Castagnole Lanze  AT  2011

CONCERTO DEL 150°

Che coincidenza! In un anno in cui si parla di 150° da tutte le parti, soprattutto per quanto riguarda l'anniversario della nascita dell'Italia, ecco che, proprio a Castagnole Lanze (luogo del mio battesimo nomade), cade il mio 150° concerto in otto anni di frequentazione del gruppo di Novellara. E se sono ancora qui, al loro cospetto, vuol dire che non mi sono ancora stufato. Così come non si sono stufati i numerosi fans giunti qui da tutta Italia per il consueto raduno estivo dei club (quest'anno è il XX°). Speriamo, invece, che non si siano stufati i Nomadi che, stasera, ho visto nervosi e affaticati più del solito, specie Danilo, che ha sofferto di evidenti problemi di voce, dovuti, probabilmente (e speriamo) a superlavoro. Sono giunti qui a Castagnole dopo ben quattro concerti consecutivi; d'accordo, è il loro lavoro e devono badare al business, ma Castagnole, con tutta l'organizzazione, perfetta, che possiede e per rispetto ai fans che si sobbarcano chilometri ed euro per ritrovarsi in questa festa nomade, appunto i Nomadi, devono arrivarci pimpanti e in forma. E' come se la Juve (di cui non sono tifoso), passasse tutta la settimana a giocare amichevoli dove vince dieci a zero e poi va in Champions League contro il Real Madrid e ne becca quattro. Qualcuno dei fans ha affermato, giustamente, che lui (in realtà era una lei) il biglietto l'ha pagato per intero e interi devono essere i Nomadi.

 

 

Torniamo nella calda e accogliente Castagnole; quest'anno, come tutti gli anni, abbiamo visto grandi cose, per questo 37° Festival Contro. Abbiamo assistito, qualche sera prima, al bel concerto di Davide Van De Sfroos, poi a quello degli Yo Yo Mundi, dei Lou Dalfin, trascinanti con il loro ritmo occitano a base di ghironda. C'è stata Orietta Berti, vicina dei Nomadi, e ci sono stati altri artisti di peso internazionale. Un plauso, dunque, agli organizzatori Abbate, Masengo, Gallo, al Sindaco e a tutti i loro collaboratori. I Nomadi rappresentano il culmine della manifestazione e, dunque, tutti qui, già al sabato pomeriggio, per ritrovarsi in allegria in attesa degli artisti. Presente anche la brava e grintosa, quanto umile e semplice, Irene Fornaciari (che qualcuno, addirittura, dà come la futura cantante dei Nomadi) che, nella serata, si è esibita in un paio di brani insieme al gruppo. A Castagnole ci si ritrova proprio tutti; diciamo che qui i Nomadi rappresentano lo sfondo di qualcosa di molto più vivo e importante: la complicità, la gioia, l'amicizia che si riscoprono incontrando i fans incontrati in antichi e lontani concerti. Qualcuno lo vedi sempre, altri li vedi solo qui ed è una festa; un saluto, un abbraccio, un bicchiere bevuto insieme, due chiacchiere. Il tempo passa e si sta bene. Si fanno anche nuove conoscenze, oppure si vedono persone conosciute che mai avresti immaginato di trovare in questa occasione.

Come di consueto, a partire dalle 18 i Nomadi giungono alla spicciolata, attesi dai fans nel back stage; loro, pazienti, sono sempre disponibili all'incontro, alla foto, all'autografo poiché sanno che qui tutto avviene con sincera spontaneità e senza affanni. Le prove si svolgono regolari, già davanti a duemila persone (in alcuni posti ho visto le prove svolgersi davanti a venti persone) e, poi, ecco arrivare l'invito tuonante di Lorenzo Abbate che invita tutti ad uscire dalla piazza e rientrare col regolare biglietto a 18 euronomadi. Meno male che quest'anno hanno predisposto un'apposita uscita ed un'apposita entrata in modo da evitare caotici ammassamenti di gente. Bravi anche qui. Molte le manifestazioni di contorno: innanzitutto la mostra artistico fotografica dedicata ai Nomadi e ad Augusto Daolio, organizzata da Rosanna Fantuzzi per l'associazione “Augusto per la Vita” ricca di immagini d'epoca, talvolta assai rare o curiose. Poi la Caccia al Tesoro, organizzata dal rinato NFC di Asti, presieduto da Daniela; occorreva rispondere ad una serie di domande, talvolta complesse, sulla storia dei Nomadi. Hanno partecipato in molti ed ha vinto il gruppo lombardo numero 3, capeggiato dall'amica Clem, che ha vinto la cena con i Nomadi, l'ultimo album, un libro e gadget vari. Bravi anche loro, che hanno dimostrato elevata conoscenza della storia del gruppo; se avessimo partecipato anche io e Aldo, saremmo arrivati... centocinquantesimi.

Innumerevoli anche i banchetti presenti a scopo benefico; oltre ad “Augusto per la Vita”, anche “Crescerai” per i bambini dell'Africa, “Resistenza e solidarietà” a favore della comunità di Don Gallo, l'iniziativa per il Madagascar, “Adotta un filare nelle Lanze” e forse qualcun altro. Pur rispettando queste iniziative, dico che più che a Castagnole sembrava di essere in Via della Conciliazione. Io proporrei di mettere il biglietto a venti euro, invece che diciotto, e suddividere, tra tutti i “questuanti”, la somma in più. Tremila paganti per due euro farebbero seimila euro; una bella somma per queste iniziative umanitarie.

Arriviamo al sodo: alle 21, come di consueto, assistiamo all'esibizione della Banda Musicale di Govone che propone brani dei Nomadi; un bravo anche a lei, che migliora di anno in anno e, di anno in anno, riceve sempre più applausi da parte del pubblico ormai in imminenza di concerto. Ci siamo; prima del concerto vero e proprio, Abbate, Gallo, Sindaco, Carletti, Daniela del coodinamento NFC, Rosy Fantuzzi, si presentano sul palco per i discorsi di rito. C'è anche Piero Richiero del NFC della Valsusa che ufficializza la consegna del ricavato della serata a Bussoleno consegnando la somma raccolta alla Rosy. Ringraziamo l'amico Piero per aver citato i Poirinomadi nell'elenco di chi ha contribuito a quella serata. Rosy, a sua volta, ringrazia e comunica che, anche quest'anno, le somme raccolte in Piemonte, andranno all'Airc di Candiolo. Tocca poi a Beppe chiudere frettolosamente l'adunata sul palco (sono quasi le 22), invitando il pubblico all'adozione di un filare di vigneto di Castagnole. Lui l'ha già fatto l'anno scorso e infatti riceve la classica “magnum” di barbera (assieme alla consueta fornitura annuale di vino che Castagnole offre al Beppe e a tutti gli altri del gruppo).

Ore 22: inizio concerto, finalmente.

L'onore di iniziare, ormai, se lo prende sempre Massimo Vecchi con la bella “Cosa cerchi da te”, brano inserito nel nuovo Cd “Cuore vivo”. Segue “La dimensione” dove ci accorgiamo subito che qualcosa non va. Danilo è giù di voce: non alza e non allunga le note; su quelle basse la voce gli diventa roca. Capiamo subito che non è serata, per lui. Forse la stanchezza, forse ha mal di testa o qualche pensiero. Sappiamo che, recentemente, gli è mancato il padre. Sono dispiaciuto per lui. Anche mio padre, tempo fa, è mancato, ma due giorni dopo sono andato a lavorare. “The show must go on” deve valere per tutti, specie per i front-man. La scaletta non si discosta molto dalle ultime ascoltate quest'anno; prevalgono i brani del nuovo disco e, quindi, sotto con “Noi”, “Toccami il cuore”, “La coerenza”, “L'isola ideale”, cantata da Sergio Reggioli. Danilo in evidente fatica, cerca di compensare i suoi handicap impegnandosi al massimo. In un'occasione sbaglia il testo e si scusa col pubblico. Sembra anche distratto, lontano chilometri da Castagnole. In via del tutto eccezionale, dedica “Io voglio vivere” ad una certa Maria Stella Rosemarie: mistero. Si va avanti come se niente fosse; la gente “normale” non se ne accorge di queste sbavature, ma i fans di lunga data si, e qualcuno si chiede il perché di queste “stranezze” proprio qui a Castagnole. Alcuni azzardano che i Nomadi sono alla fine, che devono prendere una decisione, che così non possono andare avanti. Io non faccio commenti; e nemmeno ipotesi. L'ho sempre detto: io pago e loro cantano. Punto.

Cosa resta del Festival della canzone Contro? Gli unici brani che hanno scaldato un po' la serata, oltre alla bella “Storia”, cantata da Vecchi, possiamo elencare “Asia”, “Lontano” e, udite udite “C'è un re”. Da bocciare, invece, “L'eredità” cantata in modo sofferto da Danilo e “Il fiore nero”, cantata quasi sempre dal pubblico. Prezioso l'intervento di Irene Fornaciari, a metà concerto, che ha sfoderato la sua squillante voce nella ormai consueta “Il mondo piange” (titolo premonitore?) e nell'apprezzabile “Ho difeso il mio amore”. Secondo il mio parere, se Irene si fosse soffermata a cantare un altro paio di brani avrebbe fatto felice, oltre che Danilo, anche una buona parte di pubblico. La chiusura del concerto, avvenuta ben oltre la mezzanotte, fa tirare un sospiro di sollievo a tutti, Danilo compreso che, ha rinunciato alla consueta cerimonia della lettura degli striscioni e dei messaggi lasciando l'incombenza a Massimo e a Cico. “Io vagabondo” cantato con Irene, ha concluso la serata mettendo una ciliegina su una torta non molto riuscita. Un po' di delusione ce l'ho anch'io. Ma concedo ai Nomadi la rivincita di Aosta, la prossima settimana. Vedremo se si saranno ripresi. Ora hanno tre giorni di riposo e possono recuperare forze e voglia. La mia critica sia di stimolo a fare meglio, ovvero a fare come hanno sempre fatto; semplicemente bene. Un saluto a tutti gli amici fans incontrati e ai numerosi componenti di varie Nomadi Cover Band giunti a Castagnole ad ascoltare i loro “precettori”. Un caro saluto a chi c'era e anche a chi non c'era. E, naturalmente, a tutti i poirinesi.

Commento di giorgio condiviso pienamente da chi fa le foto , aldo