CONCERTO DELLA RIVINCITA

L'anno scorso, qui a Cigliano, tranquilla località ai margini della pianura vercellese (e a un tiro di schioppo dalla provincia di Torino), i Nomadi dovettero dare forfait al previsto concerto in piazza a causa di un insolente acquazzone che imperversò per tutta la serata e, siccome il palco non aveva copertura, ci fu la forzata rinuncia. Una cosa insolita, poiché i Nomadi suonano con qualsiasi tempo, ma la strumentazione no: va assolutamente protetta dall'acqua. Ecco perciò che i promotori della manifestazione (la Proloco unita all'Associazione commercianti e al locale fans Club) in occasione della Festa Patronale di Sant'Emiliano, hanno riorganizzato il concerto nomade provvedendo a fornire di copertura il palco. Accorgimento poi rivelatosi inutile, per fortuna, in questa estate avara di pioggia; ma è pur vero che un altro fallimento non se lo sarebbero perdonato. Onore anche ai Nomadi che, nonostante le necessarie variazioni del calendario dei concerti dovute al problema di salute di Danilo Sacco, sono riusciti a confermare Cigliano nella data prestabilita, Danilo convalescente compreso. Una rivincita per tutti.

Nonostante Cigliano disti solo venti minuti di macchina da dove risiedo, me la sono presa comoda, tanto, mi dicevo, è solo qui “dietro l'angolo”. Ebbene, per arrivarci in venti minuti ci sono riuscito, ma ho dovuto lasciare l'auto nella buia periferia del paese poiché i parcheggi si sono dimostrati scarsini... Oltretutto, tutto il centro della cittadina, dove qualche spazio per parcheggiare si poteva ancora trovare, è stato chiuso alle auto e così ho aggiunto altri quindici minuti di camminata fino allla piazza. Poco male, vuol dire che stasera c'è pubblico, ragionavo, mentre già udivo le note del primo brano:”Una storia da raccontare”. Ho ancora trovato coda al botteghino a concerto iniziato. La limpida serata di un sabato e il biglietto a soli 10 euro, hanno richiamato almeno 2500 spettatori più quelli alle finestre, ai balconi e quelli in transito nelle viuzze limitrofe.

La piazza Don Evasio Ferraris (sacerdote esperto di idraulica d'irrigazione oltrechè prete) di Cigliano ha molte somiglianze con quella di Castagnole Lanze: la forma, la dimensione, gli alberi da un lato, il triste condominio dall'altro, la banca, i negozi. Solo la statua di Don Ferraris (col personaggio di spalle al palco) fa la differenza. La piazza è piena di gente e il palco, in fondo, brilla delle sue luci e della sua musica. Danilo, ancora, non c'è mentre il gruppo, unito ai quattro coristi, propone “In questo silenzio”. Mi apposto a lato del palco (questa è una cosa rara e bella poiché si possono osservare particolari inavvertibili di fronte come, ad esempio, le tecniche strumentali e il lavoro dei tecnici). Il fratellino Aldo è sotto la ribalta a fare foto e la sua presenza, almeno nei concerti dell'alta Italia, è ormai consueta quanto discreta. Di questa sua opportunità ringraziamo sempre gli organizzatori: ne beneficiano anche loro, poiché sul nostro sito possono, se vogliono, rivedersi e rileggersi.

Il concerto prosegue: a un certo punto Cico proclama:”Ecco, ora dovrebbe arrivare qualcuno che conoscete...”. Si alza l'urlo del pubblico, fioccano gli applausi. Danilo esce da dietro le quinte e si presenta sul palco. Lo sapevamo che c'era: siamo a poca distanza da casa sua e dall'ospedale di Asti, se vogliamo. Un'ambulanza, così come a Castagnole e in altri posti, è a pochi metri dal palco. Ha rinunciato alle date del sud, alla Sicilia, alla Sardegna e ha fatto bene. Il rientro deve essere graduale e, questa fresca serata di Cigliano, rappresenta un'altra occasione per reinserirsi, per riprendere il ritmo, per rinfrancarsi, per dimostrare e dimostrarsi che il pericolo è passato. Non ci sarà bisogno di niente: Danilo esprimerà tutta la sua potenza e la sua bravura attraverso una decina di brani di alto livello. A parer mio, è il Danilo che conosco e che ho imparato ad apprezzare nei sei anni di mia frequentazione nomade. Danilo si esibisce sfoderando tutta la sua esuberanza canora nei brani più intensi e richiesti dell'ultimo CD: “Lo specchio ti riflette”, “La dimensione”, “Senza nome”, “Qui”, molto intensa, uniti ad altri brani come ”La mia terra”, “Io voglio vivere”, “Ci vuole un senso”, una stratosferica “Asia” e il gradito ritorno di “Il fiore nero”. Nel corso della sua performance di un'oretta, ha lasciato che Massimo (con “Amore che prendi amore che dai” e “Marinaio di vent'anni”) e Sergio (con “Mediterraneo”) gli concedessero momenti di riposo.

Tutto il gruppo ha dimostrato la consueta, grande professionalità. Nessuna indecisione o nervosismo. Il comandante Beppe, attento a tutto, sempre sorridente nel dirigere il suo equipaggio che conduce a meraviglia questa nave. Molto bello l'applauso di Danilo a Sergio, completato da un abbraccio, dopo il finale di violino nel brano “Qui”. E proprio questo brano conclude la fatica del cantante titolare che, scusandosi col pubblico: “Sono ancora sotto controllo medico” lascia al gruppo la responsabilità di proseguire per quasi tutta la seconda parte del concerto. Ecco allora Massimo, Sergio e Cico con Beppe e Daniele coadiuvati dai coristi Luciano, Cristina, Daniela e Giordano, proporre il seguito della scaletta formata da brani come “Good-bye”, “Il paese delle favole”, “Ricordati di Chico”, “I ragazzi dell'ulivo”, “Paese” che, come giustamente ricorda Cico, “E' stato scritto proprio da queste parti dall'amico Cortesi” (le sinistre “torri” di Trino Vercellese, infatti, sono a pochi chilometri da qui).

Concerto che si chiude verso la mezzanotte con i consueti brani finali in cui emerge una irruente “Dio è morto” cui Massimo dà la giusta grinta e “Io vagabondo” cantata da un apprezzabile Giordano. Il pubblico, come sempre eterogeneo (ma stasera le leve pre-adolescenziali erano in maggioranza, evviva!), se ne va soddisfatto così come credo tutta la carovana nomade che lascia Cigliano nel cuore della notte certamente stanca ma anche ...senza una goccia di pioggia. Domani i Nomadi (che potrebbe essere uno slogan poiché “domani” è un anagramma di saranno nel milanese e martedì tornano in Piemonte. Arrivederci a Cuneo, Provincia Granda.

Un affettuoso saluto a tutti i numerosi poirinesi presenti tra il pubblico.

Grazie al Signor Lorenzo Abbate per la correttezza e ospitalità.

giorgio