I NOMADI A CARNAGO 29 APRILE 2005

CONCERTO DELLA FONTANA

Carnago è un lindo e tranquillo paesino del Varesotto: graziose villette con aiuole multicolori affacciate su dolci saliscendi. E' la prima volta dei Nomadi qui. Arrivando, ci siamo subito resi conto dell'efficienza dell'organizzazione: precisi cartelli indicatori , numerose postazioni di volontari per indicare i parcheggi, valida disposizione dell'area del concerto. Il tutto è stato organizzato dal Comune, dall'Oratorio e dalla Pro Loco di Carnago a favore dell'Associazione “Aiutiamoli a vivere” impegnata in progetti umanitari in Bielorussia e in Congo. All'ingresso abbiamo incontrato la giovane e simpatica Serena, membro del gruppo organizzatore, che ci ha confidato le sue ansie per la riuscita del concerto: tranquilla Serena, si vede che avete lavorato bene e tutto andrà per il meglio. Il cortile del vasto oratorio si trova a fianco della torre campanaria, nella parte alta di Carnago: tutta la zona è stata transennata per cui, una volta pagato il biglietto (16 euro), vi si poteva accedere...e non più uscire! Vabbè, tanto lì c'era tutto il necessario per il popolo nomade. Superata una elegante fontana (ecco spiegato il titolo) immersa nei fiori prospiciente l'ingresso dell'oratorio, si giungeva sul terreno sabbioso del cortile dove, da un lato, era disposto l'immenso palco dotato del telone di copertura (non ce n'era bisogno stasera, visto il cielo splendido). Al nostro arrivo (cioè Aldo, Nadia, Fabio e Marina ed io), erano in corso le prove davanti ai primi gruppi di fans tra cui molti esponenti della Provincia Granda, di Murisengo, del Verbano, della Brianza, Val Trompia, Savona, Genova, ecc.

Non mancavano, naturalmente, tra quelli che conoscete, SARA con papà Franco, Simone, Alfredo, Barbara, Simona, Ricky e Antonella. Tra i “deficenti della prima fila”, Valter, Davide, “Barba”, Silvia e, questa sera, anche il sottoscritto. Aldo, come ormai di sua abitudine, autorizzato nel back-stage a far foto. Verso le 21 il pubblico ha superato le 2500 persone (visto, Serena?) e sul palco si è presentato il gruppo Idgie, che, come già avvenuto in altre occasioni, ha preceduto il concerto dei Nomadi. Idgie è il soprannome della grintosa cantante di questo gruppo (prodotto da Beppe e Massimo) formato da quattro bravi elementi ed offrono un repertorio pop-rock con testi su argomenti esistenziali di buona fattura. Lei ha una bella voce forte che imposta come vuole, arricchisce la sua interpretazione con adeguate movenze di mimica e sa “tenere il palco” catturando sempre l'attenzione del pubblico. Cinque brani tra cui “32° parallelo” eseguito in una elaborazione molto personalizzata. Meritati applausi.

Concerto: partenza con “Corpo estraneo” e stessa scaletta di Izano ma con “La vita che seduce” in più (su questo pezzo, come ormai di consuetudine) sono stati dispersi chili e chili di coriandoli. Danilo e Massimo in gran condizione vocale, veramente strepitosi. Il pianoforte di Beppe da bianco che era è diventato nero (nero di vernice, non di sporco!). Niente da dire agli artisti sempre perfetti nell'esecuzione dei brani. Qualcuno un pò malizioso (ma cieco come una talpa) potrebbe quasi sospettare la presenza di basi o play-back talmente i brani, a forza di ascoltarli, sono sempre perfettamente eseguiti.

Dalla mia favorevole postazione, stasera, ho potuto osservare e apprezzare il lavoro di Daniele alla batteria. Come sapete gli arrangiamenti dei brani sono stati un po' tutti “incattiviti” per essere allineati agli odierni gusti musicali che prevedono un'impronta rock più marcata. E questo significa riempire le esecuzioni con toni più intensi; anche e soprattutto con la batteria che Daniele, in certi brani, la perquote in modo tale che gli otto dico otto piatti di ottone oscillano contemporaneamente: uno spettacolo nello spettacolo. Sembra che abbia otto braccia: per questo viene soprannominato “la piovra umana”. Gran finale con il pubblico abbracciato a cantare “Io vagabondo” non prima di aver dato lettura, da parte di Cico, ai consueti, numerosi e conosciutissimi striscioni dei fans club. Una nota di colore, al termine del concerto, è stata data dalla presenza di un robusto cordone di carabinieri dispostosi attorno al palco a difesa (da chi?) degli artisti: un intero battaglione. Ma è il caso? Mi sono chiesto. Poi, Serena (ritrovata per salutarla e complimentarla), mi ha svelato che lì vicino c'è una caserma dell'Arma... Arrivederci ai prossimi concerti!

Giorgio