I NOMADI A CAMERI (NO) 24 GIUGNO 2005

CONCERTO DELLE LUCI BLU

Terza data consecutiva in terra piemontese. Con me Marina ed Emilia di Savigliano. Aldo assente perché in rientro da Roma. Cameri si trova poco distante dal casello di Novara Est ed è famosa per la base dell'aeronautica militare. Qui, la casa editrice DeAgostini, gli enti locali e l'associazione Idea Insieme volta alla difesa della dignità dei malati terminali presso l'Ospedale di Novara, hanno organizzato questo evento canoro. Il luogo è l'impianto sportivo di Cameri sul manto erboso del campo di calcio reso ancor più vasto dalla presenza della pista di atletica a sei corsie. Il palco è stato montato ai bordi del lato più lungo, quindi molto spazio a disposizione per gli spettatori. Alle torri di sostegno delle casse, invece dei consueti teli di Corpo Estraneo, sono apparsi quelli che pubblicizzano il volo della compagnia aerea Neos per la trasferta a Cuba del 5 novembre.

I servizi logistici di supporto sono ben disposti ed organizzati: punti di ristoro efficienti, distributore della birra ben fornito da ben due barili da 1000 litri ciascuno, due Punto Nomadi, Emergency, associazione Idea Insieme, Protezione Civile, Croce Rossa, che ha addirittura montato un ospedale da campo, adeguatamente distribuiti. Lindi servizi igienici: pensate che al termine del concerto erano ancora ben forniti di sapone liquido e asciugamani di carta, nonostante l'uso da parte dei 3000 presenti. Biglietto a 15 euro che comprendeva il concerto e la compagnia (e morsicature) di 6 miliardi di fastidiosissime zanzare delle risaie. Autan a volontà, dunque. Alle transenne ho ritrovato gli immancabili, tosti e sprezzanti della fatica e del caldo amici fans di sempre. Il luogo è geograficamente adatto per le trasferte sia dei fans piemontesi sia lombardi e pertanto ci siamo ritrovati tutti a prenderci a schiaffi (per scacciare le zanzare) nell'umidità di questa serata nomade. Voglio ricordare in particolare gli amici di Murisengo ValCerrina, di Savona, Valter e Mariarosa della Brianza, Ricky e Anto, Nadia, Claudio e Silvia della Provincia Granda, Antonella, Sonia e Cristina di Casale, Paola di Casalborgone e, naturalmente, le “nostre” Nadia, Barbara e Simona.

Anche questa sera, prima del concerto, si è esibita Marzia con il suo chitarrista (si aspettavano i Los Trinitarios come da calendario, ma non si sono visti). Marzia è la cantante degli Idgie e stasera si è dovuta esibire, chissà perché, in play back sminuendo un po' la sua esibizione generalmente spumeggiante, quando è dal vivo.

E' ancora chiaro quando i Nomadi si presentano sul palco (il sole è appena tramontato, in questa stagione) e ricevono il caloroso applauso del pubblico che intanto ha riempito quasi completamente la superficie erbosa. Nuvole di zanzare vorticano attorno alle luci di scena e sopra le nostre teste: applaudiamo sovente più per schiacciarle che per vera necessità.

La scaletta ricalca quella di Torino e comprende, tra l'altro, Utopia, Abbi cura di te, Trovare Dio, 20 de abril, L'uomo di Monaco in versione acustica, Ma che film la vita. Gli artisti sono molto in forma e concedono interpretazioni all'altezza del loro prestigio ricevendo meritati applausi. Tra un brano e l'altro Danilo e Cico hanno il loro daffare per presentare la grande quantità di materiale didattico e medicinali ricevuti sul palco dalle varie associazioni e fans club: una enormità che i Nomadi mostrano di gradire. Da loro parte anche l'invito per aderire con offerte all'iniziativa di Idea Insieme che, in cambio, offre l'omaggio di una piccola torcia luminosa a luce blu. Danilo, dice, ne vorrà vedere tante accese per Io vagabondo.

Infatti, dopo i brani finali e la presentazione degli innumerevoli striscioni dei Fans Club arrivati (e dopo circa 100 morsicature di zanzara), arriva la magia, questa volta, di Io vagabondo eseguita a luci spente per evidenziare le centinaia di lucine azzurre che il pubblico accende durante il brano: un bel colpo d'occhio ed una gran bella idea per un concerto. Grazie a queste varianti coreografiche i concerti dei Nomadi, per chi li segue sempre, assumono un carattere univoco che si distingue dagli altri concerti e lascia un ricordo indelebile nella mente del fans: un'altra storia da raccontare.

Lunghi applausi finali per distruggere le ultime zanzare, caccia ai propri striscioni prima che qualcuno li rubi (è successo e, sono sicuro, succederà ancora), saluti con arrivederci a tra poche ore (Peveragno!) ai Nomadi e ritorno nella calda notte verso casa, lontano, finalmente, dalle ormai sazie zanzare di Cameri.

Giorgio dei POIRINOMADI