Il concerto della speranza

Che bello oggi è venerdì, finisce la settimana lavorativa e questa sera ci sono i Nomadi in concerto a pochi chilometri dal mio luogo di lavoro e non distante da casa, favorevole poi, per un rapido rientro a tarda notte. Solo il tempo può rovinare questa festa, in un'annata meteorologica da dimenticare, nella quale anche i concerti dei Nomadi sono stati penalizzati! Ne sanno qualcosa i fans piemontesi, regione particolarmente colpita in un'estate che non è mai arrivata, dove si sono visti saltare i concerti di Almese, Cigliano. Non parliamo poi di Galliate, dove ha iniziato a piovere intensamente al suo inizio e finire poi alla fine, prendendosi pure beffa di noi. A Magliano Alpi è andata meglio, la pioggia è iniziata a scendere alla fine del concerto, ma durante mancava poco che nevicasse, considerato il vento gelido che spirava. A dire il vero anche nella mattina di oggi, il tempo si è impegnato per rovinare questa ennesima festa, la pioggia come d'altronde preannunciato dalle previsioni è caduta nuovamente, garantendoci l'erbettina bella fresca del campo sportivo, luogo dell'imminente concerto. L'unico sistema in questi casi per scongiurare il protrarsi del brutto tempo è lanciare verso il cielo cori di “ faffa..”che probabilmente nei miei e forse da molti altri, hanno fatto allontanare le nuvole, riportando quel sole che proprio quest'anno non ha voglia di stare al suo posto.

Tutto come da copione, lascio il mio posto di lavoro alle 16 e 15, avviandomi con la mia auto verso Bagnolo Piemonte, nel breve viaggio di quaranta chilometri nella pianura del Pinerolese. La strada piana e scorrevole priva di traffico pesante, attraversa ampie coltivazioni di frutta, che trova in questo angolo del Piemonte la maggiore risorsa agricola, per l'abbondanza di acqua che scorre in queste campagne, per via della pianura alluvionale formatasi tra il fiume Po e il torrente Pellice. L'arrivo a Bagnolo Piemonte è inconfondibile, perché come per le bandierine puntate sulle carte geografiche, la rocca di Cavour, singolare affioramento roccioso morfologico, ne indica il riferimento stradale. Il colore inconfondibile delle tute arancioni della protezione civile, sono il segno tangibile che il campo sportivo di Bagnolo (con la sua erbettina bella fresca fresca) è stato raggiunto.

Sono appena le 17 e 30, ho tutto il tempo per parlare con gli amici e capire con gli organizzatori di questo concerto, la motivazione della presenza dei Nomadi. È il 50° anniversario della FIDAS, gruppo di Bagnolo Piemonte, che hanno voluto per questa occasione e per continuare a sensibilizzare la donazione del sangue, il gruppo di Novellara, portavoce più giusto per questa vitale propaganda umanitaria. A detta di amici, in particolare da Massimo, il campo sportivo doveva essere in un posto “ angusto “per via della vicinanza di un'azienda atta alla lavorazione della famosa pietra di Luserna, estratta dalle vicine cave della Val Pellice. Tutto questo non mi è parso, anche perché il campo in questione era curato e raggiungibile in un breve tratto di strada, tra due file di graziose villette. Il tempo oramai rimessosi al bello, mi permetteva di scambiare quattro parole in tutta tranquillità, con l'arrivo dei primi fans e i Nomadi stessi, arrivati in largo anticipo per le tradizionali prove acustiche delle 18 e 30. Tutto lascia presagire che sarà un bel concerto, lo intuisco dagli organizzatori. Organizzare un concerto dei Nomadi, porta sempre molta euforia, intendo questi all'aperto (chissà quello di lunedì al palavela di Torino) dove la libertà, simbolo dei Nomadi in tante canzoni, trova la massima espressione su un bel prato verde e l'aria frizzantina.

Taglio corto, non voglio tirarla tanto alle lunghe! Un concertone !! Per i motivi appena citati, per l'entusiasmo delle 2000 persone presenti e per la bravura e grande professionalità dei Nomadi. Forse Giorgio ed io siamo alle volte ripetitivi o troppo di parte nei commenti, ma quando le cose vanno bene non c'è motivo di dire diversamente. Una cosa è certa, eventuali critiche (sempre positive, che sia chiaro) se ce ne fossero, quelle sono per tutti. Da sottolineare la buona partecipazione dei fans della Provincia Granda, questo va detto per Cico che, quando viene letto lo striscione di questo fans club, chiede sempre se ce ne sono. Finito il concerto, un rapido saluto agli amici che incontro avviandomi verso l'auto, ho voglia di partire subito per non levare ore al sonno. Non accendo la radio questa sera, non ne sento la necessità, voglio fare un rientro in tranquillità assaporando ancora le emozioni di una bella serata, in compagnia di una luna luminosa. Le emozioni, ma queste sono altre, si aggiungono alle prime arrivate nel centro abitato di Fillafranca Piemonte, quando scorgo l'indicazione stradale per Cardè e qui il nome di Federica mi salta subito alla mente. Non importa se molti di voi non conoscevano Federica ma, se la luna questa sera è così brillante, voglio pensare che sia un po' merito anche suo, come lo era con noi a cantare le canzoni dei Nomadi. Tutto qui, quest'articolo non potevo finirlo se non con il suo ricordo e il nome, Federica.                              aldo