28 luglio 2008

Una  " prima fila "  tutta  per  le  pesche

Andiamo con ordine.

Un rapido sguardo ai panorami per chi è arrivato da Torino dalla statale che porta a Savona

Ed ecco Canale visibile sulla sinistra adagiato in una conca tutta circondata da verdi vigneti e dalle sue piantagioni di pesche

Ecco come si presentava lo sferisterio al mattino del giorno del concerto.

lAdesso leggiamo un pò.

CONCERTO DELLE PESCHE

Canale d'Alba, ridente cittadina del Roero (siamo in Provincia Granda!), oltre che per i vini (roero appunto, arneis, favorita e bonarda) è celebre anche per le sue pesche, grosse e dolci. Le colline di queste parti mostrano un'alternanza di ordinati vigneti e frutteti che rappresentano la maggior fonte di guadagno per la laboriosa gente di qui. E in questi giorni di fine luglio c'è la Sagra delle Pesche, il cui comitato è, insieme al Comune, l'organizzatore del concerto. Canale possiede anche lo sferisterio per lo sport più amato della zona (ricordiamo anche lo sferisterio di Ricca d'Alba, a pochi chilometri, dove pure ci fu un concerto dei Nomadi) e proprio sul campo del pallone elastico è stato predisposto il palco per il concerto, il primo qui. Poirino è a venti chilometri e la breve distanza mi riporta in questo luogo che ha visto gli anni della mia giovinezza quando si veniva qui per la Sagra, per le giostre e per le splendide majorettes di Rodilhan, villaggio francese allora gemellato con Canale. Parlo di oltre trent'anni fa, quando i Nomadi, si può dire, muovevano i...secondi o terzi passi.

 

Chissà se la commissione sulla sicurezza avrà notato la vistosa crepa sul muro della biglietteria ?

Ora che i Nomadi sono arrivati ai loro quarantacinquesimi “passi”, nel senso di anni, eccoli qui, satolli e pimpanti, in questo caldo lunedì sera davanti ad almeno 2000 spettatori, in parte seduti sulle gradinate, gli altri a pestare la polvere del lungo campo di gioco. Per il parcheggio, nessun problema; ma per acquistare il biglietto (18 euri), chi ha atteso l'ultimo momento, si è dovuto sorbire una lunga coda all'unico botteghino. Ma tempo ce n'era poiché, prima del gruppo, si è esibito il giovane Domenico Protino, sponsorizzato da patron Carletti. Poco prima delle 22 il concerto è iniziato annunciato da un insolito “Te Deum” di apertura. Il primo brano è stata la nuova versione reggata di “Come potete giudicar”. A Danilo sono cresciuti i capelli e si vedono bene poiché stasera ha rinunciato all'inseparabile (ora non più) basco nero.

I primi biglietti vengono strappati nel pomeriggio , mentre nello sferisterio si prosegue al montaggio della strumentazione. Gli autografi di rito all'arrivo dei Nomadi, precedono le prove acustiche per la messa a punto degli strumenti.

La scaletta è stata rimescolata con l'inserimento di brani vecchi e nuovi prendendo a casaccio nel loro ricco repertorio. Oltre alle colonne “Io voglio vivere”, “Una storia da raccontare”, “Sangue al cuore”, “La mia terra” e le altre consuete “nazional-popolari”, sono state molto apprezzate “Asia”, “Sera bolognese”, “20 de abril”, “Marta” (con coda mixata in Oye como va” di Santana), “Il paese”, “Santina” e una rediviva “Marinaio di vent'anni”. Evitata, per una sera “La collina” che poteva andare bene come dedica alle vigne e alle pesche. Peccato; ma la sostanza non cambia. I Nomadi riescono sempre a dare il meglio di loro stessi e il pubblico (anche anziano o poco abituato a concerti), apprezza battendo a tempo le mani o i piedi. Serata pienamente riuscita anche per i fedeli fans, giunti qui numerosi dalle province vicine, che hanno apprezzato l'esibizione contribuendo ad arricchirla con cori e coreografie (per la gioia degli artisti che, quando i fans sono “attenti” vanno in brodo di giuggiole e si sentono appagati).

L'attesa sta per finire, si spengono le luci, si dia inizio alla festa

Personalmente, oltre alla bravura del gruppo ho apprezzato la totale assenza di zanzare (o forse ce n'erano ma sarà il mio sangue che non piace). Ultima nota: proprio oggi che scrivo (29.07.08) sul quotidiano La Stampa, l'amico Gabriele Ferraris parla dei cantanti di oggi alle prese con i concerti. E fa un po' di conti in tasca agli organizzatori e agli artisti. Ebbene, non tutti gli artisti possono permettersi un cachet adeguato al potenziale pubblico. A causa del prezzo dei biglietti, delle tasse, dei diritti, ecc. rimane ben poco e si rischia il tracollo. Ferraris fa i nomi di chi si salva in questo momento di crisi: i mostri sacri come Vasco o Liga, Pino Daniele con la sua vecchia band e...i Nomadi che, dice, hanno sempre assicurato il loro serbatoio di fans e sono gli unici che fanno oltre 100 concerti l'anno che è, questo, per loro, l'unico modo di salvarsi. Il saggio dice: se vuoi campare devi sudare (volevo usare un'altra metafora) e questo, i Nomadi, gli organizzatori, i ragazzi dello staff e noi che li seguiamo sempre, lo abbiamo capito perfettamente.

Ora vado ad assaporare una pesca di Canale. Un abbraccio a tutti gli amici fans. Un saluto e un in bocca al lupo ad Andrea.                                             Giorgio

No ! non abbiamo dimenticato i Nomadi

Alcuni striscioni dei fans

Questa non potevo non metterla. Chi fa parte della " famiglia nomade "conosce Lorenzo e la sua disponibilità anche per queste foto curiose

POIRINOMADI