Casalromano 9 maggio

CONCERTO DEL 21° RADUNO FANS CLUB

Irrinunciabile appuntamento primaverile per i nomadisti, quello di Casalromano. Oltre a tutto il resto (ritrovarsi tra migliaia di fans provenienti da tutta Italia trascorrendo il sabato sera al cospetto del gruppo che amiamo), quest'anno il raduno coincide con la fresca uscita del 32° album dei Nomadi “Allo specchio”, già proposto nei più recenti concerti compreso quello benefico di Modena a favore dei terremotati dell'Abruzzo. Una scaletta completamente rinnovata, quindi; e, per me, una novità. La giornata calda e soleggiata ha permesso di radunare almeno 4000 fans, giunti soprattutto in auto ma anche in camper e bus. Anche noi Poirinomadi siamo giunti in auto percorrendo, in due ore scarse, l'autostrada che ci ha portato fin qui. Parcheggiamo a un paio di centinaio di metri e ci siamo trovati, verso le 19, nel pieno delle fasi precedenti al concerto. Ben nove gruppi cover hanno intrattenuto il pubblico giunto fin dal mattino e, dopo la S.Messa per Augusto e Dante, assistiamo al check-sound dei Nomadi. Con il concerto di stasera si chiudono tre giorni di festa in musica e spettacolo organizzata dall'Associazione Amici della Musica di Casalromano, minuscola e tranquilla cittadina di pianura che si gira in tre minuti a piedi, persa in questa campagna verdissima e rigogliosa dopo le torrenziali piogge d'aprile. E Casalromano dà lezioni di organizzazione a molti luoghi di concerto dal nome ben più altisonante; la sua appropriata locazione geografica fa il resto. Infatti è facilmente raggiungibile da tutte le regioni del bacino padano, senza dover percorrere tragitti spropositati. Anche i Nomadi sono comodi: Novellara è a meno di un'ora di macchina da qui.

Come da consuetudine, all'ingresso (pagato, come l'anno scorso, 18 euro), viene distribuito il calendario ufficiale dei concerti 2009 e se ne fa man bassa per poterlo diffondere a chi non è venuto qui e attende ansioso di conoscere luoghi e date dove il gruppo si esibirà quest'estate. La cover che sta suonando in quel momento viene da Torino: si chama “Linea temporale” e sta proponendo “Ma noi no” cui seguirà “Naracauli”. Non è male e mi stupisco sempre di venire a sapere che di gruppi cover Nomadi ne nascono ogni giorno ancora adesso... Beppe sarà certamente soddisfatto. Incontriamo molti rappresentanti dei vari fans club: Provincia Granda (capeggiata da Rinuccia e Giampiero), Vagabondi della Mole, Il Destino, Il Fiume, Val Trompia, Giullari della Brianza, Casalbuttano, Val d'Ossola, Novara tra quelli che conosciamo di più; ma ce ne saranno almeno un centinaio. Credo che di casalromanesi ce ne siano veramente pochi, in proporzione: qui sono tutti fans “doc” e ci si conosce, anche solo di vista, quasi tutti. Quando non ci si conosce si fa in fretta a conoscersi, come mi è capitato con l'amico Antonio di Novara dal vistoso e bellissimo ritratto a colori di Augusto che porta tatuato sul braccio destro. Un autentico capolavoro.

Il luogo del concerto è il capiente tendone bianco lasciato aperto nella parte bassa per disperdere il calore della folla. Ottima l'idea del “pavimento” in legno che preserva dall'umidità del terreno. Inoltre, come d'abitudine, sono stati predisposti i due megaschermi laterali al palco per la ravvicinata visione delle fasi del concerto. Sotto altri tendoni le varie bancarelle di materiale a tema e quelle destinate alla ristorazione. Verso le 21 i fans si ammassano nei pressi del palco: tra poco inizierà il concerto e l'attesa è palpabile. Prima dell'inizio vengono diffuse le immagini della visita compiuta da Beppe in Madagascar per accertare le attività svolte presso la scuola costruita col sostegno dei fans club. Ci ha fatto piacere vedere lui in mezzo a tanti bimbi sorridenti che hanno anche intonato (fin troppo intonato) un coro cantando “Crescerai” (il labiale, però, era corretto!). Un saluto anche da parte di Rosy Fantuzzi, dell'Associazione Augusto per la Vita, che, stasera, ha venduto e raccolto molto. Complimenti a Carla del Fans Club “Il Destino” che si è aggiudicata il ritratto di Augusto in palio con la lotteria.

Alle 21.30 arriva il momento tanto atteso: si spengono le luci del tendone e il palco viene inondato, oltre che dal fumogeno di scena, da una cupa luce blu. Partono le note del nuovo brano “Il nulla” con Danilo che canta e, in effetti, in mezzo a quella nebbia non vediamo “nulla”. Infatti, gli artisti non ci sono: si tratta, penso, dell'overture del concerto, in autentico play-back. Il vero botto d'inizio avviene con l'inconfondibile apertura di “Senza patria” e, a quel punto, i fans esplodono cantandone il refrain. Finalmente vediamo i nostri beniamini all'opera in mezzo al fumo che si sta diradando mentre le immagini sui megaschermi colgono interessanti primi piani. Danilo Sacco riccioluto e barbuto indossa il basco e un giubbotto in pelle chiuso fino ai polsi. Nonostante il caldo e la fatica, se lo terrà addosso per tutto il concerto (gli piace fare la sauna, forse). Gli altri più “casual” sempre uguali a loro stessi con Sergio e Daniele un po' più “rotondetti”. Si prosegue con “Sangue al cuore” e “Ci vuole un senso”, impeccabili. Ma i nuovi brani quando arrivano? Ecco il primo, subito dopo: “Lo specchio ti riflette”, scritta con Jarabe de Palo, e il pubblico va in visibilio. Il ritmo di questo brano è molto accattivante e i fans hanno già imparato a coreografarlo.

Si prosegue presentando uno dopo l'altro i brani del nuovo CD (Beppe è stato di parola quando ha detto, nelle varie interviste, che, ai concerti, saranno presentati tutti e dieci i brani del nuovo album), intervallati da brani di solida fama storica (“Dove si va”, “La mia terra”, “Io voglio vivere”, “La libertà di volare” e altri). Bella e toccante “Senza nome”, dedicata al compianto Giovanni Pezzullo caduto in Afghanistan, cui viene attribuito un lungo applauso finale. Un “colpo di teatro” avviene verso la fine della prima parte quando Beppe attacca “La canzone della bambina portoghese”: venti minuti di magico brivido nomade scandito, nel finale, da quel prorompente “Vivere...., vivere.... Poi, poi vivere...” ripreso ben quattro volte. Semplicemente divini.

 

Osservo che il pubblico è formato anche da tanti giovanissimi, ragazzini e ragazzine che cantano e ballano con le canzoni dei Nomadi, che potrebbero essere i loro padri (se non i loro nonni). Molti anche i bambini e molti quelli che conoscono a memoria le canzoni del gruppo. Di anziani un po' meno: credo di essere tra i più vecchietti, stasera. Ehh... per stare qui ci vuole anche il fisico... Dopo l'esibizione centrale di Sergio Reggioli, Danilo canta la splendida “Qui”, una ballata che possiede la classica impronta nomade. Massimo si intervalla a Danilo e propone i nuovi brani “In questo silenzio” e “La vita è mia”, più “cattive” come impronta rock. La seconda parte prosegue ancora con la presentazione della triste “Prenditi un po' di te” e della spiritosa “Il ballo della sedia” inframmezzate da altre piacevoli antichità come “L'uomo di Monaco” e “I ragazzi dell'ulivo”. I brani finali sono sempre gli stessi come sono sempre gli stessi le decine di striscioni alzati dai pazienti artisti prima di “Io vagabondo”. Il “Te Deum” finale chiude all'una dopo mezzanotte le tre ore “reali” di spettacolo. Un ottimo concerto che promette un'estate nomade interessante. Prepariamoci pure a far chilometri che i “Nomadi allo specchio” meritano di essere riascoltati più di una volta. Inteso, cari lettori? Guardiamoci allo specchio anche noi.

Un saluto a tutti gli amici fans incontrati. Un ringraziamento per la collaborazione all'amico Giuseppe di Villanova.

Scaletta completa della serata (sottolineati i titoli dei nuovi brani):

Il nulla, Senza patria, Sangue al cuore, Ci vuole un senso, Lo specchio ti riflette, In questo silenzio, Dove si va, La mia terra, Senza nome, La dimensione, Io voglio vivere, Jenny, La libertà di volare, La canzone della bambina portoghese, Amore che prendi amore che dai, Cammina cammina (condita da stacchetti tratti da Sincerità di Arisa e Biko di Peter Gabriel), Il paese delle favole, Suoni, Qui, Noi non ci saremo, Marinaio di vent'anni, Prenditi un po' di te, Il ballo della sedia, Salutaci le stelle, L'uomo di Monaco, La vita è mia, Non so io ma tu, Ti lascio una parola, I ragazzi dell'ulivo, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, Te Deum.

GIORGIO