I NOMADI A CARAMAGNA (CN) 4 LUGLIO 2005

CONCERTO DELLE SORPRESE

Ritorno dei Nomadi In Piemonte (nell'ultimo mese questo è il settimo concerto dopo S.Ambrogio, Torino, Cannobio, Cameri, Peveragno e Paderna) e qui a Caramagna, già sede di un bel concerto l'anno scorso. Organizzato dal Gruppo Giovani, dai Commercianti, Gruppi la Torre, Punto e Virgola, Coldiretti, Nuova Ass. Culturale, Alpini e Aido col patrocinio del Comune, si è svolto in Piazza Castello sotto una provvidenziale tensostruttura che ci proteggerà da eventuali temporali.

Nella Provincia Granda un concerto dei Nomadi assume sempre i connotati di un ritrovo tra vecchi amici cui piace stare insieme ad ascoltare buona musica. Presenza massiccia del nostro N.F.C. con base al banchetto allestito da Rinuccia e Laura (anche questa sera raccolte molte iscrizioni e offerte per Roberta). Presenti anche amici fans provenienti dalle altre provincie pedemontane e dalla Liguria. Buona ma non eccezionale affluenza di pubblico. Forse perché è un lunedì, forse per il tempo minaccioso, alla fine, sotto il tendone, saremo circa 1500 per un costo del biglietto di 15 euro.

Al mio arrivo ecco la prima sorpresa: Nadia, sempre presente ai concerti, mi omaggia insieme ad Aldo di una maglietta, che subito indossiamo, riportante il ricordo del marito Domenico Bertinotti di Racconigi, sfortunato grande fans e amico dei Nomadi.

Inizio del concerto con Corpo Estraneo e qui c'è la seconda sorpresa: si mette a piovere e, siccome sono anche le 21.30, mi aspetto la carica delle zanzare. Che non avviene perché l'aria si è rinfrescata e quelle non escono. Meglio così. Ho ancora i pruriti dei morsi di ieri sera....

Altra sorpresa (per lui), ma lo sapevamo, no? è il compleanno di Daniele che oggi 4 luglio compie 44 anni (quarantaquattro anni in fila per sei col resto di due come dice lui) ed ha aggiunto che il compleanno più significativo per lui, proprio in questi giorni, è rappresentato dai 15 anni di appartenenza ai Nomadi (Daniele e Cico ne sono entrati a far parte, infatti, dal primo luglio 1990).

Stasera non scelgo la transenna, giro per la platea a scambiare impressioni con gli amici fans e qui c'è un'altra sorpresa: incontro Mario del gruppo di Chiavari accompagnato dalla sua signora. Non me l'aspettavo qui stasera: è un vero vagabondo; l'ho incontrato dappertutto e quando ci troviamo il brindisi lo facciamo sempre.

Il concerto prosegue spedito con i nuovi brani alternati a produzioni più antiche: Naracauli, I miei anni poi, altra gradita sorpresa (per me e per tanti altri) il ritorno del brano La collina con caloroso coinvolgimento del pubblico. Questo brano per le parole, la lunghezza, l'intensità delle note, l'irruente crescendo strumentale, la possibilità di scandire il tempo da parte del pubblico è forse uno dei più trascinanti; peccato che i Nomadi la propongano così raramente.

Incontro molti amici fans al di qua e al di là delle transenne così, girando sotto il tendone (sta ancora piovendo), posso cogliere il concerto da varie angolazioni. Si sta bene, il tempo scorre veloce e si arriva agli ultimi brani. L'inno ad Augusto Ma che film la vita riassume il concerto così famigliare di questa sera. Aveva proprio ragione Ago quando diceva “grazie agli amici...grazie alle ragazze, a tutte le ragazze...grazie alla pioggia e ai temporali...grazie alla voce...grazie alle emozioni” perché sono cose che incontriamo ogni giorno e che “celebriamo” ai concerti dei Nomadi.

Consueti ringraziamenti finali e meritati applausi agli artisti. Io vagabondo nel cuore di tutti. Per un po' basta concerti, ci vediamo a fine mese dagli amici di Carcare.

All'una di note non piove più, la gente è tornata a casa soddisfatta, il palco è quasi tutto smontato e la ruota posteriore del Mercedes di Beppe, scoppiata su uno dei tiranti del tendone, velocemente sostituita (sorpresa finale, questa, un po' amara ma felicemente superata).

Giorgio dei POIRINOMADI

 

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Danilo Sacco con il dito rivolto verso il pubblico, sembra quasi voglia indicare il meraviglioso spettacolo che i fans offrono ad ogni concerto. Ecco, l'unica cosa che invidio ai Nomadi, quello di godersi sempre ad ogni serata, tanta spumeggiante e sana vera euforia.

aldo