Non ci sono solo " Nomadi " nella mia vita, altri interessi mi accompagnano in questo cammino ad ostacoli, ma sicuramente la Loro musica e sopratutto nei loro testi, trovo l'energia per superarli. Con loro si canta l'amore, la giustizia, sopratutto la rabbia., la rabbia di gente comune che ogni giorno deve combattere contro l'ingiustizia. Quella non muore mai, ecco perchè Castagnole delle Lanze è una tappa fondamentale per per il " Popolo Nomade " e per me, a cantare questa rabbia, con la speranza che le nostre voci giungano prima o poi a quelle persone che solamente perchè portano sempre la camicia bianca e la cravatta, credono di avere sempre ragione.     Aldo

DETTO QUESTO SEMBRA GIUSTO

INIZIARE PROPRIO CON I FANS

QUESTA  É  SOLO  UNA  PARTE ...DEI FANS,

IMPOSSIBILE  FOTOGRAFARLI  TUTTI.

CONCERTO DEL NUOVO LIBRO

L'appuntamento di Castagnole rappresenta una tappa fondamentale per noi fans. Impossibile mancare. Per me è il 4° concerto in questo delizioso luogo adagiato sulle colline a cavallo tra il Monferrato e le Langhe; proprio qui, tre anni fa, ho ricevuto il mio battesimo nomade. Deve essere stato un buon battesimo poiché “sono stato a messa” altre 86 volte, da allora. Quest'anno, sempre nel contesto del Festival della Canzone d'Impegno “Contro” dedicato ad Augusto e Dante, oltre ai Nomadi e ad altri prestigiosi artisti, viene presentato il libro “Un orizzonte un po' più in là” che racconta del lungo sodalizio nato tra questa cittadina e il gruppo di Novellara, giunto al loro 32° concerto qui in Piazza San Bartolomeo. Questo libro fa già parte, ovviamente, della mia personale biblioteca.

Le condizioni meteorologiche sono “serenamente” perfette: ci faranno certamente dimenticare “l'indimenticabile” (scusate il gioco di parole) acquazzone dell'anno scorso. Arrivando, nel tardo pomeriggio, allo svoltare per Castagnole dalla direttissima Asti-Alba, l'emozione è la stessa che provo quando imbocco la strada per Novellara: pare di assaporare la magia che danno certi luoghi che racchiudono una storia; una bella storia: quella dei Nomadi e di Castagnole, proprio quella che viene raccontata nel libro.

Alle 17 la piazza pullula già di numerosi fans provenienti da tutto il nord Italia. Intensi gli scambi di saluti, di abbracci, di “take me five” tra fans che si sono incontrati magari solo qualche concerto fa. Ma qui è un'altra cosa: qui è la festa di tutti. Anche i Nomadi sono già arrivati: tra poco ci sarà la presentazione del libro e poi le prove. Stiamo per vivere una grande giornata nomade. Alle 17.30, come da programma, ecco salire sul palco gli autori del nuovo libro accompagnati, tra gli altri, da Lorenzo Abbate, Piero Gallo, Renzo Masengo, Beppe Carletti, Padre Ottavio, il Sindaco, Massimo Cotto e Gabriele Ferraris della Stampa (che ho avuto il piacere di conoscere). I giovani autori hanno presentato il loro lavoro a testimonianza dell'ultratrentennale legame che esiste tra i Nomadi e Castagnole. Il libro era già in vendita presso il Punto Nomadi e posso dire che è andato a ruba.

Nell'attesa del concerto si incontrano gli amici fans: sono davvero tanti. In tre anni ne avrò conosciuti (e mi avranno conosciuto) decine e decine. Questa piazza è uno dei nostri ritrovi, assieme a Novellara e Casalromano. Dopo le prove, come sempre succede qui e in altri pochissimi posti, il pubblico presente viene implacabilmente fatto uscire (cioè allontanare o meglio “sloggiare”) dalla piazza per consentire, giustamente, la verifica dei biglietti. Non so se sono usciti tutti (sulla piazza si affacciano alcune case private, dei locali pubblici e una chiesa); so solo che questa operazione obbliga molte persone ad inutili attese davanti a uno striminzito ingresso posto nei pressi della trafficata via principale... Occorrerebbe proprio cambiare sistema, vero Lorenzo? Magari far pagare subito e poi munirsi di un timbro per la verifica di chi vuole uscire. E spostare l'ingresso in un luogo meno pericoloso.

alcune volte ci si aggiusta come si può !....

Un'ora e 17 euro dopo rieccoci nuovamente sulla piazza. Guardiamo il cielo: è terso; bene, quest'anno possiamo applaudire, senza la seccatura degli ombrelli... Avvicinandosi l'ora del concerto, si intensifica l'afflusso di pubblico che, alla fine, sarà di oltre 4000 paganti dentro e almeno 1000, non paganti, fuori. Alle 21, come da tradizione, sale sul palco la Banda Musicale di Govone per l'esecuzione di alcuni brani del repertorio nomade. Grande l'impegno e l'affiatamento dei musici, ma riprodurre il rock attraverso i fiati è un'impresa sempre difficile. Dopo l'esibizione della banda, si entra nel vivo della serata: ecco riproporsi la brava (e simpatica) Marzia con due dei migliori brani del suo album. E qui il rock comincia a farsi sentire. Il momento tanto atteso si avvicina. La gente si stringe attorno al palco: diventa difficile raggiungere le transenne davanti.

Alle 21.40, dopo i saluti da parte delle autorità e degli organizzatori, ecco i Nomadi prendere posto sul palco accolti da un festoso applauso per iniziare subito con “In piedi”. Scaletta simile a quella ascoltata ieri a Casalbuttano con qualche piacevole variante (e qualche piacevole conferma!). “Jenny”, “ Contro”, naturalmente, “Santina”, “Stagioni”, “Te recuerdo Amanda”, “Il fiore nero” infiammano il pubblico. La splendida “La collina” provoca addirittura, in qualcuno, lacrime di gioia. Danilo e Cico, nelle pause, si danno un gran daffare per leggere i messaggi e presentare i diversi striscioni e gadget portati sul palco. Anche loro si rendono conto che Castagnole è una tappa importante nel loro infinito tour: sono sempre impeccabili nell'esecuzione dei brani e straordinariamente comunicativi nel rapporto con il pubblico. La gente capisce ciò e li copre di applausi.

Ieri, come avrete certamente letto nel mio articolo di Casalbuttano, i Nomadi hanno proposto “Asia” e, qui a Castagnole, fin dall'inizio del concerto, ho sperato che la riproponessero. Non mi sono sbagliato e così me la sono risentita assaporandone, così come ha fatto tutta la piazza, le vigorose note. Ho un bel ricordo di Asia: pensate che tre anni fa al mio primo concerto degli “sconosciuti” Nomadi, oltre all'ovvia “Io vagabondo” il solo brano che mi abbia colpito in particolar modo è stata proprio “Asia”. Quante cose dovevo ancora imparare, allora! Il tempo corre e scorre piacevolmente: siamo ben oltre la mezzanotte; i brani finali hanno lo stesso sapore del dolce quando si arriva a fine pranzo: è buono ma è anche l'ultima portata. Ma siamo veramente sazi e soddisfatti (e soprattutto asciutti). I fans si salutano dandosi l'arrivederci ai prossimi concerti per altre serate magiche come questa. Voglio ancora qui salutare tutti gli amici fans che ho incontrato, il N.F.C. Provincia Granda, cui appartengo, tutti i fans Club intervenuti, Gabriele Ferraris e, questa volta voglio inviare un saluto particolare al gruppo delle giovani fans di Lorena di Pralormo. ......A presto!               Giorgio

Doveroso ricordare che in questa serata di musica è continuato in modo profiquo la raccolta di denaro per la costruzione di una scuola a Capo Verde. Come si diceva prima non solo "CONTRO" è il richiamo delle canzoni dei Nomadi, ma anche " A FAVORE " che per quest'anno si chiama progetto," Nomadi per Capo Verde " Il cuore di tutto il " Popolo Nomade" non si smentisce mai.

II FEDELI COMPAGNI DI OGNI CONCERTO

GLI STRISCIONI !

TUTTO QUESTO PER LORO...

PER CHI NON SI VEDE MAI...MA SI SENTE

E

...PER CHI SI VEDE SEMPRE E SI ASCOLTA E COME SI ASCOLTA !

 

PER NON DIMENTICARE,

CIAO DANTE CIAO AGO.