Concerto del trasferimentosola

Il 26° “ Raduno Nazionale Fan “ Nomadi si è trasferito da Casalromano alla vicina Asola, sempre in provincia di Mantova. I motivi del trasferimento non li ho cercati, ai fan come me importa che ci sia la continuazione a questi tradizionali eventi di una certa importanza. Assente per scelta da un paio d'anni, quest'anno, anche per via della nuova collocazione, decido di andarci privo però del fratello Poirinomade Giorgio, bloccato da altri impegni. Un peccato perché nelle trasferte con un chilometraggio rilevante, si cerca di viaggiare in compagnia per dividere le spese. La ruota della fortuna questa volta, alla ricerca di compagnia senza troppa fatica, si posiziona su due nomi: Mavi e Carla, due super fan conosciute dagli stessi Nomadi e da molti amici sparsi in tutta Italia. Con loro dividerò non solo il viaggio, ma anche l'entusiasmo di una giornata nomade sicuramente da ricordare. Luogo d'incontro ad Asti con il Kit di sopravvivenza “ Nomade “ composto da zainetto, coperta segna posto, cibarie varie e gli inseparabili striscioni. Carichi anche di entusiasmo, infiliamo il casello dell'autostrada Asti est, dove la sbarra che si alza, ci fa passare per andare al cospetto dei Nomadi.

Le manifestazioni come queste, cioè i raduni a prescindere dalla motivazione, spesso per gli abitanti del posto vengono confuse, anche se pacifiche da “ invasioni barbariche “La legittima preoccupazione è legata per di più all'organizzazione logistica, viabilità, parcheggi, servizio d'ordine, posti di ristoro e tutto quello che concerne a eventi simili. A parte il fatto che quando si muove il “ Popolo Nomade “ tutto si svolge in assoluta tranquillità, qui ad Asola la macchina organizzatrice ha funzionato alla perfezione grazie alla Pro Loco e ai volontari. Non per ultimo il tempo ci ha regalato la prima vera giornata estiva, dove il sole dall'alba al tramonto ha svolto il suo compito, senza l'ostacolo di nuvole minacciose. Arriviamo ad Asola nel secondo pomeriggio mentre sotto il padiglione principale si definivano le ultime prove del check sound, i fan arrivati precedentemente occupavano posto nelle vicinanze del palco, per una visibilità migliore. La maggior parte delle persone era nell'altro padiglione adibito alla ristorazione e luogo dove per una buona parte della giornata si sono esibite alcune cover band dei Nomadi, provenienti un po' da tutta Italia e qui approfitto per salutare gli “Utopia” esibitisi prima del nostro arrivo, una cover che seguo in Piemonte. Passeggiando tra un padiglione e l'altro, cercando anche un po' d'ombra, saluto i molti amici conosciuti in questi anni, molti davvero i quali condividono la nostra passione, riconoscendosi anche attraverso quello che riportiamo su queste pagine.

La gente inizia ad arrivare, e sul palco centrale quello dei Nomadi, si esibiscono i Sine Frontera, un numeroso gruppo con repertorio Folk Rock, che farà ballare anche il parquet di legno del padiglione. Io però essendo un solitario e voglioso di un po' di tranquillità per le mie orecchie, mi reco a piedi ( anche se un comodo trenino dal servizio gratuito portava nel paese )con l'inseparabile macchina fotografica, nel centro di Asola, alla ricerca di angoli caratteristici da fotografare. Infatti, trovo quello che volevo, una passeggiata nelle tranquille e caratteristiche vie di Asola, mi hanno fatto tornare in mente, tutti quei luoghi cantati nelle molte canzoni da Augusto Daolio. Il tempo passa veloce, devo tornare alla realtà, quella della musica e me ne torno nel padiglione per prepararmi all'evento tanto atteso. Puntualmente come previsto alle ventuno il gruppo musicale “Manoloca” dove Massimo Vecchi ne è la voce, ci regala trenta minuti del suo repertorio. Sui Manoloca non aggiungo nulla di più perché i Poirinomadi hanno dedicato a loro una pagina. L'attesa dopo una giornata di festa finisce alle ventuno e trenta , l'ora dei Nomadi, presentati e accolti con uno scrosciante applauso, da un padiglione gremito dall'inconfondibile colorato “popolo nomade”.Il concerto è stato preceduto da un breve filmato proiettato sul maxi schermo a led che da poco tempo ne fa da scenografia, a testimoniare l'inaugurazione di una scuola in Madagascar da parte dell'Associazione Crescerai, che ha lo scopo di promuovere e sviluppare opere di solidarietà in diversi paesi del mondo, nel quale attraverso Beppe Carletti i Nomadi sono da testimonial.

Senza staccare , dopo questo sensibile momento emozionante , le note di Senza Patria portano il Popolo Nomade su quello che sarà dopo tre ore , l'ennesimo concerto dei Nomadi da ricordare. I 50+1 i Nomadi li portano bene, certo hanno avuto flessioni in tutti questi anni, più che flessioni perdite, ma si sono tirati sempre su, lo dimostrano i fatti e i fatti questa sera li ho visti nella stupenda nuova canzone “ Nulla di nuovo” dove Turato e Vecchi a duettare insieme si sono superati, una canzone che da sola per me, valeva i venti euro sborsati. Una cavalcata di trenta canzoni, tre ore di concerto, gente entusiasta, i Nomadi pure. Sempre sorridenti, disponibili, pazienti con tutti è così che deve essere per tutti quegli artisti, visibili solo sui palchi, nascosti nella vita! Che fatica scrivere e cercare di riassumere senza dimenticare nulla, sento la mancanza di Giorgio per questo, anche perché scattando foto sono concentrato sui dettagli da fotografare e non riesco sempre a ricordare quello che viene detto. Tra saluti finali e recupero degli striscioni si fa l'una passata da poco e ci attendono i 240 chilometri del ritorno. Questa notte mi va bene, difficilmente mi prenderà sonno avendo come compagne di viaggio sempre chi ho portato all'andata, ma stranamente avere per compagnia delle ragazze i viaggi durano sempre così poco!

Sempre Nomadi nella mente e nel cuore, ci vediamo ad Alba con i Nomadi e la Nutella !!

aldo