Arona: lato piemontese del lago Maggiore, provincia di Novara: andarci è un obbligo per noi Poirinomadi. Previsioni del tempo ottimali per un concerto di questo venerdì che segna la fine di un maggio freddo e piovoso (ricordo ancora il diluvio di Casalromano). E, con noi poirinomadi, graditi compagni di viaggio gli amici Carla e Franco, che sono fratelli, di Asti. Ad Arona c'ero già stato qualche anno fa per un bel concerto proprio sotto la statua del San Carlone, con vista panoramica sul lago. Altri tempi. Quest'anno il concerto si è svolto nello splendido parco del lungolago, proprio di fronte alla stazione ferroviaria, in occasione della 51° Fiera del Lago Maggiore di Arona. Alle 18.30 eravamo sul posto dove abbiamo trovato subito un comodo parcheggio proprio nei pressi dell'entrata della Fiera Commerciale. Biglietto a 10 euro comprendente l'ingresso agli stand e al concerto; un prezzo adeguato a questi tempi di crisi.

Sentiamo giungere musica nomade alle nostre orecchie: devono essere le prove del gruppo. Nell'avvicinarsi al palco, seguiamo il percorso ad anello degli stand osservando le varie proposte di acquisto. Accipicchia! Non le solite cianfrusaglie etniche e non, che presenziano a fiere di questo tipo, ma eccellenti prodotti e valide offerte; si va dalla carrozza a cavalli per matrimoni, a profumi naturali, agli arredi e vassoi di pietra di lava decorati a mano, alle ceramiche di Caltagirone, a rivoluzionari prodotti per la pulizia, biciclette da corsa storiche, mezzi di locomozione elettrici individuali e un'infinità di prodotti tipici alimentari con prevalenza sarda e toscana (ho visto e gustato una porchetta lunga un metro!). Ma noi siamo qui per i Nomadi e, infatti, incontriamo numerosi fans provenienti dai dintorni con i quali ci avviciniamo al palco, posto a pochi metri dalla riva del lago. Un lago dall'acqua torbida il cui mesto colore è rallegrato dall'ampio panorama dominato dalle alture lontane e dalla magnifica visione della Rocca di Angera. Alcuni caratteristici battelli fanno la spola tra le diverse località affacciate sul lago e, qualcuno, trasporta di sicuro fans dei Nomadi. Nomadi che vediamo intenti alle prove su un palco non tanto grande protetto da una piccola tensostruttura. Ci accorgiamo subito che sono stati predisposti, sotto il tendone, solo posti a sedere: circa seicento. E gli altri spettatori staranno in piedi a circolo lungo il perimetro, approfittando anche dei rialzi di camminamento di fronte agli stand. Ma il luogo è piacevole e raccolto e pensiamo che sarà un concerto molto godibile da tutti i punti di vista. Finite le prove, i componenti del gruppo, rimangono a lungo nel parterre a farsi fotografare e a distribuire autografi finché arriva per loro (e per noi), il momento di cenare. Loro vanno, con lo staff, Lorenzo Abbate e alcuni ospiti, nell'attiguo ristorante Toscano, con i tavolini affacciati sul lago, mentre noi, insieme ad altri amici fans, ceniamo al sacco sulle panchine del lungolago. Una piacevolezza unica: assaporiamo il dolce panorama insieme a “sartizzu e casu” approntati dalla impareggiabile e sorprendente Carla (che, se non l'avete capito possiede una buona dose di genuino sangue sardo). Un gustoso preludio ad un concerto che attendiamo con ansia per riassaporare le recenti, superlative emozioni di Casalromano.

Alle 21.30, con una temperatura assolutamente piacevole (la famosa brezza di lago), i Nomadi si presentano sul palco davanti a oltre duemila persone. Il fatto che seicento sono sedute, non è permesso a nessuno, giustamente, di stare alle transenne e, questo, favorisce la visione anche da chi è più lontano. La graziosa e incisiva presentatrice, in sexi-attillato nero, accoglie il gruppo sul palco chiamando il primo dei tanti applausi che si susseguiranno per tutta la serata. Pronti: via! Inizio con “Ancora ci sei” e “Terzo tempo”, ovviamente. La prima parte è infarcita di quasi tutti i brani dell'ultimo CD con interventi in voce, oltre che di Cristiano (con “Non avrai”, “Io voglio vivere”, “Un altro cielo”,“Dove si va”, “La mia terra”,“Tutto a posto”), di Massimo (con “Fuori”, “Il fiore nero”, “Amore che prendi, amore che dai”, “La mia terra”), Sergio (con “Il vento tra le mani”), Cico (con “Crescerai”). Una prima parte culminata con la dolce “Tarassaco” interpretata da un intenso Cristiano e dalla sempre emozionante “Suoni” eseguita magistralmente da Sergio e Beppe. Quella formidabile porchetta di un metro mi cattura gli occhi e le narici; sento aumentare l'acquolina in bocca. Ma resisto alla tentazione e mi preparo alla seconda parte del concerto. Si comincia con “Gli aironi neri” e si prosegue con “Storie di mare” per poi arrivare ad un terzetto strabiliante: “La collina” (che sento per la prima volta cantata da Cristiano), “C'è un re” e “Ala bianca”. Una triplice emozione che mi ha commosso. Per quanto riguarda “La collina”, brano amato da tutti, Cristiano ha sfoderato tutto il suo impegno anche se, credo penso e spero, possa migliorare in termini di potenza per rendere la canzone incisiva come ai tempi dell'interprete che l'ha preceduto. Sono seguiti altri brani coinvolgenti come “Mediterraneo”, “Utopia”, “Anni di frontiera” e “L'uomo di Monaco” fino ad arrivare alla perla della serata “Apparenze”, interpretata da un intenso Cristiano che l'ha cantata con le braccia protese verso il pubblico. Un trionfo.

Chiusura con i consueti brani conclusivi. Prima dell'Io vagabondo”, solita presentazione degli innumerevoli striscioni dei fans club. Cico, annunciando il nostro, ci ha simpaticamente chiamati, chissà perché, i fratelli “Romolo e Remo”. Glielo chiederò domenica sera a Castel San Giovanni. Chiusura del concerto a mezzanotte in punto “altrimenti ci staccano la corrente” poiché Arona, oltre che essere ordinata e organizzata, è anche tranquilla e silenziosa. La lasciamo nella frescura della sera con gli stand che hanno correttamente atteso la fine del concerto per abbassare le serrande. La fiera va avanti fino al 9 giugno e, sul palco si esibiranno altri artisti come Smaila, i Dik Dik e Mal. Noi, invece seguiremo la carovana nomade verso Piacenza e le date successive. Grande serata di musica (ma quando mai i Nomadi deludono il loro pubblico?) con grande partecipazione da parte dei fans. Un saluto agli amici fans incontrati ad Arona in special modo a Nicoletta e Stefania di Varese, ad Antonio di Novara, a Lorenzo della cover “Segnali Caotici” di Biella ai fans di Casalbuttano, Valle Ossola e Savona. Latitanti quelli della Provincia Granda; eppure eravamo in Piemonte... Un enorme grazie a Carla e Franco per aver condiviso quest'altra bella gita nomade al lago Maggiore. Ci vediamo al prossimo!!!

giorgio