19 luglio

Finalmente i Nomadi sbarcano ad Asti!! In dieci anni di nostro accanito nomadismo non era mai accaduto. In provincia molte volte, ma nel capoluogo mai, se non per qualche esibizione singola di qualcuno del gruppo. Dobbiamo ringraziare la manifestazione Astimusica che, ogni estate, chiama artisti di grande calibro per allietare le calde serate astigiane. L'anno scorso ricordo che era stato invitato, tra gli altri, Ian Anderson dei Jethro Tull. Quest'anno, Vecchioni, Irene Grandi, Chiara, Neffa, Inti Illimani, Nomadi e diversi altri. Sono stato a vedere la brava, bella e grintosa Ilaria Porceddu, gli immortali Inti Illimani (splendido concerto) e il gruppo Folkstone, bravissimi nel mantenere in me la mia profonda vena metallara. Ma io sono qui per parlare di Nomadi e questo farò, senza togliere nulla agli altri e alla volontà di Astimusica di invitare tutti questi artisti che rendono più bella la nostra vita attraverso la loro invidiata abilità di saperci proporre la musica che amiamo. La meravigliosa location del concerto è la Piazza della Cattedrale, la più grande in stile gotico del Piemonte. Il palco, non immenso, a dire il vero, posto accanto alla torre campanaria, dal lato dell'abside, si affacciava verso la piazza dalla forma vagamente trapezoidale circondata dalle austere millenarie mura da un lato e da eleganti palazzi dall'altro: una cassa armonica naturale. Capienza, comprendendo le sedie messe a disposizione per la platea, circa tremila, quando è completamente zeppa. Tutta la piazza è stata ricoperta da pedanatura in legno, sia per proteggere il selciato composto di storici quanto scomodi ciottoli, sia per rendere piacevole il camminamento.

Come sempre capita quando un concerto è nei pressi di casa (trenta chilometri), io e Aldo ci siamo separati e abbiamo raggiunto Asti in macchine e tempi diversi. Lui già dal primo pomeriggio, io verso sera, con il mio amico neo-nomade Pippo. Alle 17 eravamo sul posto e non c'era molta gente. Intendo non più di alcune decine di persone. Ma è presto, sia per le prove che per incontrare gli amici fans. Assetati come cammelli nel deserto io e il mio amico decidiamo per l'apericena da Cocchi in Piazza Alfieri, a bere una terna di arneis con tartine al salame e acciughe e osservando le belle ragazze che sfilano in hot. Mentre ci avviamo lì, attraverso le intricate stradine del centro storico, incontriamo Beppe Carletti in difficoltà col suo monovolume e, forse, col suo tom-tom. Gli indico la strada per raggiungere il retropalco raccomandandogli di fare attenzione a non strisciare il suo Mercedes sui muri di quegli storici palazzi (preoccupato più per i muri che per il suv...). Buono e fresco l'arneis e proprio niente male quelle due ragazze che portano in giro la loro generosa abbronzatura. Lasuma perde, Pippo, e suma vej.... Anduma dai Nomadi. Ingresso a 18 euro ma non facciamo code per entrare. Alle 21 siamo ancora pochini e il concerto inizierà tra poco... Incontro moooolti amici fans, e se non qui, dove? Innanzitutto voglio salutare qui gli amici fans e colleghi della Croce Rossa di Poirino, battezzati al concerto di Cuneo e ormai nomadisti autodidatti. E poi tanti altri, conosciuti e incontrati a tanti concerti. Incontro, naturalmente, il fact totum Lorenzo Abbate, promotore e organizzatore nonché gestore della parte logistica di tutte le serate astigiane. Un uomo, un successo. Molti amici anche da Poirino e dintorni così come sono numerosi anche i fans che provengono da altre province piemontesi e alcune regioni vicine. Presente anche Rinuccia della Provincia Granda. Ma non siamo molti, alla fine saremo millecinquecento; stasera troppe proposte, troppe alternative. A Bra c'è De Gregori, a Torino Alan Parson's e, a Canale d'Alba anche Fausto Leali e, qua e là, una miriade di molti altri artisti. I nomadisti, però, sono qui ad Asti e gli unici che mancano, causa ferie, credo spero e penso, sono quelli delle grandi regioni nomadi come Lombardia, Veneto ed Emilia.

Alle 21.30 gli organizzatori salgono sul palco per annunciare il concerto. Ringraziamenti e premi per tutti; Beppe Carletti (che si è dichiarato piemontese nel cuore) e Renzo Masengo hanno ricevuto il “Sigillo di Asti” quale riconoscenza per il loro impegno nel rendere fattibili serate come questa. Poi, subito la musica e, finalmente, la rinfrescante oscurità ha accolto le prime note di un concerto sublime, assai gradito dal pubblico presente. Inizio alla “raduno nomade” con Senza patria per caricare il pubblico e scaricare i bicchieri di dolcetto trangugiati a cena. E poi via verso la consueta scaletta lineare dell'estate 2013. Quasi tutti i brani del nuovo CD intervallati dai brani più accattivanti o graditi da pubblico o di importanza storica. Sottolineo una esemplare La mia terra, una commovente La libertà di volare e la sempre trascinante Io voglio vivere. I Nomadi sono in forma e bravissimi, come sempre. Efficaci anche nel creare situazioni ilari tra un brano e l'altro. Cico sempre simpatico; più ne beve e più lo è. Cristiano e Massimo in gran forma e Beppe col costante sorrisone da qui a là del viso. Dopo il bell'intervallo di Sergio con Suoni, applauditissimo, una seconda parte da mettere in cascina. Tarassaco è di una poesia pazzesca, del Vento tra le mani ho già osannato in passato. E poi ecco, cari amici di seguito: La collina, C'è un re e Ala bianca. Ho persino dimenticato di bere la mia terza Menabrea lasciandola dimenticata da qualche parte. E poi ancora Gli aironi nomadi, Anni di frontiera e la stupenda Apparenze (“Ciao nonna Lucia”). Ai brani finali, giunti ben oltre la mezzanotte, la gente reclamava il bis di tutto il concerto.

Almeno una ventina di striscioni alzati sul palco a simboleggiare l'amore dei fans verso il loro gruppo preferito e poi, dopo l'Io vagabondo e il Tedeum tutti a nanna soddisfatti dopo un'ennesima serata davvero memorabile. Questo è il mio ottavo concerto di quest'anno e, dopo quello di Vercelli, a teatro, è stato il migliore in assoluto. A no, anche a Cesenatico è stato molto bello, E anche quello di Arona... e quello di Casalromano. Insomma, non mi sono ancora stufato dei Nomadi. Fatelo anche voi e presentatevi in forze a Castagnole Lanze il 31 agosto alle 18.30, perché è a quell'ora che i Nomadi inizieranno a suonare: bisogna festeggiare questi cinquant'anni e abbiamo tempo ancora fino a San Silvestro. Se volete, troviamoci tutti sabato prossimo a Forte dei Marmi. Prima un bel bagno di mare e poi un bel bagno nomade!!! Grazie ad Asti, ai Nomadi e tutti coloro che si sono adoperati per farci trascorrere una serata speciale. Un saluto a tutti gli amici fans incontrati. Ne voglio citare qualcuno, in ordine sparso, cosciente del fatto che dimenticherò di certo qualcuno a cui chiedo subito scusa: Livio, Michelangelo, Antonella, Ricky, Kate e Franca, Beppe e Marina, Sabina e Barbara, Barbara e Nadia, Nicola, Stefano e il gruppo della Cri, Mavi e Patty, Silvana ed Elena, Rosy e tutti gli amici di Savona, Rinuccia e tutti quelli della Provincia Granda, dei Vagabondi della Mole e della Famiglia nomade di Murisengo e Val Cerrina e... e... e... e... Fede, Enrico e Carla, coloro che, più di tutti gli altri, mi hanno reso gli onori di casa. Contento Pippo, o vuoi ancora bere una birra? Te la offro io, così ti presento una mia cara amica....Una persona molto speciale. (“Ricordati di Cico”). Scusatemi, è un po' ermetico ma gli interessati hanno capito di chi sto parlando...

P.S. La sera successiva, il sottoscritto poirinomade Giorgio si è recato al concerto dei Folkstone; stesso luogo, stesso palco. Solo il pubblico era un po' diverso: giovani tatuati, chiome fluenti, torsi nudi, discinti abiti neri costellati di borchie e catene. Io agghindato come loro. Un gruppo bergamasco di otto elementi (comprese due belle e brave ragazze) che suona un trascinante metal rock su arie celtiche con cornamuse e ghironde; sono bravissimi. C'erano duemila persone entusiaste. Ad un certo punto il cantante e fondatore Lore ha detto:”Ieri sera qui c'erano i Nomadi. In loro onore, vi proponiamo una nostra versione di “C'è un re”. Strabiliante!!!! Ho ancora i brividi adesso....

giorgio