Un grande gesto di solidarietà da parte dei Nomadi in questo fine anno di celebrazioni per il cinquantenario della loro attività. Come si dice: una chiusura in bellezza. Una data aggiunta all'ultimo momento, prima dei due concerti conclusivi di Casalmaggiore e Mirandola. A Casale Monferrato, provincia di Alessandria, il concerto si è svolto a scopo benefico: l'incasso, con offerta minima di dieci euro, è stato interamente devoluto ai comuni della Sardegna colpiti dalla recente alluvione. Concerto ospitato nel grandioso Palasport di Casale, messo gratuitamente a disposizione dal Comune e grande partecipazione di pubblico con almeno duemila spettatori. Un'occasione per dar modo ai fans di ritrovarsi ai piedi del palco dei loro beniamini compiendo un elevato gesto di generosità. Credo che tutti abbiano offerto la somma che equivale al costo di un normale biglietto (venti euro) e i conti sono presto fatti (anche se Beppe Carletti ha voluto subito precisare, prima del concerto, che l'incasso sarà devoluto dopo la sottrazione delle spese). Ce l'aveva con la Siae, che, per una volta, poteva lasciar correre.

Io, Aldo e l'amico Ricky siamo arrivati giusto per il concerto, poco prima delle 21 trovando, con buon compiacimento, il parcheggio presso che pieno. Molto bene, ci siamo detti: sarà una buona serata nomade. E infatti, entrando, abbiamo incontrato molti amici fans provenienti un po' da tutto il nord Italia. Molte bandiere della Sardegna (quelle con i quattro mori bendati) e banchetto di Augusto per la Vita trasformato in rivenditore di magliette a ricordo della serata con la scritta “Io c'ero” e la frase “Fortza paris” che è il titolo dell'inno dei Granatieri di Sardegna. Molti sardi, quindi, compresi gli amici di Asti Carla, Franco e Fede. Ma, questa sera, a dire il vero, ci sentiamo un po' tutti sardi poiché tutti conosciamo la bella e generosa Sardegna e tutti, in un modo o nell'altro, ci sentiamo legati ad essa. Ad esempio, mia moglie è sarda, di Carbonia e uno dei miei migliori amici è sardo, di Arbatax. E moua bengu a su concertu. Unu concertu bellu mera. Ops, scusate. Veramente un bel concerto, lievemente compromesso dalla precaria acustica del palasport. Ma, sotto il palco e nei pressi delle casse acustiche, era accettabile. Dopo il saluto del convalescente promoter Lorenzo Abbate e i brevi interventi di ringraziamento da parte del Sindaco e di Beppe Carletti, ad aprire il concerto è salito sul palco Alberto Bertoli, figlio del compianto Pierangelo, che ha proposto alcuni brani del padre compresa la celeberrima “Spunta la luna dal monte” scritta e interpretata, in origine, con i Tazenda. Calorosi applausi per lui, giovane promessa che, in alcuni tratti, ha la voce che richiama quella del papà.

Alle 21.30 i Nomadi si dispongono sul palco e iniziano il loro concerto partendo dalla soave “Stella d'oriente” cantata da un Cristiano in grande forma. Si prosegue con la struggente “Ma che film la vita” e già dopo due brani il pubblico è in estasi pronto per la sua cavalcata di 25 brani per quasi tre ore di concerto. La scaletta spazia tra presente e passato ed è una delle più belle degli ultimi anni. I Nomadi sono in gran forma e distribuiscono la loro arte di saper far bene musica a piene mani ricevendo applausi a non finire. Oltre a quasi tutti i brani dell'ultimo Cd “Terzo tempo”, sono state proposte, tra le altre, la poetica “Il fiume”, la grintosa “Anni di frontiera”, la storica “Vivo forte”. Cico propone “Il paese” che si adatta bene a Casale Monferrato per via delle “grandi risaie” e dei “filari di pioppi”. Per “Gli aironi neri” e “Tarassaco” viene chiamata sul palco a dar man forte e a farsi conoscere dal pubblico, la brava Chiara Luppi, sostenuta dallo stesso Cristiano Turato. Non male; anche perché noi maschietti siamo sempre contenti quando i Nomadi ospitano qualche femminuccia sul palco. Dopo la Minari, la May, la Fornaciari, le coriste, la Dolcenera, ecco ora la Chiara. Applausi anche per lei. Cristiano interpreta (ho detto interpreta, non canta), la celeberrima “Il vecchio e il bambino”, che dedica al nonno che non c'è più. Dice che avrebbe voluto scriverla lui, questa canzone e, dicendolo, esalta quel finissimo genio di Francesco Guccini.

Toh, c'è un intervallo di dieci minuti, come a teatro. Si riprende con “Senza discutere”, scritta quando qualcuno del gruppo di adesso non era ancora nato (Massimo, che di anni ne fa 43 il 30 dicembre) e si prosegue con “L'atomica cinese”, autentica perla nera tra quelle bianche. Si continua con le tristezze con “Apparenze” una canzone che andrebbe premiata ogni giorno. Arriva un brano che ero ansioso di riascoltare: “Il profumo del mare”, cantata da Sergio Reggioli e quasi mi vengono le lacrime agli occhi per certi ricordi che affiorano alla mente. Vanno bene “Utopia” e “Ho difeso”; arriva, prima della quaterna finale, un altro capolavoro che è “Il pilota di Hiroshima” cantato con l'anima da Cristiano. Si arriva ai brani finali sazi di quest'altra festa nomade. Almeno una cinquantina gli striscioni alzati sul palco a sottolineare la grande adesione dei club a questa serata benefica. Sapremo, attraverso il sito ufficiale dei Nomadi, quanto sarà stato l'ammontare delle offerte. Un gran bel concerto (non sono solo parole mie, ma le ho sentite da molti dei presenti) e Nomadi sempre in crescita, specialmente Cristiano e Massimo. Li attendiamo ansiosi nel 2014 con Novellara e poi, il 28 marzo a Mondovì e a giugno ad Alba, entrambi in provincia di Cuneo. Quindi, la storia dei Nomadi (e di noi fans) non finisce qui! Un abbraccio a tutti gli amici fans incontrati e un doppio abbraccio a tutti i sardi che hanno subito i danni dell'alluvione augurando loro di riprendere al più presto il normale corso della vita. Noi tutti speriamo, con questa serata, di contribuire affinché possiate farlo. Ciao Bluria. Ho cantato anche per te.

 

BUON  2014  A TUTTI  !!!  CHE  SIA  UN  ALTRO  ANNO  NOMADE!!!

articolo giorgio         immagini aldo