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CONCERTO DELLA PROMESSA

Promessa fatta a Pian del Poggio agli amici del Fans Club “Ti lascio una parola-Goodbye” di Casalbuttano e promessa fatta a me stesso: quest'anno andrò al concerto di questa tranquilla cittadina qualche chilometro a nord di Cremona posta al centro di quel famoso “quadrilatero d'oro” per i Nomadi e i loro fans. Lo so, domani c'è Castagnole e sarà sicuramente una scorpacciata, ma Casalbuttano è a meno di due ore di macchina, la piacevole compagnia durante il viaggio delle sorelle fans Daniela e Sabina ce l'ho, siamo di venerdì in una gradevole serata estiva e quindi pronti...via!

Poco dopo le 20 siamo sul posto. Effettuato nel contesto della Festa dell'Unità e perfettamente organizzato dal locale Nomadi Fans Club capitanato dall'amico Mario, si è svolto sotto la protezione di un ampia tensostruttura predisposta nell'area sportiva di Casalbuttano. Biglietto a 20 euro per circa 2000 paganti tra cui le fans del gruppo di Asti-Casale, di Savona, Davide, “Barba”, Valter e una sorprendente e onnipresente Silvia di Alba che si avventura per concerti sempre sola soletta alla faccia di chi pensa che il coraggio di viaggiare da soli ce l'abbiano solo i maschietti.

Prima del concerto intervento di Rosy Fantuzzi per ringraziare il fans club organizzatore a nome dell'Associazione “Augusto per la vita” e discorso di plauso e ringraziamento da parte del Sindaco per il grosso lavoro svolto dai ragazzi del fans club “anche in termini di autofinanziamento” (Chi vuole intendere, intenda, ndr). Nessun gruppo di apertura, alle 21.30 ecco i Nomadi presentarsi pimpanti sul palco accolti dall'applauso di un pubblico compatto e pronto a tre ore di goduria nomade. Apertura con “In piedi”, “Una storia da raccontare”, “Non è un sogno” che dimostrano subito la consueta “carica” del gruppo. Ma, come, mi chiedo, i Nomadi hanno un concerto tutte le sere e a centinaia di chilometri di distanza uno dall'altro e sono sempre così in forma? Non sono mai stanchi? Ma come fanno? Beppe, in una delle interviste pubblicate, dice che sono proprio i concerti a dar loro la carica. Sarà pur vero: infatti sono carico anch'io e anche gli altri 1999 del pubblico.

Poi, ecco le sorprese: “Trovare Dio”, “Contro”, “Il fiore nero”, “Crescerai” con il palco “invaso” da mini-fans cui Danilo, al termine del brano chiede, a ciascuno, il nome. Da come rispondono i piccoli, chiaro e forte, sembra quasi siano stati addestrati prima; comunque timidezza zero per questi grintosi neo-fans. La scaletta procede veloce con brani tratti dagli ultimi album. Nel secondo “tempo” viene riproposta “L'uomo di Monaco” e poi, e qui mi vengono i brividi, ecco le note di apertura del brano successivo: sembra “Asia”, si, certo, è lei. “Asia”, da quanto tempo! Per dieci minuti d'orologio rimango assorto nel godermi questa magistrale esecuzione con Danilo e Daniele straordinari.

Risvegliatomi dall'estasi, attendo i brani finali dove spicca, a sorpresa, una formidabile “Senza Patria” ripresa dal pubblico per ben quattro volte. Dopo il consueto finale, avvenuto al termine della lettura dei numerosi striscioni e messaggi, saluto gli amici di Casalbuttano ricordando loro l'appuntamento di domani a Castagnole. Io la promessa l'ho mantenuta. E' ormai l'una quando con le mie compagne di viaggio riprendo la A21. Dany, fiduciosa della mia guida, si addormenta tranquilla mentre “la sorella grande”, diffidente, preferisce tenermi sveglio (ma sono sveglio!) interrogandomi fino a Villanova su tutto il concerto che ho appena visto insieme a lei...                      Giorgio