Anche a Castagnole delle Lanze (Asti) sono proseguiti i festeggiamenti per i 50 anni di carriera dei Nomadi. E così, per l'occasione, oltre alla splendida giornata estiva di quest'ultimo giorno di agosto, il buon Lorenzo Abbate e company, ci hanno regalato oltre quattro ore di concerto: un'ora prima di cena e tre ore e passa nel dopo cena.Quest'anno, al tradizionale Festival Contro, sono intervenuti il comico Enrico Brignano, Fedez per i giovanissimi, Alborosie per gli amanti del reggae, Lou Dalfin per gli appassionati di musica e danza occitana e Katia Ricciarelli per gli amanti dell'opera e altri ospiti minori. I Nomadi, come da consuetudine, si esibiscono il sabato sera e l'imponente palco è tutto per loro. I fans più accaniti (e più lontani) giungono qui già il giorno prima e vivono la giornata del concerto praticamente fin dalle prime luci dell'alba. Per me e Aldo non è così; noi giungiamo alle seconde luci del pomeriggio perché è a quell'ora che arriva il grosso dei fans. E' sempre un gran piacere ritrovare amici di ogni parte d'Italia che approfitta di questi raduni per rivivere insieme le emozioni di un concerto. Emozioni già provate in decine e centinaia di volte qua e per lo stivale. Qualcuno si sta avvicinando al migliaio di concerti, visti in decenni di pellegrinaggio nomade; concerti che, negli ultimi tempi, vuoi per via della crisi, vuoi per la presenza di svariata concorrenza e, non ultimo, per l'aspettativa di pubblico che stenta a far suoi questi Nomadi delTerzo tempo, si sono assottigliati come numero. Da 150 all'anno, i Nomadi sono passati a una quarantina di concerti e chi cerca record trova vita difficile. Ma, come ho già detto altre volte, chi ama le canzoni dei Nomadi, va ai concerti per quelle indipendentemente da chi le interpreta. Questo è il pensiero mio, di Aldo e dei duemilacinquecento presenti. Certo, niente a che vedere con i quattro o cinquemila spettatori dei tempi d'oro. Ma lozoccolo durodei fans resiste e le parole che mi disse tempo fa CarlettiFinché ci sarà anche un solo fans presente, io non smetterò di far concerti, la dice lunga sui propositi futuri dei Nomadi. Prepariamoci dunque, cari amici fans, ad un quarto o quinto tempo del gruppo.Il 2013, oltre che segnare, appunto, il mezzo secolo (cavolo, detto così fa davvero impressione), di storia dei Nomadi, segna anche il primo decennale di frequentazione nomade da parte di noi Poirinomadi, recatisi così, per caso, al concerto di Castagnole il 29 agosto del 2003. Da allora non ci siamo più fermati. Un doppio festeggiamento, quindi. Sappiamo che tra i fans c'è gente che segue i Nomadi fin dagli albori e continua imperterrito. Anche io e Aldo vogliamo continuare: ho detto a Beppe di tenere duro. Anche i Poirinomadi vogliono fare 50! Mai porre limiti alle cose piacevoli della vita!!!

Bello arrivare a Castagnole, deliziosa località adagiata sulle prosperose colline coltivate a robusti e superbi vitigni con l'aspettativa di assistere all'ennesimo concerto insieme a tanti amici; comodo il parcheggio, accogliente la piazza del concerto, emozionante riabbracciare gli amici e le amiche di lunga data. Ci si ritrova in genuina allegria sostenuta dagli abbracci (graditi!) e dalle bicchierate (graditissime!!) che ci scambiamo tra di noi. I primi saluti li rivolgo a Rosy Fantuzzi, che con Claudio e Valeria, collabora al banchetto dell'Associazione Augusto per la vita. Poi tutti gli altri; Mario Parussa e Rinuccia della Provincia Granda, Beppe e Marina di Villanova, la famiglia Nomade di Murisengo, i Vagabondi della Mole, gli amici di Novara, della Val d'Ossola, della Val Trompia, di Savona, di Chiavari, quelli dalla Val d'Aosta, dalla Lombardia, dall'Emilia, dal Veneto, dalla Toscana e da regioni ancor più lontane. Presenti anche numerosi componenti delle svariate cover locali e, come di consueto, anche numerosi poirinesi. Un mondo di amicizia, condivisione, allegria, partecipazione per un evento che resta sempre come uno dei più importanti appuntamenti nomadi dell'anno. Sia dunque ora e sia per sempre Castagnole Lanze. Casalromano ha già alzato bandiera bianca. Restano Novellara e Castagnole e, forse, pochi altri appuntamenti. Parlo già del 2014. Vedremo. A gennaio noi fans sapremo se dovremo iniziare il percorso verso i sessanta oppure dovremo accompagnare il Beppe alle cure pensionistiche dell'Inps. I festeggiamenti dei quarant'anni dei Nomadi, a Riccione, hanno segnato un nuovo inizio unito a un risveglio di vitalità (cosa che poi si è avverata). I festeggiamenti dei cinquanta a Cesenatico, nonostante il promettente Terzo tempo, hanno avuto invece il sapore della resa, del tramonto, del “Ce l'ho fatta: sono giunto al traguardo che volevo” e tutto il resto è un surplus. Ma sto divagando troppo; sono mie semplici considerazioni. Torno al concerto.

A Castagnole (unico luogo in Italia e nell'universo intero) succede sempre una cosa buffa: siccome l'ingresso alla piazza è gratuito fino al momento dell'inizio dello spettacolo, la gente entra, va e fa ciò che vuole, senza biglietto (o con il biglietto già acquistato in tasca ma da vidimare). Ad un certo punto, coloro che sono dentro la piazza (che intanto viene chiusa da barriere inespugnabili nemmeno da Bravehart), sono invitati ad uscire, mettersi in fila all'ingresso e rientrare dall'unico pertugio per farsi vidimare il biglietto (da 18 euri) e ritirare la prestigiosa fettuccia di seta (quest'anno di colore verde pino loricato). Una cosa che porta via più di un'ora; meno male che il popolo nomade è paziente e comprensivo. Ma si potrebbe fare molto meglio: ad esempio acquistare il biglietto, vidimarlo, entrare e... rimanere lì!!!. Vedremo se le cose cambieranno entro altri...cinquant'anni! Alle 18.30 i Nomadi sono sul palco per il check-sound davanti a un migliaio di persone. Abbate annuncia l'inizio del concerto dopo aver rivolto qualche gentile parola agli organizzatori, alle Autorità e all'Associazione Augusto per la Vita che, quando è in Piemonte, raccoglie fondi per l'Istituto di ricerca sul cancro di Candiolo. Poi, solo musica e, per un'ora, i Nomadi, in completo abbigliamento dark (addirittura Sergio è in autentica tenuta metal, con la scura canottiera ascellare). Si tratta, in realtà, di un prolungamento delle prove del suono: una decina di brani in cui spiccano come luminosi gioielli, autentici capolavori come una incisiva Ad est ad est, cantata da Massimo, Il paese, Ti lascio una parola, Salutami le stelle e L'isola ideale proposta da Sergio Reggioli. Un bell'antipasto (ma si poteva fare di più) prima della cena. Una cena di due ore buone (e dove cavolo abita Abbate?). Si poteva, per una volta, mangiare solo panini e tirare dritto a suonare per una non-stop che sarebbe entrata nella storia. Ma dobbiamo cenare anche noi e poi, Lorenzo, vorrà far assaggiare il vino nuovo a Beppe e C. Ho divorato un ottimo panino che ho affogato nella mia terza waiss media (se il mio urologo sapesse a quali tremendi sacrifici sottopongo i miei reni mi darebbe immediatamente gli otto giorni) e poi sono rimasto ad aspettare con gli amici l'inizio del concerto previsto alle 21.30. Intanto, sul palco, le due ore di pausa, sono state allietate (tra un problema tecnico e un altro) da una dimenticabile esibizione del gruppo Controtempo che fa un onesto pop-rock casalingo.

Le stelle hanno preso il posto del tramonto e, poco dopo le 21.30 Lorenzo Abbate presenta il concerto invitando organizzatori ed ospiti sul palco. Beppe Carletti manifesta il suo sincero attaccamento a queste terre piemontesi che ospitano da anni i Nomadi. Qui si può ritrovare un pezzo di cuore e di anima di Augusto e di tutti i suoi successori. E' con questo spirito di ricordo e di celebrazione che si apre il concerto, sotto le note illustri del Te Deum. Ci siamo: inizio concerto. Prepariamoci. I Nomadi si sono cambiati d'abito; Oddio, sono sempre molto casual, ma, almeno, hanno messo su qualcosa di colorato. Sorridenti ed euforici (grazie anche alla barbera di Abbate), sembrano disperdersi lassù nella vasta area del palcoscenico. Ma sono efficaci in termine di resa acustica. Si parte con la tradizionale Contro per proseguire su una scaletta lineare, collaudata, che comprende quasi tutti i brani più importanti. Si spazia tra presente e passato, tra innovazione e tradizione. Trovate la scaletta più sotto che, devo dire, accontenta tutti i palati. Vanno bene le ultime canzoni del Terzo Tempo, vanno bene gli Aironi, il Fiore nero, il Sangue al cuore e il Tutto a posto. Io dico che ad un raduno di fans, si potrebbe attingere dalla smisurata produzione nomade proponendo i brani più rari o più celebrativi. Dove sono finite La settima onda, Il muro, 60-70-80 e Mercanti e servi? Più piacevole il secondo (o terzo tempo) dove prevalgono i brani più incisivi come La collina, Ala Bianca, Mediterraneo e La storia. Sempre superba e sofferta Apparenze che Cristiano interpreta alla grande. Un Cristiano che ho visto un po' sottotono stasera (colpa del tour impegnativo? Colpa del vino di Castagnole o colpa di un mal di gola?), poiché ha sbagliato qualche attacco e si è dimenticato qualche strofa. Comunque gli applausi arrivano lo stesso e si procede spediti verso il consueto finale certi che i fans, comunque, se ne escono soddisfatti. Davvero numerosi gli striscioni presentati sul palco; sembrava di essere a Novellara. E Cico, per ognuno di essi, diceva qualcosa di carino, un saluto, una dedica. Alla presentazione del nostro striscione poirinese ci ha chiamato, questa volta, Caino (io) e Abele (Aldo). Forse gli sto antipatico.... Volevo quasi ricordargli che, a questo mondo, siamo tutti figli di Caino.... Concerto che si è allungato fin quasi l'una di notte e che è terminato con un corale Io vagabondo. E poi consueto assalto al gruppo per fotografie e autografi.

Voglio ringraziare e salutare tutti i fans presenti a Castagnole che hanno voluto essere qui per continuare i festeggiamenti del compleanno nomade. In particolare saluto i colleghi della Croce Rossa di Poirino, tutti i poirinesi presenti e gli amici con cui mi sono soffermato a scambiare parole e a condividere panini e birra. Un abbraccio a Sara (la prima giovane fans che ho conosciuto qui dieci anni fa, e che mi fece comprendere i motivi per cui i Nomadi erano e sono seguiti anche da un pubblico di giovanissimi), alla dolce Vanessa (una persona veramente speciale) della Val Trompia, all'amica Clem, con cui ho condiviso l'ora di coda per rientrare sulla piazza, alle vulcaniche ragazze di Alba, a Livio di Asti, a Mario di Chiavari e a Michelangelo e Antonella. Un saluto anche agli amici fans assenti, che, per tradizione, “hanno sempre torto”. Un affettuoso, fraterno abbraccio alla mia “sorrixedda” Carla e ai moschettieri Enrico e Fede con cui ho condiviso, oltre a tutto il resto, le emozioni migliori. Buonanotte Nomade a tutti. Osservando il camion giungere nella piazza ormai vuota e portarsi a caricare le attrezzature del palco, mi sentivo pervaso da una specie di malinconia originata dal fatto che la serata era veramente finita e mi chiedevo se, il prossimo anno, l'avrei rivissuta tale e quale. Abbate ha detto di sì:”Ci vediamo il prossimo anno”. Lo speriamo tutti vivamente. Intanto, per salutare l'estate, ritroviamoci a Spotorno sabato 14: prima il bagno al mare e poi immersione nomade fino a notte.

Scaletta di Castagnole

1° tempo

Ad est ad est, Il paese, Ti lascio una parola, Anni di frontiera, La mia terra, Salutami le stelle, Un altro cielo, L'isola ideale

2° tempo

Contro, Ancora ci sei, Terzo tempo, Noi non ci saremo, Il fiore nero, Sangue al cuore, Aironi neri, Fuori, C'è un re, Dove si va, Io voglio vivere, Tutto a posto, Crescerai, Suoni, Se non ho te, Il vento tra le mani, La collina, Ala bianca, Apparenze, Amore che prendi amore che dai, Mediterraneo, Marinaio di vent'anni, Ho difeso il mio amore, La storia, Utopia, L'uomo di Monaco, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, Te Deum.

commento di giorgio       immagini di aldo