Alle 21.30 è stata la volta dei Nomadi che, prima di iniziare, hanno ringraziato gli organizzatori e i valligiani per la cordiale accoglienza. Poi subito le note del primo brano “In piedi” seguita da “La dimensione”. La scaletta ha avuto poche variazioni, rispetto allo standard 2010, ma sono state di grande effetto. Così, in mezzo ai brani dell'ultimo CD, sono saltate fuori “Mediterraneo”, “Asia”, “Santina”, “Ho difeso il mio amore”, “Il pilota di Hiroshima” (l'indomani è il 65° anniversario della bomba), “Crescerai”, “L'eredità”, proposta in acustica da Danilo e Cico.

Era da molto tempo che non seguivo un concerto in prima fila, subito dietro le transenne, e, devo dire, che è sempre un grande spettacolo vedere all'opera i miei-nostri beniamini. Due ore e mezza di buona musica con piccole e insignificanti imperfezioni dovute a fretta o a troppa sicurezza. A mezzanotte in punto, dopo la presentazione dei pochissimi striscioni presenti (“Famiglie Nomadi Ossolane”, “Vox Populi”, “Poirinomadi”, “Provincia Granda” e quello, immancabile, di Davide di Reggio Emilia) le note di “Io vagabondo”, cantte da un pubblico certamente soddisfatto, sono salite fin sulle vette dei monti a disturbare la caccia di gufi e poiane con la “gelida” temperatura di soli 10 gradi. Poi tutti in coda per scendere da questi silenziosi monti e riprendere l'autostrada verso il chiasso, la confusione, il caldo. Grazie Nomadi per averci fatto trascorrere una fresca serata come clima e calda come musica. Domani sera, a Torino, ci saranno gli U2 in concerto ma non ci andrò per non turbare il ricordo di una bella serata trascorsa con i Nomadi.

giorgio