AL       TEATRO       CANTERO

CHIAVARI      30      MARZO      2007

CONCERTO  PERFETTO  E ......COMODO

Dopo oltre un mese di stop, i Nomadi si ripropongono al pubblico in questa rinomata località della riviera di levante. Io e Aldo anticipiamo volentieri il week-end prendendoci, oggi che è venerdì, un giorno di vacanza. Nel primo pomeriggio siamo già sul posto: d'accordo, è presto; ma a noi piace, quando possiamo, documentare l'avvenimento cogliendolo fin dai momenti iniziali. E poi la Liguria è la Liguria: il mare, il clima, i fiori, i budelli, la gente...

Chiavari è una cittadina molto bella, tranquilla e ordinata: in poco spazio sono concentrate tutte le sue bellezze. La Cattedrale di Ns. Signora dell'Orto, veramente stupenda, il palazzo di Giustizia, antico ed austero, le caratteristiche piazzette del centro, le viuzze porticate con mille negozietti, il parco botanico, la stazione, il fiume Entella, il lungomare, il porticciolo turistico...e il Teatro Cantero, naturalmente: luogo ove si svolgerà il concerto. Costruito nel 1930 ha una platea di 500 posti, due file di palchi e il loggione per un totale complessivo di 999 posti. Poltrone in velluto rosso, arredi in legno scuro e acustica formidabile.

Ritroviamo subito gli amici Maria e Giorgio “Gli aironi neri” di Chiavari, organizzatori del concerto, che stanno collaborando con l'agente di zona Abbate per gli ultimi “ritocchi”. Li ringraziamo ancora per la cortesia del reperimento dei nostri biglietti (già avvenuta a Novellara) poiché sarebbero andati presto esauriti. Infatti, in pochi giorni, i 999 posti sono stati presto “bruciati” e chi arriva oggi troverà la biglietteria chiusa. Abbiamo i posti in quarta fila ossia a non più di cinque metri dal palco. Gli altri fans sono nei paraggi e “soffriranno” l'obbligo dello stare seduti, loro che sono abituati a stare in piedi dietro le transenne.

C'è il tempo di fare un giro sul lungomare, il sole fa capolino ogni tanto e la temperatura è piacevole. Anche un sorso di fresco pigato nello sfarzoso locale storico Defilla contribuisce a giustificare il titolo di questo articolo. Aldo ha già realizzato un centinaio di foto con la sua nuova Nikon professionale: chissà se ha ancora memoria sufficiente per il concerto... Intanto arrivano i primi fans: la maggior parte abita qui vicino e oggi è, per loro, una buona occasione per fare gli onori di casa. Che noi apprezziamo di cuore.

Ci troviamo nella pittoresca piazzetta su cui si affaccia il teatro e presto arrivano anche gli artisti: ecco Beppe, poi Danilo, Sergio, Massimo e Daniele. Si trattengono volentieri a scambiare qualche parola con i fans e a farsi fotografare. L'atmosfera è serena e tranquilla: c'è ancora tempo per le prove. Beppe mi rivela che circa vent'anni fa aveva già suonato qui con Augusto e ci ritorna volentieri perché è un luogo stupendo per esibirsi. Ci accomodiamo sulle morbide poltrone per assistere alle prove. Che tardano un po' perché Cico arriva trafelato ben oltre le 19... Poi ecco proposti i due brani per il check-sound che dimostrano la perfetta acustica della sala. Un effetto che apprezzo anche spostandomi ai piani superiori. Poi tutti a cena sparsi nei localini qui fuori mentre stanno cadendo le prime gocce di pioggia. Perfetto: benedetta pioggia, vieni giù tanta che stasera non ci darai fastidio...

Alle 21 siamo nel Teatro che si sta riempiendo dei 999 fortunati: vedo molta eleganza nelle persone che entrano poiché il luogo lo richiede. Tanti con i capelli grigi, qualcuno bianchi (come me). Molte coppie distinte. Ma i fans, quelli da cento concerti, dove sono? Ci sono, ci sono. Provenienti in maggior parte dalla Liguria, dall'Emilia e dalla Toscana. Pochini quelli dal Piemonte. Oltre agli “Aironi neri” anche i NFC “Victor Jara” di Sestri, “Il destino” della Val Bormida, “Il fiume” di Carrara. Ci sono anche Davide di Reggio, “Barba”, “il Conte” di Ferrara, i savonesi Sandra e Roberto. Più o meno disposti strategicamente per conferire adeguato sostegno al gruppo.

Alle 21.15, come da categorici ordini degli organizzatori il concerto inizia con il brano “In piedi” curiosamente in contrasto, stasera, con la nostra condizione di stare spaparanzati sul velluto. Segue la rara “Stop the word” e “Con me o contro di me”. La scaletta è stata adattata al luogo: ci sono quattro casse in meno; l'ambiente soft richiede che i brani non siano tanto roboanti e che si mantengano su strutture classiche. “Mediterraneo”, “Te recuerdo Amanda”, “L'uomo di Monaco”, “Crescerai”, “Dove si va” danno l'dea di questa scelta. Scelta che comunque soddisfa il pubblico che applaude ripetutamente. Sul brano “Cammina-cammina”, che Danilo e Cico interpretano con i consueti intermezzi frivoli, viene portato loro un caffè “offerto dallo sponsor automobilistico”. Una cosa a cui non siamo molto abituati e che, personalmente non ho gradito. Se proprio voleva essere ricordato, lo sponsor poteva offrire anche gli altri 999 caffè...Non mancano l'inno “Io voglio vivere” che i fans ballano nel corridoio a lato, “L'ultima salita” e il brano “Gli aironi neri” dedicato al locale fans club.

I consueti brani finali chiudono il concerto e devo dire che anche qui, nel cantare l'ultima strofa di “Canzone per un'amica”, il pubblico si comporta benissimo. All”Io vagabondo”, finalmente, i fans si sono portati in prima fila per cantarlo, come da tradizione, in piedi e abbracciati. Allo scoccare della mezzanotte il concerto è terminato. Ancora il tempo per l'incontro con i fans, gli autografi e le foto e poi i Nomadi escono, come tutti, dall'ingresso principale del teatro circondati dall'affetto dei fans. Questa sera, ovviamente, non siamo molto stanchi: ed è anche presto; due ore e saremo nel nostro letto. Ma queste erano le ultime parole famose: a causa di lavori in autostrada occorreva percorrere trafficate strade alternative che, a noi e ad altri, hanno allungato i tempi di due ore. E questo è stato l'unico momento “imperfetto” di una memorabile giornata nomade.

Giorgio

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