I NOMADI A CASALROMANO (MN) 7 MAGGIO 2005

CONCERTO DEL SAIO

           

Così si è presentato sul palco Danilo per “Corpo estraneo”, consueto primo brano del concerto: un saio scuro dal grande cappuccio che lo celava completamente al pubblico come a significare l'incognita e il mistero di questa entità estranea di cui parla la canzone. Immobile, a braccia congiunte, luci appropriate: questa è stata la migliore idea per questo grande happening di fans (il diciassettesimo) che si tiene ogni anno qui a Casalromano, cittadina della bassa più vicino a Cremona che a Mantova. Grande festa per i seimila nomadisti intervenuti da tutta Italia. Penso che tra i vari gruppi di N.F.C. partecipanti, la parte del leone l'abbia fatta la Provincia Granda con oltre 60 iscritti presenti (1 pullman più diverse vetture private) con in testa Rinuccia e il vice Giampi.

Il giovane sindaco di Casalromano, di evidente fede nomade, prima del concerto, ha ringraziato gli organizzatori, i fans e naturalmente i Nomadi che hanno ricevuto, come ricordo della serata, un loro grande ritratto molto realista. Un oggetto invidiabile per un fans. Nell'ampia area messa a disposizione dal Comune (nella zona del campo sportivo e dell'Oratorio) erano stati disposti i vari tendoni per accogliere le bancarelle, le tavolate, i punti di ristoro e soccorso. Il più ampio (forse lo stesso di Novellara) ospitava il grande palco. Quanti visi conosciuti ho incontrato! E con quelli che non conoscevo era facile intrecciare amicizia (bastava leggere vicendevolmente i loghi delle magliette indossate). Molti di loro presentavano le locandine dei concerti che si sarebbero tenuti nella loro zona: ecco percio' gli amici fans di Pontedassio, di Carcare, di PEVERAGNO, di Ghedi, di Zandobbio, Imbersago, Fagnano Olona. Erano addirittura già in distribuzione le locandine per l'appuntamento di Casalromano del maggio 2006! In distribuzione anche l'ambìto calendario concerti del 2005 dove abbiamo avuto conferma delle date di S.Ambrogio, Torino, Caramagna, Castagnole e Savigliano: un'altra grande scorpacciata nomade.

Anche qui a Casalromano, il gruppo rock Idgie ha preceduto l'esibizione dei Nomadi presentando tre brani del loro elaborato repertorio. La cantante Marzia dimostra di essere una vera leader, grintosa e coinvolgente: l'ideale per “scaldare” il pubblico per coloro che verranno dopo.

L'arrivo dei Nomadi, verso le 21.30, ha provocato il consueto boato da parte degli impazienti fans. Sono presenti praticamente tutti gli “ultras” (quelli da oltre 50 concerti all'anno) con qualche gradito ritorno (Gianluca e Michela di Fiorenzuola): la “Provincia Granda” è disposta un po' a macchia di leopardo sotto il capiente tendone al punto da avere sempre nei pressi, io che amo spostarmi durante i concerti, qualcuno con la maglia dei 10 anni. Ma qui c'è solo Provincia Granda! Ma quanti siamo?

Del “Corpo Estraneo” ho già detto. Poi la scaletta è leggermente cambiata, rispetto a Izano e Carnago. I brani del nuovo album sono stati intervallati da ritorni come “Noi non ci saremo”, “La libertà di volare”, dedicata a Francesco detto Barba di Bologna reduce dai postumi di un incidente stradale avvenuto nel ritorno dal concerto di Carnago, “Un pugno di sabbia”. Poi, la seconda grande sorpresa della serata: “La canzone della bambina portoghese”, quindici minuti di autentica estasi nomade per l'interpretazione di Danilo, l'assolo di Cico, il grande finale coinvolgente e in crescendo con ben tre “chiamate” del refrain “....vivere, vivere, ... poi poi vivere...” cantato da tutti i seimila. Davvero una grande emozione. Tra una birra e l'altra il concerto prosegue piacevolmente: Danilo intervalla i brani con la lettura degli innumerevoli messaggi lasciati sul palco. Il brano “Senza patria” scatena un'ovazione e, al termine viene ripresa per ben tre volte. Al quarto imbecco da parte del pubblico, Cico, nella sua (finta) parte del frettoloso, attacca con le grevi note di “Smoke on the water” dei Deep Purple, suonato da tutto il gruppo. “Senza patria” è tacitata, ma ora dovrebbero andare avanti con questa!...Avevo visto i Deep in concerto dal vivo e vi dico che, chiudendo gli occhi, non ho colto alcuna differenza di esecuzione di questo brano storico da parte dei Nomadi (in questo caso Deep Nomadi).

Il brano “Crescerai”, cantato alla consueta presenza di bimbi sul palco, rimane sempre un dolce messaggio dedicato alle nuove leve nomadi che crescono (quanti ragazzini, bambini, bimbi presenti!): ne ho visto uno di sette od otto mesi in braccio al padre!

I brani finali hanno chiuso, come di consueto questo grande (e lungo, questa volta, 3 ore e mezza) concerto: anche quest'anno Casalromano ha lasciato dei bei ricordi al popolo nomade. Altri punti d'incontro ci attendono: Castagnole Lanze è uno dei prossimi. Un saluto a tutti gli amici che è sempre un arrivederci a presto e poi via per le solite tre ore di macchina per il viaggio di ritorno.

Giorgio dei POIRINOMADI