CONCERTO   D'ALTRI    TEMPI

Da tanto tempo io e Aldo non facevamo insieme una lunga “trasferta nomade”. In tempi passati eravamo stati a concerti svoltisi in diverse regioni dell'Italia settentrionale e centrale ma, a parte i consueti raduni di Novellara e Casalromano, oltre ai confini della nostra regione, ultimamente, non ci eravamo più spinti, per il fatto di volere e dovere utilizzare diversamente tempo e denaro. Ma i Nomadi sono i Nomadi e noi siamo loro ammiratori. Rimangono poche date, prima della fine della tournèe estiva e quella di Caldiero, pochi chilometri oltre Verona, ci è apparsa come ideale per chiudere il 2011 e per dare la possibilità di una prova d'appello al gruppo che, ultimamente, non ci aveva completamente soddisfatto. Partenza prima di mezzogiorno con destinazione Verona, sempre meritevole di una visita per scattare qualche fotografia in Piazza Bra, all'Arena, in Piazza delle Erbe e al piccolo, accarezzatissimo e quindi lucidissimo seno nudo della statua bronzea di Giulietta (senza Romeo). E poi, nel primo pomeriggio, subito a Caldiero, a quindici chilometri dal capoluogo.

Un altro motivo che ci ha spinto a compiere questo viaggio, oltre al fatto che il concerto cadeva di venerdì; è che a Caldiero c'ero già stato qualche mese fa per accompagnare nel loro trasferimento di residenza i giovani casalborgonesi Andrea e Arianna, che hanno trovato lavoro nella zona di Verona. Questa piacevole località si trova sulla ex-statale 11 (la Torino-Venezia), appena sotto le dolci colline di Colognola al Colle, ed è ricca di vigneti e frutteti. Belle e curate villette, ordine e pulizia; proprio un bel posto per viverci. Ci sono pure le terme; le Terme di Giunone, un luogo idilliaco con tanto verde, alberi secolari, sei piscine, fontane, giochi d'acqua, prati curatissimi, aiuole multicolori, pace e serenità. In questo fantastico luogo, è stato predisposto il palco per il concerto, sistemato di fronte ad un verde prato circondato da alberi dalle ricche fronde. All'ombra di queste, sono state allestite le cucine e i tavoli per chi voleva cenare contemplando questa splendida natura. Ci è dispiaciuto il fatto che, a causa del concerto, gli ospiti delle piscine, in maggior parte mamme e bambini, siano stati invitati a lasciare le terme alle 16.30, invece che due ore dopo, per evitare l'accavallamento di chi voleva nuotare e chi voleva ascoltare musica. Invece tutti fuori i nuotatori e, solo dopo, tutti dentro i nomadisti. Organizzazione a cura del Comune di Caldiero e della Pro Loco con biglietto a diciotto euro (venti con la prevendita terminata alle 19 dello stesso giorno del concerto! Fatto inconcepibile per racimolare qualche euro in più ! . Bè, godiamoci il posto e non arrabbiamoci per queste quisquilie; a preoccuparci, semmai, sono gli ottanta euro di benzina, consumati da un'umile utilitaria, necessari per questo viaggio a/r. Ce la siamo cercata, direte voi. Speriamo almeno in un buon concerto.

I Nomadi, come d'abitudine, arrivano alla spicciolata: sono tutti col camper (tranne Massimo e Danilo). Hanno il motor-home poiché la sera successiva dovranno essere in provincia di Caserta e si sono organizzati per affrontare questo ennesimo, lungo trasferimento. Ma restiamo a Caldiero. Verso le 19 si sono svolte le prove tecniche del suono e ci siamo subito accorti che Danilo era tornato il Danilo di sempre; scherzava al microfono, cantava a dovere il suo pezzo di prova, sorrideva ai presenti, già quantificati in qualche centinaio di appassionati. Tra di loro, il noto Davide di Reggio Emilia, il “Conte” di Vicenza, Leo di Bergamo (che, dopo l'uragano di Campi Bisenzio di qualche anno fa, fu gentile a recuperarci lo striscione andato perso), Gianna della Toscana e Luana di Nogara. Ci fa sempre piacere ritrovare amici fans quando siamo al di fuori della nostra zona. Non male la pizza rustica cucinata dalla Proloco e consumata ai tavoli da pic-nic posizionati all'ombra di maestosi castagni. Ora restiamo in attesa del concerto previsto alle 21 in punto. Speriamo che, come di consueto, l'orario slitti di mezz'ora per consentire ad Andrea e Arianna (lei è al suo primo concerto nomade), di giungere in tempo dopo l'uscita dal lavoro.

Attorno al palco, come vigilanza, solo il Barba e il Conte, un paio di Alpini della Protezione Civile e qualche Carabiniere dell'associazione nazionale. Ma la vigilanza non serve, ai concerti dei Nomadi; Athos lascia tranquillamente sguarniti un paio di computer e attrezzature varie presso la sua postazione di regia e nessuno tocca niente. Sotto il palco c'è solo il consueto assembramento di bambini e di disabili che vanno a sistemarsi per vedere meglio i loro beniamini. E, tutto attorno, gli spettatori, di tutte le età, che vanno a posizionarsi in cerchio sul vasto prato accomodandosi, talvolta, sulle sedie pieghevoli portate da casa. A inizio concerto ho valutato la presenza di tre o quattro mila paganti, ma senza troppo calca; anzi, a inizio concerto, ci si poteva ancora sistemare nei pressi del palco, in buona posizione, spaparanzati su una coperta distesa sull'erba e godersi tranquillamente lo spettacolo.

Alle 21.30, come previsto, il concerto inizia con il brano “Cosa cerchi da te”, ricevendo i primi applausi da parte del pubblico entusiasta e pronto per una grande serata nomade. Me lo auguro anch'io. Ottima l'amplificazione: si sente bene da ogni angolo dell`area. Poi tocca a Danilo iniziare la sua prova con “La dimensione”. Niente male: ci siamo. Danilo è tornato nella sua consueta, brillante forma. Mentre resto di fianco al palco, dal lato dell'ingresso, per accogliere Andrea ed Arianna in arrivo al concerto, non mi accorgo che mio fratello Aldo, autorizzato da Beppe Carletti, è salito sul palco, a concerto in corso, per realizzare alcune fotografie ravvicinate agli artisti impegnati nella loro esibizione. Una cosa del tutto straordinaria, poiché, giustamente, Beppe, sul palco, durante i concerti vuole solo i diretti interessati (artisti, tecnici ed eventuali ospiti) e nessun estraneo; ma, a Caldiero, i due soli fotografi non erano invadenti e pretenziosi e, conoscendoli e conoscendoci, Beppe, per una volta ha concesso loro una decina di minuti per realizzare gli ambiti scatti. Noi lo ringraziamo per questa sua concessione e per la fiducia riposta e gli promettiamo che faremo buon uso di quelle immagini; in fondo, si tratta sempre di promozione nomade...

Intanto, arrivano Andrea e Arianna e, con loro, continuo a seguire il concerto che entra nel suo vivo; Massimo esegue la sua bella “Storia”, seguito da Danilo con “Dove si va”. Meraviglioso! Arrivano “La coerenza” e “Lo specchio ti riflette”, nel corso della quale anche le nonnine accomodate sulle sedie pieghevoli, si alzano e si mettono a ballare. Eseguita alla perfezione la nuova “Toccami il cuore”, che riceve sonori applausi. Sergio Reggioli canta la sua bella “Isola ideale” e ottiene già i primi apprezzamenti per la sua voce da Arianna, che, ripeto, è al suo primo concerto ed ha già individuato una delle grandi risorse del gruppo. Mi sto e ci stiamo divertendo. Castagnole Lanze sembra ormai un lontano, brutto ricordo. In verità, in una serata come questa, mi sarei aspettato Asia, oppure La collina; anche un “Ti Rei Kahn” sarebbe andato bene. Al loro posto, però, ho gradito ugualmente la celebrativa “L'ultima salita”, la dolce “Crescerai”, l'irruente “Utopia”, l'intensa “Primavera di Praga” e, nella seconda parte anche la splendida “Lontano” e “C'è un re”, che, come non facevo da tempo, ho voluto cantare assieme agli altri fans. Proposta anche “Good-bye”, la canzone che piace ad Arianna, che Andrea le ha voluto dedicare per il suo primo concerto attraverso un biglietto letto poi da Danilo a fine concerto. Arianna ha pure ricevuto il tradizionale “battesimo nomade” da un caricaturale Danilo “papale”. Meglio di così!

Prima dei consueti brani finali, sono stati ancora proposti “Il vento del nord” e “Salutami le stelle”. Una particolare citazione per Sergio e Beppe che hanno proposto, nell'intermezzo, “Suoni”, in una loro nuova e curatissima versione. Dopo la lettura delle decine di messaggi e striscioni portati sul palco, con l'Io vagabondo”, cantata proprio da tutti, si è concluso questo bel concerto d'altri tempi, ovvero un concerto come deve essere fatto. Da molto non vedevo i Nomadi così in forma. Se devo dare un voto complessivo, do dieci poiché è il voto che si meritano tutti gli ingredienti che hanno portato al successo questa serata: il luogo, la temperatura, l'organizzazione, il pubblico (soprattutto “Ary” e “Andri”), l'amplificazione e persino la predisposizione dei cestini per raccolta differenziata dei rifiuti. E dieci anche per i Nomadi che, spero di rivedere presto dalle mie parti, magari in versione teatrale. Intanto Arianna è stata contagiata dalla “malattia” nomade e penso proprio che si recherà, per un bis, al concerto che si svolgerà nel padovano a fine mese. I Poirinomadi non ci saranno; hanno desiderato questa trasferta nel veronese e sono stati ripagati delle fatiche del viaggio e del portafoglio e possono avviarsi verso casa contenti di aver assistito ad un concerto... d'altri tempi. Un abbraccio a tutti gli amici fans che hanno condiviso questa grandiosa serata. Benvenuta ad Arianna nel mondo nomade; lei è fortunata ad avere Andrea come precettore; uno che stava ancora nella culla quando mamma Paola lo portava ad ascoltare Augusto. Ma quelli si, che erano altri tempi!

giorgio