3 novembre

CONCERTO DELLE POLTRONE

I mesi autunnali sono sempre stati parchi di concerti (anche i Nomadi hanno diritto al riposo dopo l'intenso tour estivo) e gli appuntamenti abbordabili diventano rari. Saltato, per noi, quello di Livorno, Brescia rappresenta il ritorno ai concerti dopo oltre un mese di “carestia”. E' venerdì e la serata è limpida (l'unico ostacolo, in questo periodo, sarebbe quello rappresentato dalla nebbia ma stasera non c'è), Aldo alla guida, l'adeguata colonna sonora del film “Thelma e Louise” nel CD (non ci piace ascoltare Nomadi mentre si va dai Nomadi) e alle 18 partenza per la “Leonessa d'Italia”. Si parte che è già buio, in questa stagione e dopo il ripristino dell'ora solare. Più che andarci, al concerto, sembra già di tornarci...Comunque 250 chilometri e 250 “bisonti” sorpassati dopo, siamo davanti al PalaBrescia. Una banale tensostruttura permanente adibita a palazzetto dello sport e stasera trasformata in teatro con tanto di poltrone e poltronissime disposte su tutta l'area del parterre e nella tribuna frontale. Palco “da teatro” con tanto di quinte nascoste da teloni neri. Una cosa un po' soffocante per un concerto. Dopo un'inspiegabile lunga coda per acquistare il biglietto da 16 o da 20 euro, eccoci all'interno del padiglione. Circa 2000 persone presenti con i fans “della prima fila” dispersi qua e là nei posti a sedere. Alcuni, come noi, preferiscono rimanere di lato, accanto alla parete e comunque a pochi metri dal palco per “comodità di foto”.

Il concerto è organizzato a scopo benefico e il ricavato andrà all'associazione che si occupa dei bambini cardiopatici nel mondo di cui fa parte la dottoressa Miriam Schena che ha illustrato, prima del concerto, l'encomiabile lavoro dei medici impegnati nelle cure dei bambini dei Paesi più poveri. Un'attività davvero apprezzabile che merita assolutamente l'appoggio di tutti noi. Ad aprire la serata è poi salita sul palco la brava Lorelai, giovane interprete dalla voce accattivante che ha presentato due dei suoi nuovi brani. Subito dopo ecco i Nomadi prendere posto; uguali a se stessi (a parte i nuovi occhiali di Danilo e il taglio corto di Cico) iniziano con il brano “In piedi” che, stasera, appare un po' fuori luogo, visto che il pubblico è tutto comodamente seduto... L'acustica è perfetta e la gente “risponde” bene con applausi e cori. Danilo, correttamente, non dimentica di rivolgere un pensiero ai compianti Bruno Lauzi e Andrea Parodi. Una dedica per loro e lunghi applausi verso il cielo (sono già un bel numero a far compagnia ad Augusto...).

La scaletta non si discosta molto dai binari della normalità. Certo sono i brani più rappresentativi dei Nomadi commerciali di adesso, ma mancano i brani di “carattere”, i “pezzi pregiati” apprezzati dai fans più affezionati. Ci “accontentiamo” del “Pilota di Hiroshima”, di “Primavera di Praga”, di una grintosa “Né gioia né dolore” e di una “Lontano” rovinata un po' nel finale e non ripresa dal pubblico... Niente da dire sui brani dell'ultimo album, assolutamente perfetti con un Danilo in gran forma di voce. Chiusura con la splendida “Ma che film la vita” e gli altri consueti brani finali. Concerto comunque soddisfacente che dimostra l'inossidabilità del gruppo e il sapersi adattare in qualsiasi luogo e a qualsiasi pubblico. Un saluto ai Nomadi che è un arrivederci a...domani a Tavagnasco, provincia di Torino, per il bis di un concerto, spero, senza più inopportune e intralcianti poltrone.

Giorgio