CONCERTO     DEL     CIOCCOLATO

Lo so, tra due giorni i Nomadi sono a Torino. Perché dobbiamo farci questa sfacchinata?.. Ma quale sfacchinata! Bellinzona si trova giusto all'imbocco nord del Lago Maggiore poco fuori dal Piemonte. Prendiamo qualche ora di permesso e partiamo. E' una bella giornata, quasi estiva; e poi ci sono già stato tre anni fa. E' un bel posto. Sarà un concerto tranquillo, senza stress. E poi è passato quasi un mese dall'ultima volta che li abbiamo visti: dai, Aldo, che li facciamo sentire un po' a casa, se andiamo. Siamo andati.

Milano - Como - Lugano - Bellinzona: tutta autostrada fino a destinazione. Alle 16 e 270 chilometri dopo raggiungiamo l'amena località del Canton Ticino: montagne, colline, il fiume, vestigia di castelli medievali, case e palazzi dal gusto un po' retrò. Il sito ufficiale dei Nomadi dava un altro luogo e indirizzo del concerto; in realtà il posto era quello del 2004 cioè il Palabasket che ospita la squadra femminile locale. Un parallelepipedo ampio ma freddo con le strutture metalliche verniciate di viola-Giubileo. Entriamo che stanno ancora montando le strutture sull'ampio palco. Esiste solo una piccola tribuna laggiù di fronte, da cinquecento posti. Poi solo parterre che potrà contenerne duemila (ma alla fine saremo non più di 800 presenti). Il concerto è organizzato dall'associazione umanitaria “Coccinella d'oro”. Prezzi d'ingresso 40 franchi o 27 euro. Tre uomini della sicurezza, un “filino” di transenne e le consuete bancarelle di distribuzione panini e birra. E' presente anche il NFC “Liberi di volare” di Rivera con un delizioso banchetto pieno di leccornie preparate dalla nonna del presidente Paolo. Dolciumi e gadget, buonissimi e bellissimi, si possono prelevare in cambio di una piccola offerta benefica.

Intanto che mi aggiro ecco arrivati i Nomadi su un unico mezzo (ci vuole la “vignetta” sul parabrezza per circolare sulle autostrade svizzere), che si preparano per il check-sound. Le prove avvengono alla presenza di ventidue persone (compresi tecnici, parenti, custodi e fans). Già, i fans: Valter della Brianza presentissimo, il Barba anche (poiché ormai fa parte dello staff), Lupo solitario che è di Varese. Pochi altri, di italiani. Ritrovo con piacere anche le giovani grigionesi Michelle e Wendy che non si perdono mai il concerto di Bellinzona per rivedere il loro idolo Danilo. Dopo le consuete “Amore che prendi...” e “Ti voglio” (interrotta bruscamente quest'ultima da una troupe televisiva locale che ha intervistato “a caldo” Danilo e Beppe), tutti a cena, che, viene annunciato, alle 21 in punto, con precisione svizzera, inizierà il concerto.

Alle 20 c'è già un po' di coda all'ingresso; alle 21 non c'è più nessuno. Chi voleva esserci è già entrato poiché alle 21 il concerto, con precisione svizzera, avrà inizio. Peccato che la precisione svizzera non coinvolga i Nomadi poiché il concerto è iniziato alle 21.30. Sono alle transenne accanto a quelli che ho detto prima. Aldo al di là (no, qui Giubileo non c'entra) libero di far foto. Intenso applauso all'ingresso degli artisti e inizio con “Il destino”. Nomadi pimpanti, uguali a loro stessi. Massimo con la nuova chitarra rossa. Qualche problema di auricolari e di rimbombo. Ma è poca cosa: salta fuori la bravura dei Nomadi premiata da ripetuti applausi e cori. La scaletta contiene tutti i migliori brani dell'ultimo periodo. Viene proposta una rediviva “Oriente”, “Jenny”, “Tempo che se ne va” e poi “Sangue al cuore”, “L'ultima salita”. Una scaletta lineare. Nella seconda parte “Marinaio di vent'anni” (in mezzo alle montagne di uno stato senza mare) e “Il fiore nero”. Concludono la serata i consueti brani compresa la bellissima “Ma che film la vita”. I pochi striscioni ci consentono di risparmiare sul tempo e a mezzanotte è tutto finito. La gente sgattaiola fuori dal cubo comunque soddisfatta e restiamo un gruppo sparuto ad attendere i “ragazzi” per i saluti. Con noi anche una fans giunta stasera, pensate un po', dall'Olanda.

Un veloce arrivederci in Italia ai Nomadi (dove ritroveranno il giusto calore cui sono abituati). Ma devo dire che stasera questi svizzeri si sono comportati bene, specialmente le ragazze. E a tal proposito voglio inviare un saluto la mia “vicina di transenna” Claudia di Bellinzona, super fans del grande Mauro Pagani nonché di John Waine, Clint Eastwood e dei “grandi mostri” di Hollywood e, chiaramente, fedele fans dei Nomadi (“stagionati” pure loro, se vogliamo).

Es veduma a Türin...                  Giorgio

 

ci vuole meno tempo ad andare in Svizzera che costruire pagine web !

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