CONCERTO DEI QUARANT'ANNI A CASTAGNOLE DELLE LANZE

con consegna a ricordo del " disco di Platino "

 

Prefazione

Non so se esistono altri luoghi dove i Nomadi si sono esibiti già ben quaranta volte. Lo ha ricordato l'amico Lorenzo Abbate presentando l'ennesimo concerto di Piazza San Bartolomeo di Castagnole Lanze. Nemmeno Novellara può vantare tanto, avendo iniziato i suoi concerti e raduni solo dopo la morte di Augusto, ovvero nel '93. Qui i Nomadi hanno iniziato nel lontano 1967 e poi sono tornati ogni anno a partire dal 1975. Per me questo rappresenta il dodicesimo concerto a Castagnole. Ma prima di parlare dei Nomadi, voglio riassumere qui le mie quattro serate al Festival Contro di quest'anno dove mi sono trovato in mano un magnifico poker d'assi.

Asso di bastoni. Lou Dalfin il martedì sera. Una carica di musica ed energia che ha coinvolto duemila persone, buona parte delle quali si è dedicata alle corali danze occitane che portano allegria anche a chi non balla. Sergio Berardo e il suo gruppo sono formidabili e, come ho già scritto nell'articolo specifico della serata che trovate sempre su questo sito, posseggono anch'essi “quell'impronta nomade” che li e ci contraddistingue. Insomma, un buon inizio di settimana a Castagnole. Un' autentica “bastonata” occitana.

Asso di coppe. Assisto al concerto di Levante, ragazza siciliana diventata torinese dalla grande voce e dalle magnifiche capacità interpretative. In realtà lei si chiama Claudia. Con il suo gruppo ci ha deliziato con brani da lei scritti spaziando sul pop, blues, rock con toni talvolta melodici talvolta più arrabbiati. Circa un migliaio di persone per questa giovane ragazza, che, oltre ad essere brava nel suo mestiere, è anche carina, simpatica e disponibile per foto e autografi. Volevo anche spendere una parola gentile per gli artisti che l'hanno preceduta. Tali “Neve non può sparare”, bizzarro nome provvisorio di un gruppo locale che riproduce, modificando gli arrangiamenti, brani del panorama pop rock anglo/americano. Ho apprezzato la calda e potente voce della vocalist Silvia specie nella riproduzione della celebre “Nothing else matter” dei Metallica. Fenomenale! Darei una coppa d'oro a entrambe queste ragazze.

Asso di spade. Venerdì 29 agosto, vigilia nomade, mi reco a Castagnole con mia figlia Roberta, metallara quanto me. Ci sono i Folkstone, gruppo bergamasco che propone “medieval rock” con sfondo di cornamuse, arpa e ghironda. Mancano solo le spade. Li avevamo già apprezzati in altre occasioni e non potevamo mancare all'appuntamento. Due ore di potenza ed eleganza con il vocalist Lorenzo che si esibisce a torso nudo mostrando fior di tatuaggi. Il pubblico, prevalentemente giovane, di oltre mille persone è adeguato per l'occasione; tutto in dark, metal e tattoo. Anche mia figlia ed io siamo adeguati. Una ventina di brani, tutti belli, eseguiti con precisione, eleganza e potenza. Tra i migliori pezzi (per gradimento, non per confezionamento), Vortici scuri, Nebbie, Anime dannate e la splendida Luna. Vi consiglio di andarli ad ascoltare, dal vivo o in Cd; sono certo che poi non li lascerete più, come è successo a me.

Prima di loro si sono esibiti i Mater Dea, efficace gruppo dell'area torinese che appartiene allo stesso genere spaziando anche nel rock folk celtico. Hanno proposto solo una decina di brani, assai potenti e toccanti e sono stati molto apprezzati dal pubblico che attendeva i Folkstone. Secondo il mio parere, i Mater Dea, bravi come sono, avrebbero meritato una serata dedicata interamente a loro (è come se, in un'unica serata si fossero esibiti prima i Pooh e poi i Nomadi, o viceversa). Se ne ricordino gli organizzatori.

Asso di denari. All'asso bello ci metto, ovviamente, i Nomadi. Sono nato nomade e devo far così; anche se, devo dire, vuoi per abitudine o per consuetudine, sabato sera ero talmente sazio delle serate precedenti che ho pensato:”Al concerto dei Nomadi mi rilasso un attimo sperando di non addormentarmi”. E invece no. Non mi sono addormentato. Ho visto un gran bel concerto: bella scaletta, impeccabile esecuzione, amplificazione ed effetti di prim'ordine. Biglietto a diciotto euro (una delle poche cose che è calata di prezzo, visto che l'anno scorso era di venti euro) con un pubblico pagante che si è attestato intorno alle duemila e duecento presenze , lasciando una piazza dove si poteva circolare qua e là liberamente, senza ressa e non c'erano nemmeno le code al punto ristoro. Hanno pure lasciato tavolini e sedie nella piazza.... Serata ottimale come temperatura (è tutta la settimana che fa bello; quest'anno Castagnole è stata fortunata come clima) e buona affluenza dei vari fans club provenienti da tutta Italia (ricordo che qui è anche luogo di raduno dei fans club). E' presente, ovviamente, anche La Provincia Granda con uno staff capitanato dalla nostre Rinuccia indaffarata stasera nel preparare gustosi spuntini e dare una mano ad Abbate. Io ho gradito qualcosa e ho gradito anche del buon vino “nomade” (quest'anno fa 13,3 gradi!) imbottigliato e venduto con etichetta a tema. La serata è iniziata presto, verso le sette, con i Nomadi a prolungare il check sound ed allietare i primi fans giunti già al mattino. Prima del concerto, viene diffuso un filmato per mostrare come vanno le cose in Madagascar dove Beppe Carletti opera con l'associazione Crescerai. Poi tocca alla giovane bella e brava Valentina che si esibisce sul palco con una sicurezza, grinta e classe invidiabili.

Una delle cose buone dei Nomadi è la puntualità, figlia della serietà. Nelle scorse serate le esibizioni iniziavano anche alle 22.30 e si protraevano fin oltre l'una di notte. Questa sera, come da locandina, il gruppo, alle 21.30, era pronto sul palco. Il tempo di dire due parole di benvenuto e ringraziamento da parte degli organizzatori e di Beppe Carletti e poi via, per questa quarantesima avventura castagnolese. Bell'inizio con la classica Contro seguita subito da una superba Asia dove Cristiano Turato ha sfoderato tutta la sua verve. Proseguimento con i brani che caratterizzano la scaletta 2014 comprendente anche il nuovo brano Come va la vita. Arrivano anche La collina, la mia preferita e, credo, la preferita di tutti, Lontano (altra perla) e L'ultima salita. Il concerto è di elevata gradevolezza; sembra di ritornare indietro nel tempo. La gente ascolta, guarda e applaude. Io voglio vivere è un trionfo di cori e coriandoli (ma quando la smettono questi irriducibili fans di fare i bambini con atteggiamenti da Carnevale?). E quando la smette Cico di fare il bambino anche lui con quelle sciocche battute a cui non ride più nessuno? Noi perdoniamo tutto ai Nomadi e al popolo nomade; possiamo, se ce lo permettono, consigliare loro di assistere anche ai concerti di altri artisti come facciamo noi e capire dove stanno le differenze. Per rimettere il mio spirito in carreggiata nomade arrivano Ala bianca e Il pilota di Hiroshima e poi, nel finale, l'immancabile Ma che film la vita, brano che mi dedico sempre da solo. Poi, fin quasi all'una di notte, i brani finali con lettura degli innumerevoli striscioni di rappresentanza delle decine di Nomadi Fans Club intervenuti. Ho trascorso quattro giorni di bella musica in un luogo che è diventato, musicalmente parlando, come una mia seconda casa. Penso già a cosa potrà riservarci il prossimo anno. Intanto saluto tutta Castagnole e gli organizzatori di Festival Contro per la loro grande professionalità. Io e Aldo ci siamo sentiti per quattro sere ostaggi di Lorenzo Abbate e, devo riconoscere, siamo stati trattati bene..... Un saluto e un abbraccio a tutti coloro che hanno partecipato. Se non a tutte le date, anche a chi ha partecipato ad una soltanto. E' sempre così che inizia una storia... Batto un cinque: non da Castagnole, ma da mé.

Commento di Giorgio

foto Aldo

Foto durante la prima parte del concerto delle 19.00

Aldo per non farsi mancare nulla con l'amico Piero ha pescato , a termine del " Festival Contro " il jolly , in questo caso Bobby Solo ... solo per una foto ricordo.