CARIGNANO PARMA 21 sett. 2005

 

CONCERTO DI CHIUSURA...........

Dell'estate, naturalmente. E che estate! Dell'ultimo mese ho il ricordo della pioggia torrenziale sul concerto di Castagnole Lanze, del rinvio, sempre per pioggia, del concerto di Murello, della dolorosa e sofferta rinuncia, per motivi di forza maggiore, al concerto di Montjovet (gli amici fans presenti hanno però lamentato pioggia e freddo...)Possibile che quest'anno nomade (salvo le date invernali ancora da programmare) finisca, almeno per me, con questi tristi ricordi?

Poi succede che la mia vita parallela Aldo, ieri sera (alle 18!!!) mi rilancia la sua intenzione di andare al concerto di Carignano di Parma spostato dal 9 settembre al 21 sempre per motivi , indovinate un po', di pioggia. Benedetta pioggia! Questa volta gioca a nostro favore. Il 9 non sarei proprio potuto andare. Che tempo fa stasera? E' sereno? Ok, faccio una doccia e partiamo.

Due ore e 230 chilometri dopo arriviamo in questo piccolo centro a sud di Parma, trovato con qualche difficoltà poiché non compare sulla cartina geografica in nostro possesso (eppure non è piccolissimo in quanto ha più di mille abitanti). Carignano è anche sede di una vivace società sportiva che ha voluto organizzare questo concerto tenuto nel bel prato del proprio efficiente campo di calcio. Biglietto a 15 euro.

Siamo arrivati proprio al momento dell'inizio dirompente del Corpo Estraneo, riversato su un pubblico di circa 1500 persone. Qui i Nomadi “giocano” in casa: Cico abita a un tiro di schioppo, gli altri, di Reggio Emilia, hanno casa a pochi minuti di camper. Anche Danilo ha un rifugio poco lontano da qui. Buona parte del pubblico credo sia formato da parenti e amici dei Nomadi: tra i fans della prima fila ecco gli immancabili “Barba” di Bologna, Davide di Reggio (al suo 465° concerto), Silvia di Alba (grande nomade Silvia: sola soletta è venuta fin quaggiù per questo concerto infrasettimanale), Sandra e Roberto di Savona (anche loro con oltre 300 Km di trasferta). La luna e le stelle in cielo tranquillizzano il pubblico e i Nomadi stessi che, mèmori dei recenti acquazzoni, non esitano a ringraziare, tra i fans presenti, i fradici “eroi” di Castagnole del mese scorso.

Scaletta tradizionale con pochi acuti pur con interpretazioni e amplificazione impeccabili. Da segnalare una curiosa e rara interruzione brusca sul brano Ophelia per un errore di tono di Danilo (forse un po' giù di voce, stasera), poi ripreso da dove si era interrotto. C'è un re, 20 de abril, La vita che seduce, Rotolando va, Jenny sono le classiche ciliegine su una torta dagli abituali ingredienti. Il pubblico, pur seguendo attentamente l'esibizione degli idoli di casa, lesina un po' negli applausi e nei cori: forse l'umidità e il freddo che salgono dal prato consigliano alle mani di starsene al caldo delle tasche.

 

Il fatto di non avere, in questo posto, le (piacevoli) “distrazioni” causate dall'incontro con gli amici fans, ci permette di seguire più attentamente il concerto e di viverlo come da tempo non succedeva e devo dire che questa è una cosa che fa veramente bene all'anima (sapete cos'è il “contatto diretto”, il “feeling”). Ecco, in poche parole, ci voleva proprio. Specialmente dopo il pauroso tamponamento che ho subito la scorsa settimana da parte di un cretino che mi ha distrutto la macchina e ha mandato me all'ospedale; da cui sono uscito quasi subito, per fortuna. A proposito: è andato distrutto anche il lunotto con l'adesivo “NOMADI”, per cui vado immediatamente al Lumi Point per acquistarne un altro da applicare sul prossimo lunotto.

 

Alla conclusione del concerto i Nomadi si sono subito resi disponibili per il consueto saluto ai fans (qui, anche ai parenti e agli amici) dove, ad un sempre giovane e pimpante Beppe ho trasmesso i miei personali ringraziamenti per i concerti del 2005 ed un augurio di non fermarsi e “andare sempre avanti”. “Stai tranquillo”, mi ha risposto Beppe,”non ho nessuna intenzione di smettere”. Sempre Nomadi. E vai!!!

Un saluto particolare lo voglio rivolgere alle simpatiche Antonella e Alda, brillanti e sorridenti cassiere del punto di ristoro allestito a bordo campo (dove veniva servito, oltre agli ottimi salumi locali, un opportuno, caldo e vigoroso vin brulé). Sono rimaste sorprese dal fatto che siamo partiti da Torino per un concerto organizzato in un posto così piccolo e lontano. Ho allora raccontato loro di concerti realizzati in luoghi come Osasio, Paderna, Bernezzo, Crova, Peveragno cui hanno partecipato fans provenienti anche da altre regioni. Probabilmente non conoscono molto dello spirito nomade di certi fans. Grazie ragazze (“...grazie alle ragazze, a tutte le ragazze...) per la gentile concessione fotografica e per le informazioni che ci avete dato; ora partiamo: abbiamo un viaggio non-stop Carignano-Poirino. Suona bene come gemellaggio, vero?

Giorgio dei POIRINOMADI

fine prima parte......