BRUNICO  BRUNECK

10  luglio

CONCERTO ... ASPETTANDO  DANILO

Concerto dei Nomadi ancora senza Danilo in Alto Adige che qui, i “locali” chiamano Sud Tirol. Da queste parti, il senso di trovarsi all'estero invece che in Italia è elevato. Ogni scritta, ogni insegna, ogni indicazione è bilingue; prima in tedesco (o l'austriaco) e poi in italiano. La percentuale degli abitanti in madrelingua oltralpe è dell'85% per cento e, nei negozi, il primo approccio viene fatto in tedesco. Poi, quando capiscono che sei “italiano” pare prendano le distanze, se non sei del posto. Comunque Brunico è una cittadina tranquilla, linda e ordinata, posta a un'altitudine di 835 metri nell'ampia conca della Val Pusteria di cui è il centro principale. Siamo a pochi chilometri dalla Vetta d'Italia, il punto più a nord della nazione. Anche l'Austria, che si raggiunge proseguendo per Dobbiaco e San Candido, è poco distante. In questa stagione i balconi delle tipiche case sfavillano di fiori di tutti i colori; il cielo è terso, gli imponenti gruppi dolomitici fanno da corollario e la temperatura è assolutamente piacevole e l'aria frizzante. Il fiume che attraversa Brunico, il Rienza, ha il colore azzurro che deve avere un fiume ed è costeggiato da una frequentatissima pista ciclabile che attraversa tutta la Val Pusteria.

 

 

Avevo da tempo programmato un week-end da queste parti e il fatto che, durante il mio soggiorno, fosse previsto anche un concerto degli amati Nomadi, ha il sapore di curiosa coincidenza. Mi chiedevo quale sarebbe stata la risposta del pubblico davanti all'assenza del cantante principale di “questo gruppo italiano”, visto com'erano andate le cose a Volpiano, Torino, Italia, qualche giorno fa. Come volevasi dimostrare. Non riesco a conprendere come l'organizzazione di MusicFestival '09 di Brunico, supportato da un nugolo di sponsor locali, abbia pensato ad un concerto dei Nomadi per una delle due serate in programma. Avrà ben fatto un'indagine di mercato, avrà ben seguito l'andamento delle vendite dei CD, si sarà ben documentata attraverso le radio locali e la stampa specializzata poichè qualcosa non deve aver funzionato nel modo giusto se, alla fine, si sono contati solo 218 (duecentodiciotto) paganti! Ma, come già detto:”The show must go on”. Senza Danilo e (quasi) senza pubblico.

 

Il palaghiaccio di Brunico è una costruzione sobria e lievemente cupa, posta verso la periferia est della cittadina. Adesso il ghiaccio, chiaramente, non c'è e, al suo posto, ci sono le bancarelle degli sponsor, i distributori di bevande (soprattutto birra e... champagne!!), il Punto Nomadi e, al centro, le strutture dei mixer dei suoni e delle luci. Le piccole gradinate sono vuote (e lo rimarranno fino al termine del concerto). L'unica cosa che cattura lo sguardo è la maestosità del palco, già predisposto, con luci, megaschermi e telecamere per la presa diretta. I Nomadi si stanno impegnando nelle prove davanti a una dozzina di presenti. Le uniche facce conosciute sono quelle dell'amico tuttofare “Barba” e dell'onnipresente Davide di Reggio Emilia dalla costanza davvero invidiabile. Mentre i Nomadi provano e riprovano intervallando la musica con ameni intrallazzi, mi accorgo dell'assenza del calore dei fans di tanti concerti precedenti e trapela, negli organizzatori e negli addetti, la sensazione che stasera sarà una serata di “vacche magre”. Dal mio punto di vista sarà invece un concerto che potrò godermi in santa pace spostandomi a piacere all'interno della struttura per osservarlo da diverse angolazioni, fare foto, raccogliere impressioni.

Dopo la cena, offerta dagli organizzatori e consumata direttamente dentro il Palaghiaccio, il concerto è stato preceduto dall'esibizione di un promettente gruppo rock locale. Che però non è riuscito a catturare un grosso pubblico per chi veniva dopo. Nessuna coda all'ingresso; biglietto a 23 euro e, subito, un cinturino cartaceo antistrappo colorato e numerato apposto quasi furtivamente sul polso per consentire di uscire e rientrare a piacere. Poco prima delle 22 il concerto ha avuto inizio per la gioia dei convenuti. Mi sono guardato attorno e ho provato un senso di solitudine e di sconforto. Eppure, Beppe Carletti, a chi gli chiede quanto dureranno ancora i Nomadi, risponde sempre:”Finchè ci sarà anche un solo spettatore dietro la transenna, continuerò a fare il mio lavoro”. A Brunico avrà temuto di dover andare in pensione...

Ma i Nomadi, accompagnati dai coristi, tirano dritto per la loro strada aspettando tempi migliori. Si parte con “Una storia da raccontare” e via per una scaletta similare a quella di Volpiano senza lode e senza gloria. La promozione del nuovo CD viene fatta attraverso la diffusione dei brani-guida “Lo specchio ti riflette”, “Senza nome”, La dimensione”, “In questo silenzio” e “Qui” dove Massimo, Sergio e i coristi danno il meglio di sé. Sergio ottimo anche in “Mediterraneo” e come seconda voce in “Una storia da raccontare” e “La mia terra”. Cico ci mette di suo con i brani a lui riservati “Il paese”, “Crescerai”, “Un giorno insieme” mentre Massimo fa straordinario interpretando otto canzoni. I coristi fanno il resto ma stasera Luciano era un po' in ombra mentre Giordano ha sbagliato qualche attacco. Le coriste Cristina e Daniela appaiono meno di quello che sembra e ricamano a modo loro in voce e in movenze sui brani che lo richiedono. Brave comunque nei pezzi “I miei anni”, “Qui” e “Io vagabondo” dove spalleggiano un volenteroso Giordano. Uno sforzo sovrumano l'ha fatto anche il pubblico cantando (sussurrando) in solitudine la strofa conclusiva di “Io vagabondo”. Pochissimi gli striscioni alzati (meno male poiché siamo già alle ben oltre la mezzanotte e la temperatura, fuori, è scesa a 12 gradi) e veloce congedo degli artisti (domani saranno in una remota vallata del bergamasco) con il solo Beppe che viene a firmare qualche autografo. Gli ho parlato e l'ho incoraggiato e lui mi ha risposto tranquillo:”Va bene così, dai”. Credo, giustamente, che i suoi pensieri siano rivolti di più all'assenza di Danilo che all'assenza del pubblico. Quando tornerà Danilo, tornerà anche il pubblico (anche se qui i motivi del fallimento erano certamente altri).

Ci rivediamo in Italia, magari andrà meglio...

Giorgio

Scaletta della serata

Il nulla, Una storia da raccontare, La dimensione, Lo specchio ti riflette, Sangue al cuore, Senza nome, In questo silenzio, Io voglio vivere, Dove si va, Mediterraneo, Un giorno insieme, I mei anni, La mia terra, Ci vuole un senso, Il paese, Amore che prendi, amore che dai, Crescerai, Il paese delle favole, Suoni, Qui, Per fare un uomo, Noi non ci saremo, Marinaio di 20 anni, Un pugno di sabbia, Salutami le stelle, Ricordati di Chico, Storie di mare, Goodbye, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, TeDeum.