Castagnole Delle Lanze  30 agosto 2008

....seguiteci   vi  riportiamo   al  concerto  dei  Nomadi  di  Castagnole.

Solo 45 chilometri ( come gli anni dei Nomadi ) separano Poirino da Castagnole. Noi vi facciamo vedere gli ultimi chilometri.

La vallata del Tanaro ripresa da San Martino Alfieri

Attraversato il Tanaro eccoci nel fondo valle a Costigliole d'Asti

Si risale subito verso Castagnole ,

La sopraelevata della ferrovia che costeggia la strada verso Castagnole.

Non male utilizzare il campanile, come sostegno !?

per arrivarci in pochi chilometri

Piazza San Bartolomeo , la coda per i biglietti.

Prima di farvi vedere il resto ,voglio assicurarmi che avete acquistato il biglietto, come questo !

Altrimenti vi .....bacchetto !!

Eccolo il concerto

CONCERTO DEL LUSTRO

Il lustro, parola caduta in disuso e soppiantata dal più pomposo “fase quinquennale”, indica, per l'appunto un periodo di cinque anni. Tanti (o così pochi) ne sono passati dal mio primo concerto nomade visto proprio qui a Castagnole nel 2003. Tutto questo per dirvi che, in cinque anni, nulla è cambiato del contesto: l'ambiente, i fans, l'armonia, la musica, chi sta sul palco e quelli che stanno sotto. Solo qualche capello bianco e qualche ruga in più per quelli meno giovani. Allora erano in corso i festeggiamenti del 40°; adesso siamo al 45°. Raggiungeremo certamente il 50°, forse il 55° e oltre... Ho detto questo per farvi capire che assistere ad un concerto in uno dei “luoghi sacri” per i Nomadi (divenuto così grazie alla fatica e alla costanza degli organizzatori Abbate, Masengo, Gallo che fin dal 1967 organizzano qui il Festival della canzone d'impegno). è sempre una grande emozione. Quest'anno, sul palco della piazza centrale sono stati chiamati Patty Pravo, Ivan Cattaneo, Baustelle, Marlene Kunz che si sono esibiti nelle serate precedenti. Ai Nomadi è riservato il sabato sera per chiudere la manifestazione.

Giornata torrida e luminosa; i fans (Castagnole, come Novellara e Casalromano, è anche raduno dei fans club) cominciano ad arrivare di primo mattino. L'accogliente cittadina offre numerosi spazi e intrattenimenti per giungere all'ora del concerto. Intanto ci si ritrova con altri amici e ci si rivede magari dopo decine di concerti. I Nomadi arrivano presto (Danilo abita ad un tiro di schioppo da qui) e si lasciano amabilmente circondare dai loro fans per un saluto, una parola, una foto, un autografo. Sempre gentili e pazienti con tutti. E anche umili: il loro camerino altro non è che un container del tipo usato nei cantieri edili con qualche sedia e un po' di attaccapanni. Niente a che vedere con quegli artisti viziati e capricciosi che pretendono troni d'oro, champagne e orchidee immacolate nei loro spogliatoi.

Dopo la messa, celebrata nella chiesa affacciata sulla piazza, il gruppo ha effettuato il check-sound davanti ad un migliaio di fans, poi tutti a cena (tutti nel senso i Nomadi, lo staff e gli organizzatori) dicevo, tutti a cena da Abbate per gli agnolotti, l'arrosto e il dolcetto. Anch'io, col mio gruppo, sono andato al desinare mentre, al posto del caffè, ho preferito effettuare una passaggiata nella parte alta del centro storico della cittadina da cui si possono ammirare superbe colline con i filari di nobili uve prossime alla vendemmia. Siamo ormai giunti alle ore 21: il pubblico affluisce numeroso. Chi entra paga 18 euro. Chi rimane fuori, seduto sulle panchine della via principale non paga nulla e ascolta lo stesso. Per onestà e per rispetto di chi lavora, sarebbe opportuno, per queste persone, entrare e poter anche vedere.

Abbate ci dà il benvenuto dal palco e invita Rosanna Fantuzzi, Presidentessa dell'Associazione “Augusto per la vita” ad avvicinarsi per rendere noti i dati relativi agli aiuti per l'Istituto di Ricerca sul Cancro di Candiolo (To) e per un gruppo di ricercatori dell'Ospedale di Bra ringraziando per le offerte ricevute dai fans club e, in special modo, dal NFC Provincia Granda. Applausi. E speranza. Ci siamo quasi: la Banda Musicale di Govone sale sul palco e, come da tradizione, si esibisce in alcuni brani storici del gruppo. Non basta: dopo la banda è ancora il numeroso coro K2 di Cisterna d'Asti a proporre le canzoni dei Nomadi intonando “Crescerai”, “Cammina cammina” e “Io Vagabondo” .

 

Sono le 21 e 30 passate quando i Nomadi prendono finalmente posto sul palco; i 3000 della piazza li accolgono con un grande applauso: si può cominciare.

Le note di “In piedi” riempiono la piazza e hanno il sapore di un invito a resistere, in piedi, nelle tre ore che seguiranno. Ma si sta bene. E si sente anche bene grazie ad un'amplificazione perfetta. La scaletta è un po' il riassunto della tournee estiva e comprende brani di ampia soddisfazione da parte dei fans: “Il destino”, “Asia”, “20 de april”, la rara “Immagini”, “Io voglio vivere”, “Marta” e l'efficace “La mia terra”, brano che, per il suo profondo contenuto, è scelto come miglior testimone d'amore dalle numerose dediche pervenute sul palco. Si continua con “I ragazzi dell'ulivo”, “Salutami le stelle”, “Marinaio di vent'anni”, “Stella cieca” e la costante “Auschwitz”, presentata da Danilo come canzone-simbolo per le ingiustizie passate e, purtroppo, presenti e dunque sempre da proporre “sicuri di mai annoiarvi”. Consueti brani finali proposti alla mezzanotte con una temperatura finalmente fresca e gradevole; una buona mezz'ora passata ad alzare gli striscioni dei vari fans club (e per incassare dolci, vino, grappe, medicinali, quaderni, vestiti portati dai fans per le consuete opere benefiche....). I Nomadi terminano nel trionfo di “Io vagabondo” e del “Te deum” lasciando il pubblico ampiamente soddisfatto. Essi torneranno presto in Piemonte: a settembre sono previsti ben tre concerti. Uno a Torino il 22. Ci vedremo lì. Per cominciare il mio prossimo lustro è l'ideale.

Un saluto a tutti gli amici fans.                                                       Giorgio

Tanti gli striscioni , impossibile farli vedere tutti , questi due ne sono il riassunto dello spirito del " Popolo Nomade "