AOSTA 7 settembre

CONCERTO     A      MEZZO     SERVIZIO

 Ritorno dei Nomadi nella bella piazza Chanoux di Aosta per un concerto parallelo condiviso con il “professore” Roberto Vecchioni. La regione Valle d'Aosta, in occasione della manifestazione “Fete de la Vallée d'Aoste”, oltre a numerose iniziative artistiche e culturali, ha organizzato, per questa caldissima serata (ben 32° di temperatura), questo doppio concerto. Prima i Nomadi, e poi Vecchioni, si sono divisi palco e pubblico, senza esibizioni in comune. Ognuno aveva la propria strumentazione e, tra un concerto e l'altro, c'è stata una buona mezz'ora di pausa per effettuare il cambio dei mezzi tecnici. Concerti entrambi gratuiti, hanno richiamato almeno cinquemila persone; forse erano di più con Vecchioni che con i Nomadi, ma questo era dovuto al fatto che alla gente, in questa stagione, piace uscire tardi. Io e Aldo, assieme a numerosi amici fans, siamo venuti ad Aosta, oltre per il fatto che si trova a un'ora sola di macchina, anche per constatare le condizioni del gruppo dopo le sbavature di Castagnole, dove abbiamo visto un Danilo un po' affaticato.

 

 

 

Ebbene, possiamo dire che i Nomadi sono stati accolti con calore e hanno risposto bene alle aspettative del pubblico. Certo, un'ora e qualcosa di concerto, iniziato alle 21.15 e terminato alle 22.30, è appena sufficiente per giudicare a fondo, ma posso dire che se la sono cavata bene, anche se il loro è stato un compitino facile-facile. Essi hanno essenzialmente presentato i brani, belli, dell'ultimo CD senza avventurarsi in una scaletta impegnativa. Solo l'acuto di “Un vecchio e un bambino” e una discreta “Il fiore nero”, hanno scaldato i cuori dei fans, abituati a ben altro. I Nomadi sono giunti presto in valle e, girando per Aosta, era facile incontrarli mentre facevano acquisti nella via centrale o si gustavano un gelato presso uno dei numerosi e caratteristici bistrot del centro. Potevano prendersela comoda, poiché le prove del check-sound sono state annullate per via di chissà quale importante seduta consigliare presso l'annesso “Hotel de la Ville”; e così, Beppe e compagni hanno dovuto attendere per oltre tre ore l'inizio della loro esibizione “bivaccando” nel back-stage intrattenendosi con i fans che venivano a salutarli. Tutti tranne Danilo, rimasto sul camper fino a quando è stato il momento di salire sul gigantesco palco.

La serata è stata presentata dalla giovane cantautrice aostana Naif Herin, che si è esibita sullo stesso palco tre sere prima. Vincitrice di numerosi premi per giovani talenti, Naif si propone in concerti in Italia ed all'estero e vanta numerose collaborazioni con artiste italiane e varie presenze in radio e televisione. E' anche una bella e simpatica ragazza, con la chioma bicolore raccolta nelle caratteristiche trecce “rasta”, e a cui i Poirinomadi chiedono umilmente scusa per non averla immediatamente riconosciuta. Ci siamo documentati sul suo sito, che vi invitiamo a visitare, e abbiamo capito di quale stoffa sia fatta la giovane artista. A quanto pare, apprezza anche i Nomadi; e Vecchioni. Vecchioni che, davanti ad una piazza gremitissima, è salito sul palco, assieme al suo gruppo, alle 23 passate, quando la carovana dei Nomadi si trovava già a Santhià. Bravo e incisivo Roberto, con le sue ballate esistenziali, anche se il pubblico si scalda con “Voglio una donna”, “Chiamami ancora amore”, “Stranamore” e Samarcanda. Ma noi, popolo nomade, a quel punto ne avevamo abbastanza e lasciavamo Piazza Chanoux ai fans di Vecchioni. Non volevamo che Poirinomadi (da Poirino e Nomadi), si trasformasse in una parola, che non riporto, derivata da Poirino e Vecchioni. Avrebbe suonato molto male.

giorgio