BERGAMO   20   DICEMBRE

CONCERTO     DELL'ADDIO

    E' arrivato il momento, per noi Poirinomadi, di dare l'addio a Danilo in qualità di cantante dei Nomadi che, come si sa, a fine anno lascerà il gruppo dopo diciotto anni di gloria. E' vero, prima della “separazione”, speriamo non completa o non definitiva, ci sono ancora due concerti; noi abbiamo scelto Bergamo, luogo per noi più abbordabile, per congedarci dal nostro e vostro idolo e per vederlo e ascoltarlo un'ultima volta insieme a Beppe, Cico, Daniele, Sergio e Massimo. Il concerto di Torino, del mese scorso, non ci aveva soddisfatto particolarmente, ma la notizia della scelta di Danilo era fresca e questo, per via emotiva, aveva forse pregiudicato la sua performance. Forse è proprio quello il motivo della resa: Danilo non può o non riesce più a dare il massimo, forse a causa dei suoi problemi di salute. Su you-tube trovate l'intervista che Danilo ha rilasciato al TG3 in cui spiega le motivazioni legate proprio alla salute e al desiderio di fermarsi per dedicarsi a ciò che l'essere nomade non gli ha permesso di realizzare. Bello il fatto che sul suo sito, Danilo abbia inserito, oltre ad un toccante messaggio di addio, un video di quasi due ore che narra del suo cammino nei Nomadi. Ma, nonostante tutto, il concerto di Bergamo, svoltosi nel bel teatro Creberg, è stato ampiamente soddisfacente, nel senso che Danilo Kakuen, insieme a tutto il gruppo, ha ritrovato il proprio smalto ed ha concretizzato una prestazione di tutto rispetto, applauditissima dal pubblico di millecinquecento persone. Ma cominciamo dall'inizio.

I biglietti del concerto, facilmente reperibili attraverso il circuito Ticket-one, li abbiamo acquistati, a 36 euro, subito dopo quello di Torino ed eravamo già in ventesima fila; questo significa che molti come noi si sono dati da fare per assistere alle ultime esibizioni del gruppo. E significa pure che, comunque vada, la storia dei Nomadi continuerà anche dopo Danilo, ovviamente. Ad accompagnare i Poirinomadi, in questa trasferta bergamasca, l'amica Rosy di Bra, che è entrata solo di recente nel mondo nomade e che, fin dai primissimi concerti, ha rivelato di possederne il giusto ed autentico spirito. Con la giovane fans, siamo dunque partiti da Bra nel primo pomeriggio per raggiungere Bergamo transitando, ahimé, sulla tangenziale di Milano subendone il caotico traffico con i relativi, costanti, insopportabili rallentamenti. Insomma, solo verso le 19 siamo giunti sul posto, dopo esserci persi, essendo sprovvisti, per scelta, di navigatore satellitare, nei meandri delle caotiche circonvallazioni e rotonde varie che portavano al luogo del concerto. Una trasferta proprio da “nomadi”, come ai bei tempi. Facile parcheggiare e facile accedere al teatro Creberg, sorta di gigantesco igloo dislocato nella zona dei centri sportivi posti a sud della città.

Arriviamo nel freddo del vento di montagna che le prove sono appena terminate e i componenti del gruppo, a bordo delle loro vetture, si stanno allontanando per recarsi a cena. L'auto con Danilo è l'ultima e la vediamo accostare accanto ad alcuni dei pochi fans presenti. Ci avviciniamo anche noi e ne approfittiamo per salutare il cantante e ringraziarlo di quanto ha fatto nei Nomadi. Lui, sorridente, ci ha ringraziato e tranquillizzato sul suo futuro di cantante, lasciandoci nel mistero. Anche noi ci avviamo per la cena presso la vicina trattoria che avevamo notato arrivando: la stessa dove vediamo Danilo e suo fratello entrare! I Nomadi, pensiamo, saranno lì. Si tratta della trattoria “Il rifugio in città”, annessa alla sede del Club Alpino Italiano e ci pare l'ideale. Entriamo e troviamo altri clienti in attesa; il salone è pieno di commensali e non ci sono posti. Ci guardiamo in faccia sconsolati poiché sappiamo che quello è l'unico ristorante dei dintorni e per andare altrove occorrerebbe prendere la macchina rischiando di perdersi per trovare un altro posto... Poi, visto che i fans dei Nomadi ce l'hanno scritto in faccia, e che un locale di gente che ama la montagna, le Alpi e gli Alpini non se la sente di mandare via i clienti, ecco che arriva il lampo di genio della giovane inserviente di sala: ”Cosa ne dite se vi preparo un tavolo grande e mettervi tutti insieme e così potete parlare di Nomadi?”. Ci siamo guardati e abbiamo accettato all'unisono: ecco come sono nate altre piacevoli amicizie. In un attimo è stato allestito un tavolo da nove, ci siamo accomodati, presentati e ci siamo dedicati alle ordinazioni che la brillante e dinamica Francesca ha subito provveduto ad inoltrare in cucina (ci siamo raccomandati di velocizzare le operazioni per terminare la cena entro le 21). Chiedo scusa se mi sto dilungando troppo, ma questo è o non è il nostro ultimo concerto con Danilo? Per un addio ci vuole un super-articolo. Vado avanti.

Passo alle presentazioni dei nostri vicini commensali, tutti fans dei Nomadi: Paolo ed Elena, giovane e bella coppia di Rho, i giovani Clemens (una lei di nome Clemens?) e Fabio da Lecco e gli amici di Susa, di nostra conoscenza, Mimmo ed Elena. Rosy, Aldo ed io completavamo la tavola che presto si è arricchita di casoncelli, tagliate di manzo, affettati, pizze e una buona bottiglia di Falanghino rosso. Abbiamo discorso di Nomadi, ovviamente, ma anche di altro, ovviamente ed è stato un “summit” piacevole, ovviamente, che ha confermato che lo spirito nomade è un buon mezzo per intraprendere nuove amicizie, ovviamente. Senza contare, dimenticavo, che già all'autogrill di Dalmine abbiamo individuato, per via dell'abbigliamento a tema, e conosciuto tre simpatiche amiche di Varese, Nicoletta, Piera e Stefania, che, al concerto erano posizionate poco distanti da noi. Se non ci fosse stato il concerto, avremmo potuto, noi novelli amici di tavolata, continuare oltre l'orario stabilito, ma i Nomadi sono i Nomadi e, al di là delle nuove amicizie, hanno la precedenza. Un paio di foto di rito e un affettuoso ringraziamento alla paziente ed efficiente Francesca e poi via, al concerto che sta per iniziare.

Entriamo nell'unica, vasta platea “panoramica” già gremita di gente e ci accomodiamo al posti BH 13,14 e 15. Ci accorgiamo che i nostri posti appartengono alla prima fila che va a sopraelevarsi sulle file che abbiamo davanti: un'ottima visuale, dunque. Ci aspettiamo che Beppe, prima del concerto, così come aveva fatto a Torino, esca dal sipario e diffonda il messaggio pubblicato sul loro sito. Invece non succede nulla e il sipario si apre, alle 21.30, sulle note d'organo di “Stagioni” per un'ouverture lunghissima volta ad introdurre il concerto e per introdurre soprattutto Danilo Sacco che, quando appare, fa scatenare una cascata di applausi da parte dei 1500 presenti. E' una scena quasi commovente; la gente è cosciente che ciò che vede e ciò che sente non si ripeterà più nel futuro e resta assorta nel catturare ogni gesto, ogni nota, ogni vocalizzo del partente. Eppure sembra tutto normale; al termine del brano Danilo e Beppe, per complimentarsi reciprocamente, si danno la mano “all'americana” confermando, a quanto pare, che tra di loro non c'è alcun astio. Speriamo che sia così.

 

Sul palco giungono gli altri componenti del gruppo che si dispongono in versione “teatrale” con Sergio a sinistra di chi guarda e Cico dalla parte opposta. Si prosegue con “Noi”, “La storia”, “Dove si va” e poi viene presentata una superba “Stella d'oriente” che si guadagna lunghi e sonori applausi. Anche la longeva ma efficace “Auschwitz” si intasca il suo osanna grazie ad una chiusura fenomenale da parte di Danilo sul “vento che si poseràaaaaaaaaa......”. Roba da lacrime. Stasera Danilo è abbastanza in forma, molto più che a Torino, indubbiamente, anche se qualche lacuna viene catturata dai fans più esigenti e poco inclini ad accettare un problema sempre più evidente. Con “Un pugno di sabbia”, canzone sfruttatissima per raccogliere gli applausi più intensi, si conclude la prima parte del concerto dopo un'ora di buona musica ed entusiasmo. Nel quarto d'ora di pausa, mentre Rosy si massaggia il braccio anchilosato per sostenere e immobilizzare la sua videocamera, vado a sgranchirmi le gambe nei passaggi del teatro. Posso così incontrare amici fans di tanti concerti, tra cui Ivana di Maresso, Vanessa della Val Trompia e Leo di Brescia. Pochi quelli provenienti dal Piemonte, ma una piccola rappresentanza c'è. Incontro anche gli amici di autogrill e di tavolata, che esprimono pareri positivi sull'andamento del concerto.

Alle 22.30 inizia la seconda parte: sul palco tre chitarre e Beppe alle tastiere. Vengono proposti tre brani storici: “Sera bolognese”, “I tre miti” e “Salvador”, cantata da Danilo. Dopo la nuova “Fatti miei”, che suona quasi come un chiarimento, un messaggio al pubblico, Danilo sfodera una irruente e gagliarda “20 de april” che coinvolge il pubblico che batte le mani a tempo. Arriva “Io voglio vivere” ed è l'apoteosi. Un altro messaggio di Danilo? Tutti in piedi a reclamarne il ritornello per ben quattro volte. Sergio esprime la sua piacevole voce in una struggente “Mediterraneo” e poi si va verso i brani conclusivi con il pubblico che abbandona le poltrone per avvicinarsi sotto il palco. Consueta lettura dei messaggi e degli striscioni senza alcun riferimento a ciò che succederà tra dieci giorni. Spiritosaggini e citazioni tali e quali a quelle a cui siamo abituati. Danilo, però, dice una cosa giusta, proveniente, forse, dai testi sacri che studia: ”Dio non poteva essere dappertutto, per questo ha creato le mamme”.

Con “Io vagabondo”, il nostro ultimo “Io vagabondo” cantata da Danilo con i Nomadi, si chiude un concerto che ha accontentato tutti. Per chi, come noi, ha assistito all'ultimo concerto di questi Nomadi, resta la tristezza per un periodo che si chiude e che ci ha regalato infinite soddisfazioni. Dopo oltre 150 concerti in otto anni salutiamo e ringraziamo ancora una volta Danilo Kakuen Sacco e, nello stesso tempo, diamo il benvenuto al suo ancor sconosciuto successore. E' andata così; si conclude un idillio. Ed è meglio che sia finita così, piuttosto di lavorare da “separati in casa”. E' sintomatico il fatto che stasera, come altre volte, suppongo, Danilo non abbia voluto unirsi ai suoi colleghi nella cena prima del concerto. Forse non erano d'accordo con i menù. Un saluto anche agli amici fans, vecchi e nuovi, che rivedremo sicuramente, comunque vada, a Novellara, (si celebrerà il ventennio della morte di Augusto). Allora morì un re e se ne fece un altro. Ora questo re ha abdicato e ne verrà un altro ancora. Viva il nuovo re. Grazie di cuore a Rosy che con la sua allegria e simpatia ha accompagnato la nostra trasferta di Bergamo; al ritorno, con lei, pareva fossimo meno tristi.

Aspettiamo di vedere cosa ci sarà dietro al prossimo che si aprirà.

articolo di giorgio ma il pensiero è lo stesso di aldo

siamo fratelli !!

Scaletta della serata

Stagioni, Noi, La storia, Dove si va, Toccami il cuore, Stella d'oriente, Senza nome, Auschwitz, Cosa cerchi da te, Lo specchio ti riflette, Ti voglio, Un pugno di sabbia, Sera bolognese, I tre miti, Salvador, Fatti miei, 20 de april, Io voglio vivere, Mediterraneo, L'uomo di Monaco, Salutami le stelle, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, Te Deum.