SABATO 25 AGOSTO 2012

CONCERTO  DEI  RITORNI

Sono trascorsi più di quattro mesi dal nostro ultimo concerto nomade: Pavia 21 aprile 2012. E' successo che un po' per diradamento dei concerti, un po' a causa dei nostri impegni che hanno dovuto prendere altre direzioni, un po' per l'esigenza al risparmio in questi tempi di crisi e, non ultimo, a causa del terremoto in Emilia, abbiamo dovuto aspettare che trascorresse tutto questo tempo per rivedere i nostri beniamini live; in quasi dieci anni, per noi Poirinomadi, non era mai successo, nemmeno nel periodo invernale. Ecco, quindi, un primo ritorno: il nostro, proprio nel decennale della nostra partecipazione a Castagnole. Castagnole Lanze 2012 rappresenta il 38° concerto dei Nomadi (quindi un ritorno), in questo bell'angolo di Monferrato, quasi Langa e, parimenti, il 21° dedicato al raduno dei Fans Club, nel contesto dell'ormai leggendario “Festival Contro” per ricordare Augusto e Dante. Per la formazione attuale dei Nomadi è la prima volta e, dopo i bei debutti di Novellara e Casalromano, Castagnole è un altro banco di prova, se ancora fosse necessario, di Cristiano Turato. E questo non è un ritorno, per lui, bensì un nuovo, ulteriore, battesimo, in un luogo dove lo spirito di Augusto aleggia leggiadro e tangibile come a Novellara. Qualcuno dirà, ovviamente, che qui svolazza anche quello di Danilo Sacco; ma lui, adesso, aleggia vivo e vegeto per conto suo e Castagnole rappresenta, nei suoi confronti, il solo piacevole ricordo di tanti bei concerti. Ma, adesso, c'è Cristiano e noi nomadisti proseguiamo sulla strada di Augusto. In fondo, il festival “contro” è intitolato a lui e a Pergreffi, giusto?

Come di consueto, io e Aldo, raggiungiamo l'amena località nel pomeriggio; è ormai tradizione avvicinarsi per tempo a Castagnole per ricongiungersi con gli altri fans, ritrovarsi e abbracciarsi; scambiare opinioni, chiedere se sei stato in vacanza, bere una birra insieme. Succede che solo qui puoi incontrare persone che non vedi da un anno e, anche questi, sono tutti ritorni a qualcosa che ci accomuna e ci mantiene legati. Parliamo anche del tempo; sappiamo che le infallibili previsioni di Nimbus indicano possibilità di temporali in serata. Ma che temporali e temporali; non vedete che il cielo è azzurro, il sole picchia forte e ci saranno oltre 35 gradi? Siamo qui, oltre che per il concerto, per vedere anche quale sarà l'affluenza di pubblico ovvero la risposta dei fans al debutto di Cristiano qui a Castagnole. Sappiamo che i Nomadi hanno tenuto concerti in diverse parti d'Italia, specie al Sud; sono stati anche in Grecia, ed hanno ottenuto grande successo. Hanno lavorato anche sull'ovvio, indispensabile nuovo Cd che permetterà a Cristiano di proiettarsi verso il popolo nomade in una nuova veste e liberarsi finalmente da odiosi quanto inopportuni paragoni.

Alle 18 eravamo sul posto, cioè nella piazza centrale di Castagnole già predisposta per le serate di musica che si succederanno fino a settembre. Questa volta i Nomadi saranno tra gli ospiti che si esibiranno per primi, dopo l'apertura del Festival di ieri con band emergenti. Dopo di loro, nei giorni seguenti, si esibiranno, tra gli altri, Disco Inferno, Lou Dalfin, Negrita, Carone e, in ultimo, i redivivi Homo Sapiens. Sono già presenti numerosi fans, e, tra tutti quanti, spiccano numerose le divise rosse degli amici del fans club “Il Destino” di Savona. Poi gli altri della Provincia Granda, di Torino, di Asti, di Alessandria, di Novara e poi quelli della Lombardia, dell'Emilia, del Veneto, della Toscana e altre parti d'Italia. Mi fa piacere rivedere molti amici fans conosciuti in mezza Italia in dieci anni di nomadismo come, ad esempio, le ragazze della Val Trompia Vanessa, Silvia e Oldra; si, proprio Oldra, sorprendente nome che però dovrebbe scriversi Audra, come il personaggio della serie U.S.A. “La grande vallata”. Siamo in tanti ma non ci siamo tutti, purtroppo. Pensavo di più, a dire il vero; non vedo la grossa affluenza degli anni passati e anche il tempo si sta guastando, con tutti quei nuvoloni in arrivo. Mannaggia a Nimbus.

BACKSTAGE

Nell'attesa del concerto mi reco a visitare la bella mostra “In viaggio con i Nomadi” allestita dai fans club del Piemonte ricca di immagini, citazioni, articoli, testimonianze di quasi cinquant'anni di emozione nomade; come sempre, il ricavato delle offerte è destinato all'Associazione “Augusto per la Vita” presieduta da Rosanna Fantuzzi, che onora Castagnole Lanze della sua puntuale e significativa presenza. Incontro l'organizzatore Lorenzo Abbate e gli porgo i miei complimenti per come riesce sempre a fare tutto alla perfezione e a mantenere il suo sorriso anche davanti alle prime gocce di pioggia che cadono poco dopo il check-sound effettuato dai già ripetutamente applauditi Nomadi al completo. Mentre il gruppo se ne va a cena a casa Abbate, mi aggiro per la piazza semivuota dove incontro altri amici; sono numerosi i componenti di alcune rinomate cover band locali; Asia , Senza patria, Sensazioni, La Settima Onda, Segnali Caotici e sicuramente altre da me sconosciute Dopo una leggera quanto corretta cena nel dehor di un'osteria, con la pioggia che cominciava a infastidire un po' troppo (infastidire per il concerto ma benvenuta per l'effetto frescura dopo tanto caldo e tanto secco), siamo ritornati nella piazza pagando il biglietto a 18 euro (siamo scesi di due euro rispetto all'anno scorso). Per entrare non abbiamo dovuto fare la coda degli anni passati; probabilmente la pioggia ha tenuto lontano parte del potenziale pubblico. Spero che sia solo per quello o per il fatto che tanta gente magari deve ancora rientrare dalle vacanze. Resta il fatto che alle 21, ossia poco prima dell'inizio del concerto, eravamo meno di duemila, numero poi anche confermatomi da Abbate; si potevano raggiungere comodamente le transenne anche a concerto in corso e la necessaria apertura degli ombrelli ha ulteriormente scombussolato la situazione.

CHECK  SOUND

Prima del concerto, i saluti di Abbate, del Sindaco e di Rosy Fantuzzi, che ha consegnato, ormai tradizionalmente, una borsa di studio ai ricercatori dell'Ircc di Candiolo (TO). Un omaggio anche ai Nomadi in forma di rinnovo del famoso filare di pregiato vigneto da adottare. Un omaggio anche a Omar Pedrini che ha intrattenuto il pubblico prima del concerto con una sua pregevole esibizione. Qualcuno manifesta una certa soddisfazione nel constatare che, quest'anno la Banda Musicale di Govone è impegnata altrove e non può somministrarci il suo consueto antipasto nomade. Ma poverini! Le canzoni dei Nomadi sono per tutti, anche per le filarmoniche di paese! Ci siamo: i Nomadi sono sul palco, Aldo è nello stage armato di Nikon e io sono tra il pubblico come cultore e osservatore di ciò che succede per poi scrivere questo articolo. Quando inizia un concerto dei Nomadi l'emozione sale sempre forte, anche per uno che di concerti ne ha già visti 160, ma anche per chi ne ha 300, 500 o 700. Anche per chi ne ha visti di meno o che lo vede la prima volta, come è successo a me e a tutti, credo. Il gruppo è visibilmente “carico”, in forma; sono sorridenti, certamente compiaciuti di essere qui a Castagnole, una delle loro roccaforti, certi che la loro storia può continuare. Anche Cristiano, con la sua crestina bionda, appare a suo agio come se lui qui fosse di casa; glielo avranno certamente spiegato che cosa significa per loro Castagnole Lanze e credo che per uno che ha avuto il coraggio di debuttare (due volte!) a Novellara, esordire anche qui è come bere un bicchiere d'acqua; scusate, di vino, volevo dire.

    

Si inizia con Ricordarti, dedicata ad Augusto, ovviamente e anche la pioggia inizia fastidiosa a cadere (un altro ritorno); non è neanche un'acquazzone, ma occorre aprire gli ombrelli, vero Saby e Dany? (Amiche sempre organizzatissime ma sprovviste di k-way). Non ci spaventiamo; se siamo sopravvissuti al diluvio del 2005, sopravviveremo certamente a queste quattro gocce. Infatti, dopo mezz'ora, gli ombrelli saranno riposti e non verranno più usati. Intanto, a che punto siamo arrivati col concerto? Dopo la dimensione, il sangue al cuore, al dove si va e allo specchio che riflette ecco il primo gioiello della serata: Trovare Dio cantata da un super Cristiano (sembra un gioco di parole ma non è intenzionale), che comincia a far dimenticare chi la cantava prima. E' anche un'imposizione di Beppe Carletti, poiché anche lui, probabilmente, vuole dare un taglio netto al passato e ai (bei) ricordi che si porta dietro. Massimo Vecchi, Cico Falzone e Sergio Reggioli si alternano al canto dando riposo e alternanza a Cristiano. Apprezziamo quindi le consuete amore che prende e che da, le storie di mare, la libertà di volare, il bambino nel vento, crescerai e qui, brano, quest'ultimo, gestito in toto da Sergio, coadiuvato dalle brave e piacevoli Monica e Cristina, infaticabili e indispensabili coriste. Una prima parte lineare, corretta, senza grandi ”botti”. Confido sempre che, in occasione dei raduni dei Fans Club, i Nomadi si impegnino a proporre scalette più ricercate, per intenditori e lasciare un segno della loro enorme potenzialità nel cuore di chi li ama e li segue da anni. Noi fans siamo incontentabili: speriamo nella seconda parte.

THE  FAN

Dopo la consueta, profonda, impeccabile esibizione solista di Sergio Reggioli, ecco Cristiano proporre Se non ho te in funzione di miccia per un'autentica esplosione nomade. Le mie speranze e aspettative sono state ampiamente premiate da brani come La collina, Lontano (ripreso tre volte), Santina, Gli aironi neri, La vita che seduce (ripresa tre volte), La storia, L'uomo di Monaco, Marinaio di sessant'anni, e Ma che film la vita, dedicata ad Augusto. Una formidabile prova di carattere dei Nomadi che hanno accontentato gli intenditori di prima, io compreso. Nomadi che, oltre al loro puro mestiere, hanno rivolto svariati saluti e dediche attraverso i messaggi lasciati sul palco. Inevitabile un pensiero anche alle popolazioni dell'Emilia colpite dal recente terremoto, simboleggiato dalla maglietta a tema con la scritta “Teniamo botta” indossata da Cristiano e da molti fans. I brani finali sono giunti ben oltre la mezzanotte e l'Io vagabondo ha dovuto attendere la fine della presentazione e lettura delle decine di striscioni rappresentativi dei Fans Club intervenuti alla serata. Applausi per tutti e prolungamento della serata nell'incontro del gruppo con i loro fans nel dopo concerto con fotografie, autografi, strette di mano e l'arrivederci al prossimo concerto. Anche quest'anno Castagnole nomade ha premiato le aspettative dei fans; peccato per la pioggia e per il pubblico “di soli intenditori” ridotti della metà, ma possiamo ben dire di ritornare a casa contenti e soddisfatti. Torneremo a Castagnole nei prossimi giorni a respirare l'aria nomade ma con le note, questa volta, delle musiche occitane dei Lou Dalfin e poi Negrita, Homo Sapiens e via dicendo.

Grazie ai Nomadi e allo staff, a Omar Pedrini, a Rosy Fantuzzi, a Lorenzo Abbate e tutta l'organizzazione, al Sindaco di Castagnole Lanze, a tutti i Fans Club intervenuti. Un saluto a tutti i fans e le fans incontrate e un arrivederci a presto. Grazie a Vanessa per il suo giusto pensiero, che condivido:”Noi seguiamo i Nomadi per le loro canzoni, non per i personaggi”. Un consiglio per Dany e Saby: prima di partire per un concerto consultate Nimbus. Un affettuoso abbraccio di incoraggiamento a Carla. Un amichevole rimprovero a Laura e Caterina che si sono perse una serata di profondo respiro nomade. Pentitevi e consolatevi leggendo questo mio modesto articolo.

An salùt a tuti i puirineis; cui ca jeru e cuj ca sun stait a cà.

Pensiero conclusivo: nel viaggio di rientro, nel cuore della notte, mi accorgo che il cielo si è fatto stellato; sono contento di questo anche se, scrutando lassù, non sono riuscito, stasera, a individuare la stella che, nel mio cielo, brilla più di tutte le altre. Purtroppo, in questo caso, il ritorno non si è avverato.

articolo  di  giorgio        montaggio  fotografico  di  aldo

THE  CONCERT