Concerto " Filippino "

   

 

Le Filippine, statisticamente, sono il luogo più piovoso della terra: in certe aree piove per oltre 300 giorni l'anno. Una nuvola filippina dev'essersi posizionata sopra Castagnole Lanze proprio la sera del concerto dei Nomadi. Pioggia a dirotto senza interruzione tra le 20 e le 2 di notte: noi la chiamiamo “la piôva ca bagna”, quella che fa bene alla campagna ma costringe la gente in casa. Un peccato veramente, ma il programma della serata non è cambiato di una virgola e il popolo nomade, fedele, è rimasto al suo posto adeguandosi alla sgradevole situazione. L'unica differenza i pochi applausi: non si può applaudire tenendo l'ombrello in mano.

 

Castagnole Lanze richiama i fans club da tutta Italia per il consueto raduno estivo (il 14°, questo): infatti ce n'era un bel numero. I Nomadi, anche loro fedeli a Castagnole (31° concerto), hanno così aperto l'annuale Festival della canzone d'impegno “Contro” intitolata ad Augusto Daolio a cui parteciperanno, nei prossimi giorni, artisti come i Subsonica, Afterhouse, Roberto Vecchioni. Già dalla mattinata, i vari gruppi dei fans sono giunti in questa ridente e accogliente “Città del vino”, in provincia di Asti. Gli organizzatori, come sempre, hanno lavorato bene preparando, come d'abitudine, la Piazza San Bartolomeo per quest'evento. Ampio, spazioso e alto (due metri e mezzo!) palco coperto (ma perché non hanno coperto tutta la piazza?). Man mano che si avvicinava l'ora dell'inizio ognuno di noi portava gli occhi al cielo e alle nuvole che si andavano ammassando: “pioverà?”, “non pioverà?”. Pioverà, purtroppo. Corsa dunque agli ombrelli, ai k-way, alle mantelline, ai...sacchi della spazzatura, ai pochi ripari che potevano offrire i gazebo e i balconi affacciati sulla piazza, qualsiasi cosa pur di resistere per tutto il concerto (...in piedi..., in piedi...io resisterò...).

C'eravamo tutti: pochi assenti (probabilmente ancora in ferie) tra quelli che conosco. Quasi tutta l'Italia rappresentata e anche qualcuno dall'estero. Presenti anche alcuni componenti di gruppi cover piemontesi (Senza Patria, Angeli di strada, Segnali caotici). Consueto nutrito gruppo dei “deficienti della prima fila” a sostenere tifo e cori; solo un po' scomodi nella visuale a causa dell'altezza del palco e del posizionamento arretrato dei musicisti per evitare lo “stravento” d'acqua. Alle 20 è salito sul palco lo strepitoso gruppo supporter di Matthew Lee che avevo già visto e apprezzato a Novellara. Questi quattro ragazzi propongono brani di musica rock & roll del periodo d'oro americano in modo davvero spettacolare. Ascoltandoli è impossibile rimanere fermi. Bravissimi. Dopo di loro si è presentata sul palco Marzia (ex gruppo Idgie) che, evviva la sincerità, ha cantato due invece dei quattro brani previsti per evitare il nostro disagio dell'attesa sotto il diluvio. Ma perché, Marzia?! Noi non ci saremmo mossi di un centimetro! Sempre più bello il suo intenso brano “Lenta danza”. L'intervento della Banda Musicale di Govone, composta da un centinaio di elementi, ha concluso gli “antipasti” musicali presentando alcuni brani storici dei Nomadi. Fa sempre effetto sentirli suonare da una banda poiché acquistano una magia particolare.

         

Prima del concerto i Nomadi, nella persona di Beppe Carletti, hanno ricevuto dal Sindaco, oltre ai ringraziamenti, un quadro raffigurante un panorama di Castagnole Lanze (di cui i Nomadi sono cittadini onorari) quale testimonianza della fedeltà verso questa cittadina che ospita periodicamente il gruppo da ben 38 anni. Il tutto ripreso dalle telecamere di Rai3 per un servizio poi andato in onda l'indomani.

Sono le 21.30 precise (questa volta, con questo tempo, la puntualità è d'obbligo), i Nomadi iniziano il concerto con Corpo Estraneo con sottofondo di pioggia a scroscio. Il pubblico scuote la testa, spera che smetta presto, ma si adegua e rimane al suo posto. Ho sentito qualcuno azzardare che se al posto dei Nomadi ci fosse stato chiunque altro, con un tempo così, non veniva nessuno. Non so se è vero. So solo che siamo qui in duemila a prendere acqua: qualcuno, sprovveduto (ma cosciente e di sua volontà), tutta quanta, qualcun altro, come me, abbastanza nonostante l'ombrello e altri, organizzatissimi come se dovessero affrontare un uragano, quasi niente. I Nomadi catturano l'attenzione distogliendola dall'acqua che viene giù. Danilo, in bandana nomade, non smette di compiacersi del pubblico che ha di fronte e di ringraziarlo per il disagio sopportato; forse è per questo motivo che la scaletta offre, questa sera, autentici gioielli. Dopo L'ordine dall'alto, C'è un re, Jenny, ecco, una dietro l'altra, Asia e La collina interpretate magnificamente. Ecco Il paese, rarissima gemma che Danilo canta solo come lui sa fare. Oriente, Vulcani, Io voglio vivere scrosciano sul pubblico come le fitte gocce d'acqua che arrivano dalla nuvola “filippina”. Poi, tanto per farci un po' di coraggio, ecco Marinaio di vent'anni e Storie di mare. Meno male che non hanno cantato Per fare un uomo che inizia con ”E cade la pioggia e copre ogni cosa...”.

Dopo l'intermezzo della stupenda Alba sul mare interpretata dall' emozionato neo-papà Sergio, ecco Rotolando va, Soldato, Auschwitz, L'uomo di Monaco, Goodbye (dedicata a Domenico) ed una sempre emozionante Ma che film la vita per arrivare ai brani conclusivi con presentazione dei numerosi e fradici striscioni e messaggi pervenuti sul palco. L'inno Io vagabondo è stata infine cantata da un pubblico che ha finalmente voluto disfarsi per un momento degli ombrelli per rispettare la tradizione dell'abbraccio tra fans (tanto, più bagnati di così...).

Ricorderemo a lungo questo concerto: grazie a tutti coloro che hanno partecipato e resistito.Grazie ai NFC di Asti, Provincia Granda, Vagabondi della Mole, Langaroli, Biella, Casalgrasso, della Liguria per l'iniziativa a favore di Roberta ancora in cura all'estero.

Un caro e tenero benvenuto alla piccola Maria Luce Reggioli (papà Sergio festeggiatissimo ed emozionatissimo, questa sera) ed un saluto a tutti gli amici e conoscenti che ho incontrato sotto il diluvio ed in particolare ad Antonella di Casale che, leggendosi in questo momento, immagino felice della citazione. Ora, tutti a casa sotto la doccia, questa volta calda e poi a nanna con una bella compressa di acido acetilsalicilico (ah, si, l'aspirina...scusate, non mi veniva il nome).

Giorgio

le prove

       

i fans

   

   

il concerto

   

gli striscioni

       

..........Castagnole è Castagnole, anche sotto la pioggia !!

aldo e giorgio      ciao