CONCERTO DELL'APPENDICITE

rivedere Danilo al suo posto. Quest'anno, un rientro da convalescente dopo l'operazione di appendicite di venti giorni fa. A dire il vero, era già rientrato da un paio di concerti, gradualmente. In sua assenza, Martino Corti e la Fornaciari avevano tamponato la situazione critica per alcune serate ricevendo consensi altalenanti. Ma può succedere, che qualcuno abbia problemi di salute, che diamine! Sfortunato sarà, casomai, colui che si imbatte nel contrattempo. Castagnole è stato il momento del rientro al cento per cento di Danilo Sacco, meno male. Anche se in qualcuno è insorto qualche dubbio sul suo futuro nel gruppo. Ne parliamo dopo. Castagnole 2010 segna il mio settimo anno esatto di concerti. Proprio qui, infatti, ebbi il mio “battesimo nomade” nell'agosto 2003, centoquarantuno concerti fa. Il mio settimo anno: e non c'è ombra di crisi. Mi diverto ad ogni concerto e non vedo ombre all'orizzonte. Numerosi altri fans hanno visto molti più concerti di me, certamente, ma se parliamo di media annuale, corrisponde esattamente a quella che Beppe Carletti richiede ai “veri fans”: almeno venti concerti l'anno. Per averne il titolo, praticamente, si fa il calcolo degli euro spesi all'anno per i biglietti e questo è un ragionamento che fila come l'olio. Dopo una calda giornata di sole, Castagnole ha accolto l'invasione dei fans nella piacevole brezza che solca leggera le sue colline ammantate di superbi vigneti, prossimi alla vendemmia.

Alle 19 ero sul posto: parcheggio nella solita viuzza a pochi metri dalla piazza. Sono in corso le prove e sento al potente voce di Danilo risuonare negli echi delle case. La cosa mi tranquillizza: è dunque guarito, il mio compaesano! Sì, è guarito e anche bene, se può permettersi di arrivare qui, mi è stato riferito, su un sidecar d'epoca. Incontro molti amici fans che ritrovo qui in una delle “culle nomadi” d'Italia. E' la 36° volta che i Nomadi, per antica e solida tradizione, vengono qui, ospiti del fidato Lorenzo Abbate, ed è la 19° volta che si svolge il raduno nazionale dei fans club. Una manovra commerciale che, attraverso la musica, ha permesso a Castagnole Lanze di elevarsi tra i luoghi eletti per ascoltare la musica di grandi artisti. Una musica “contro” per testimoniare, attraverso l'arte delle note, le problematiche del mondo d'oggi intrise di guerre, scontri politici, inquinamento, disoccupazione, inflazione, tragedie, capricci climatici e via funestando. Ci sono stati, quest'anno, nelle serate precedenti, Cristiano de André, Don Backy, i Modena City Ramblers, i folcloristici Lou Dalfin, per serate di grande musica, culminate con il concerto di questo sabato di fine estate. Ma, proprio perché siamo a fine agosto, l'affluenza non è stata massiccia come in anni passati. L'offerta di serate e feste paesane è molto alta, in questo periodo e la piazza di Castagnole ha mostrato, stasera, ampi spazi vuoti: non più di tremila persone (più le altre mille “a gratis” fuori dalla piazza).

Biglietto a 18 euro e un'organizzazione con diverse pecche come la necessità di far uscire dalla piazza coloro che hanno assistito alle prove attraverso un varco stretto già...occupato da coloro che avevano già il biglietto in attesa di entrare. Un confuso crocicchio che si può evitare indirizzando meglio le persone. Code anche all'unica cassa per la distribuzione di cibarie e bevande costringendo i pazienti e comprensivi fans a lunghe code. Si potrebbe migliorare anche questo, volendo. Inoltre, nel back-stage un ingorgo di auto dell'organizzazione che avrebbero potuto creare ostacolo ad eventuali mezzi di soccorso. Per fortuna tutto è filato liscio e nessuno ha protestato: Castagnole rimane, comunque, un bel posto per assistere a un concerto dei Nomadi e l'occasione per incontrare amici e conoscenti è molto elevata. Specie quando si è conosciuti nell'ambiente e si sono frequentati molti concerti. Presenti praticamente tutti i fans dei dintorni provenienti dalla provincia di Asti, Cuneo, Torino, Novara, Alessandria; altri fans dalla Val d'Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia, Veneto, Toscana e qualcuno anche dal sud. Presenti numerosi componenti di Nomadi cover band piemontesi (Tracce, Angeli di Strada, Sensazioni, Settima Onda, Senza Patria) che ho visto intrattenersi tra di loro in pacifica e gioiosa convivenza e doveroso rispetto.

I Nomadi appaiono in forma e sono sempre amabilmente disponibili per digigrafie, autografi e conversazioni con i loro fans già presenti in massa alle prove. Poi, tutti a cena in attesa del concerto che si preannuncia ricco di sorprese. Poco prima delle 21, come da tradizione, la Banda Musicale di Govone si presenta sul palco per proporre alcuni brani del repertorio nomade; sono bravi ed è sempre curioso e bizzarro ascoltare brani come “C'è un re” o “Un pugno di sabbia” eseguiti da una banda. Dopo di essa tocca al coro K2 di Costigliole intrattenere il pubblico con alcuni brani tra cui “Il mondo piange” con il ritornello cantato dalla bionda Angelica, quasi somigliante all'originale Irene più nell'aspetto che nella voce... Sono le 21.30; finalmente Beppe Carletti appare sul palco insieme a Rosy Fantuzzi e agli organizzatori. Come gli anni scorsi, l'Associazione Augusto per la Vita, grazie alle donazioni da parte dei fans club, ha devoluto una cifra in denaro all'istituto di Candiolo (Torino) per la ricerca sul cancro. Grazie di cuore! Il Beppe ha parlato anche di un'altra iniziativa che vuole unire la capacità produttiva dei vigneti di questa rinomata zona a chi vuole “adottare” venti metri di vigna e contribuire al suo sostentamento per consentire che il risultato venga utilizzato anche per scopi benefici. Non vi ho aderito, ma ho accettato di acquistare una bottiglia di barbera etichettata con il logo “Nomadi” al prezzo di cinque euro.

Il pubblico è impaziente; vuole i Nomadi. Ma prima tocca al buon Martino Corti esibirsi. Martino Corti, imparate bene il nome, cari amici. Un bravo ragazzo, serio, sicuro, che canta bene. Apprezzato dal pubblico e moooolto apprezzato da Beppe Carletti, suo maggior sponsor. Ebbene, Martino, accompagnato dai suoi chitarristi Luca & Luca ha presentato due dei suoi tenebrosi ed eleganti brani. Tranne la più bella: “Il capitano”. L'ha cantata per ultima e udite udite, l'ha cantata con Danilo Sacco, e con tutti i Nomadi al completo in una versione davvero accattivante. “Che segno sarà, questo?”, ho pensato. Forse un modo nuovo per annunciare i Nomadi. No. Finito Martino abbiamo atteso le 22.15 per l'inizio del concerto vero e proprio. Un concerto iniziato curiosamente con “Il nulla” con Danilo che cantava nell'oscurità sulla base musicale tutta elettronica. Poi le luci si sono accese e sui fans, ormai sull'orlo di una crisi di nervi, è dilagata la stupenda “Lontano” seguita da “La dimensione” e “Lo specchio ti riflette”. Siamo ritornati nei binari giusti. Bene. Godiamoci il concerto.

Un concerto che ha avuto poche variazioni di scaletta rispetto a quelli visti quest'anno. “Contro”, per ovvietà della circostanza e “Il destino” per dedica all'omonimo fans club, sono state molto applaudite. Tra le migliori, “Asia”, “La mia terra”, “L'eredità”, “Se non ho te” e “Ma che film la vita” con un magnifico Danilo e “Mediterraneo” e “L'isola ideale” cantate da Sergio Reggioli. Prorompente Massimo con “In questo silenzio” e “Un figlio dei fiori non pensa al domani” e dolce Cico con “Crescerai”. Sono in tanti a cantare, nei Nomadi. Ma non bastano mai: indovinate chi ha cantato “Dove si va” e, nel finale, “Io vagabondo”? Si, proprio lui: Martino Corti. Fate funzionare il cervello, amici cari. Anche se Danilo gli ha fatto da spalla e ha pure detto che i Nomadi scherzano sempre, vedremo se non sarà proprio lui, prossimamente, a farci uno scherzetto... Comunque è proprio bravo, il futuro cantante dei Nomadi. Una cinquantina di striscioni e altrettanti messaggi portati sul palco hanno fatto scorrere il tempo ben oltre l'una di notte con una frescura che ha sfiorato la sensazione di autentico freddo. Chiusura, come detto, con una “futuribile” versione di “Io vagabondo” e “Te Deum” conclusivo.

I Poirinomadi ringraziano Castagnole Lanze, gli organizzatori e gli amici fans. Un particolare saluto a Massimo e Fausta di Alessandria che, nel giro di un paio d'anni, hanno portato altri due fans alla corte dei Nomadi: i teneri figlioletti Mirco e Marta. Un abbraccio agli amici fans di Santena, della Val Bormida e della Provincia Granda. E un amichevole abbraccio a Michelangelo Banchio, leader della cover “Sensazioni” (che propone rigorosamente brani del periodo di Augusto) cui sono riuscito a fargli cantare “Io voglio vivere”. Ci vediamo al prossimo concerto. Non so quando sarà. Quasi quasi mi faccio una crociera....

articolo  giorgio

fotografie  aldo

Un posto lo merita anche questa foto per quello che rappresenta .Sembra quasi che , lo sguardo attento e profondo del cane , voglia trasmettere a chi non può farlo , quello che vede. Passione nomade è la mia , non solo della musica , ma di tante piccole cose che la vita ci regala , come l'educazione di un cane per una persona.

aldo