CUNEO   31   MARZO

CONCERTO DEL CAMPER NOMADE

Primo concerto dell'anno in Piemonte dei Nomadi3. Un momento molto atteso dai fans, soprattutto quelli della Provincia Granda. In realtà, questo concerto a San Rocco Castagneretta (frazione di Cuneo dove si trova il Palasport), si può dire che fosse quello di Pianfei, luogo che già da alcuni anni ospita i Nomadi nel corso del tour estivo. Ma, quest'anno, si sono anticipate le cose e, per non rischiare la pioggia e il freddo di marzo, si è preferito farlo all'interno del Palabrebanca (qui gioca la squadra di volley Bre Lannutti) di San Rocco. L'organizzazione, impeccabile, affidata alle esperte mani dell'amico Marco Turco, della Pro Loco di Pianfei, che ha fatto in modo di offrire un concerto molto atteso, di grande livello. Fin dalla conferenza stampa, avvenuta qualche settimana fa proprio a Pianfei, alla presenza di Beppe Carletti, si era preannunciato un concerto volto alla continuità del gruppo che, dopo alcune esibizioni, (bellissima quella di Legnano), tornano in Provincia Granda per rinnovare e confermare il loro prestigio pluridecennale.

Io e Aldo siamo partiti di primo pomeriggio in questo caldo sabato di fine marzo curiosi di conoscere la risposta dei fans per questo primo concerto piemontese. Certo, dal punto di vista geografico, Cuneo è una città abbastanza fuori mano, posta così nell'angolo basso della regione e circondata da montagne di confine. Ma è così tanto bella e ordinata e ricca e soave, Cuneo, che è un posto dove mi piacerebbe viverci. Dopo un immancabile giro nella stupenda e squadrata piazza Galimberti e un transito a passo d'uomo nel luccicante e sfarzoso Corso Nizza, abbiamo raggiunto il luogo del concerto, a un paio di chilometri dal centro città. Alle 17 c'era già un centinaio di persone in attesa ai cancelli; sono i fans che giungono da più lontano, che approfittano del concerto per farsi la gitarella in uno dei più begli angoli d'Italia. Qui le montagne ancora innevate ti sovrastano maestose e l'aria frizzante che respiri rende felici i tuoi polmoni.

Salutiamo gli amici fans e, tra loro, abbiamo il piacere di rivedere l'amico Giovanni Casalis, nostro iniziatore all'avventura nomade ed ora volontario in Africa, e rimaniamo in attesa che si svolga il primo evento in programma, quello che dà il titolo all'articolo. Notiamo che sul piazzale, un misterioso oggetto delle dimensioni di un pullman, è celato da un telone scuro; si tratterrà, come annunciato, del camper artistico che i Nomadi inaugureranno tra breve. Infatti, accolto dall'applauso delle decine di fans in attesa, il gruppo, accompagnato da Marco Turco, Lorenzo Abbate, Daniela del coordinamento, Rinuccia del NFC Provincia Granda, Dinelli, sponsor e autorità, si avvicina all'oggetto misterioso sottoponendosi a strette di mano, pacche sulle spalle, foto di gruppo, applausi da parte dei presenti. Poi, ad un tratto, il telone viene tolto per lasciare scoperta l'opera pittorica di questo artista che ha voluto dipingere il proprio camper con immagini di Augusto e del gruppo al completo mentre suona sul palco. Cromaticamente bello (è un lavoro di pazienza) che un po' lascia a desiderare per quanto riguarda la fedeltà dei volti rappresentati. E poi, grande manchevolezza, nelle figure del gruppo, manca il cantante. Si vede che l'artista non sapeva chi doveva raffigurare; l'avrà dipinto a gennaio e forse lo aggiungerà in seguito... Comunque i Nomadi, tutti e sei, firmano il mezzo che andrà in giro per il mondo a far loro propaganda: in questi tempi incerti, va bene qualsiasi cosa, pur di sopravvivere. Prendetela come una battuta. Saluto anche un indaffarato ed eccitato Marco Turco e gli chiedo come si sente e lui mi risponde come immaginavo mi rispondesse:”Mi dispiace che siamo arrivati al giorno del concerto e tra un po' finisce tutto, perché mi diverto da matti ad organizzarlo”. Coraggio, Marco, il prossimo anno, se vorrai, ne organizzerai un altro a Pianfei, d'estate, però.

Col biglietto acquistato a 20 euro, accediamo all'interno del pala e già mi sovvengono i bei ricordi di quando, qualche anno fa, partecipammo al montaggio del palco dei Nomadi. Ora non si può più: giustamente, visti i recenti fatti tragici avvenuti ai concerti di Jovanotti e della Pausini, solo chi è autorizzato e assicurato può lavorare nel back stage degli artisti. Mi aggiro per l'ampio ambiente (uno dei più bei palasport d'Italia) per incontrare e salutare gli amici fans. Sono quasi le venti e vedo che non siamo più di qualche centinaio; speriamo che per l'inizio del concerto, previsto alle 21, ci sia il pienone. Fans da tutta la provincia Granda, ovviamente, ma anche da Torino, Asti, Novara, Alessandria. E poi gli amici della Liguria, primi fra tutti “Il Destino” della Val Bormida. Incontro anche “Il Conte” che viene da Vicenza (450 chilometri) e l'immancabile “Barba” da Bologna (ma lui è sardo doc). Presenti anche alcuni componenti di cover Nomadi, tra cui Michelangelo di Sensazioni e Simone delle disciolte “Tracce”. Alle 21 il palasport si riempie più sulle gradinate che nel parterre; pochi minuti prima del concerto si poteva ancora benissimo accedere alle transenne. In tutto ho calcolato duemila persone (che, in un luogo che ne tiene cinquemila, appaiono poche).

Alle 21.15 un emozionato Marco Turco, insieme a Beppe, alla dirigente del Banco Azzoaglio e a Daniela del coordinamento, si presenta sul palco per effettuare i doverosi ringraziamenti e per annunciare l'inizio del concerto. Resto vicino alle transenne, mentre Aldo sta sotto il palco a scattare foto, e attendo l'ingresso degli artisti, nel buio e nella convinzione che questo concerto bisserà il successo di Legnano di una settimana fa. Accolti da un profondo applauso i Nomadi si presentano sul palco e, subito, partono le note della canzone che dà il titolo tutto alla tournee 2012:”Ricordarti”, dedicata a questi già vent'anni di “assenza fisica” di Augusto Daolio. Musica piacevole, di prim'ordine; dal punto in cui mi trovo si sente benissimo, nessun “eco da palasport”; forse, da qualche punto più in alto, si sente peggio. Ma è accettabile. Ed ora avanti con la cavalcata nomade: “Sangue al cuore” ben eseguita da un Cristiano Turato sempre più in forma e a suo agio “nella sua seconda famiglia”, come la chiama lui. Applausi da parte del pubblico che non si aspettava che.... Parole lasciate in sospeso da parte di uno che ha già capito di che forza è Cristiano.

Avanti con “La dimensione” e con “Una storia da raccontare”, annunciata dal sermone di Cico (l'unico della serata) volto a ricordare la brutalità della condanna a morte (ma io condannerei a morte quello che mi ha rubato la ruota di scorta!! Come la mettiamo?). Andiamo avanti. Come ha più volte ripetuto Beppe, ora i Nomadi sono un gruppo, sempre più gruppo. Nessun leader. La scaletta viene distribuita equamente tra i vari esecutori vocali; di più Massimo e Cristiano, di meno Sergio e di meno ancora Cico. Nulla per Daniele e Beppe, che, per loro ammissione, non sono portati al canto. Fondamentale l'apporto delle brave e volenterose coriste Monica e Cristina che supportano i cantanti nei toni più elevati. Ecco pertanto Massimo, Sergio e Cico con “Lo specchio ti riflette” e tutti battono le mani a tempo. Cristiano, nel mentre, non si nasconde dietro la batteria, ma accompagna di chitarra e partecipa al ritmo. In realtà riposa l'ugola per ripartire, alla grande, con “Dove si va”, al termine della quale il pubblico scandisce “Cristiano!, Cristiano!”. Lui è simpatico e anche concentrato in quello che fa e che sta per fare. Infatti, come annunciatomi alla cerimonia del camper, viene riproposta, come a Legnano, “Trovare Dio” che rappresenta la prova massima per un artista chiamato a cantare nei Nomadi. Ebbene sì, ha ripetuto l'exploit di Legnano, il ragazzo, nonostante il recente lutto della nonna a cui l'ha dedicata, e ha fatto tacere coloro che non pensavano che.... Altra mia sospensione di frase. L'ha cantata... da Dio, Cristiano ed ha convinto così tanto il pubblico che gli applausi sono durati un'eternità.

Si prosegue più o meno con la stessa scaletta di Legnano: bella e trascinante “Ad est ad est” interpretata da un Massimo in grande forma. Poi, ancora, “Un pugno di sabbia” proposta da Cristiano seguita da “Io voglio vivere”, ripresa ben quattro volte. Di seguito una bella sorpresa per me e per molti altri:”La collina”, finalmente, per una scaletta molto ricca e avvincente. Bella ed emozionante anche questa, con Cristiano che allunga le note finali a dovere. Sergio propone la bella “Qui” nella versione adattata alla sua voce da blues-man e poi regala una struggente “Suoni” al violino. Nella seconda parte, ottime le struggenti “Tempo che se ne va” e “Se non ho te”, interpretate dalla calda e bassa voce di Cristiano. Cico interpreta “Il paese” dove si confonde e dice “Castagnole” invece che “Cuneo” (forse con “Cuneo” non c'era la metrica giusta) e poi Cristiano canta “Toccami il cuore” che, ascoltata da lui, fa un effetto strano, quasi di malinconia. Prima dei brani finali, “La storia” proposta da Massimo e “L'uomo di Monaco”, dove Cristiano mostra di commuoversi ogni volta che la canta. Ai brani finali, che coronavano un concerto di buon livello, presente sul palco il fratello di Cristiano, Stefano, che si è cimentato in alcune strofe di “Io vagabondo”.

Chiusura a mezzanotte inoltrata per quasi due ore di buona musica. Pubblico sazio e sicuramente soddisfatto di questa nuova versione del gruppo che riprenderà le sue esibizioni a fine aprile a Padova e a Pavia (dove pensiamo di andare). E poi...l'estero, con San Marino. Poi, non si sa. Ci sarà Casalromano e ancora, più avanti Castagnole (e anche Torino a novembre), ma Abbate non ha voluto anticipare nulla su eventuali date estive in Piemonte. Concerto che mi ha ampiamente soddisfatto e spero che abbia soddisfatto anche gli altri fans. Mi auguro che il successo del concerto di Cuneo abbia dato modo a tanti di ricredersi sulle nuove potenzialità del gruppo e che sia servito, attraverso il passaparola, le immagini, internet, face book, twitter, eccetera come trampolino di lancio verso i futuri concerti. Ringrazio e saluto tutti gli amici fans che hanno condiviso con noi il debutto piemontese di Cristiano e di questi nuovi e inossidabili Nomadi, in particolar modo Marco, Giovanni, Piero, Claudio e Valeria, Michelangelo, Antonella, Oreste, Alessia, Mavi, Simone, Ines, Elena, Rosy, Enrica, Giuseppe e Marina, Richy e Antonella, Paolo ed Elide, Marina, Sara e l'affettuosa Rosalba. Un ringraziamento e un saluto a Rinuccia e a tutti gli amici del NFC Provincia Granda. Un saluto particolare a Carla.

E' quasi l'una di notte e ci avviamo alla macchina nel freddo della notte subalpina. Ci saranno 5 gradi, non di più. Ma il nostro cuore nomade continua ad essere caldo grazie all'apporto di nuova legna da ardere. Torneremo a scaldarci presto accanto a questo fuoco che continua a rinnovarsi. Finisco con questa frase.”Cari Nomadi, prima ci piacevate un...Sacco, ora ci piacete un...Turato.”

Giorgio

Scaletta della serata:

Ricordarti, Sangue al cuore, La dimensione, Una storia da raccontare, Lo specchio ti riflette, Dove si va, Trovare Dio, Il serpente piumato, Ad est ad est, Un pugno di sabbia, Io voglio vivere, La collina, Auschwitz, Qui, Suoni, Tempo che se ne va, Senza nome, Bianchi e neri, Il paese, Se non ho te, Toccami il cuore, La storia, Good-bye, L'uomo di Monaco, Marinaio di vent'anni, Ricordati di Chico, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, Te Deum

riassunto   fotografico

PER LA STORIA A SEGUIRE LA PRESENTAZIONE DEL CONCERTO TENUTASI A PIANFEI

NEI GIORNI PRECEDENTI

 

PRESENTAZIONE  CONCERTO   NOMADI  DEL  31  MARZO  2012  A  CUNEO

Nei lussuosi ambienti del rinomato Hotel - Ristorante - Centro Congressi “La Ruota” di Pianfei (Cuneo), si è svolta la conferenza stampa di presentazione del concerto dei Nomadi che si terrà al Palasport di Cuneo sabato 31 marzo. Presente Beppe Carletti che, come di consuetudine, nell'imminenza di ciascun concerto, si presenta alla relativa conferenza stampa sottoponendosi al benvenuto e alle domande degli addetti ai lavori. Ma a Pianfei si è svolta una cerimonia particolare. L'amico Marco Turco, leader della locale Pro Loco nonché fulcro dell'organizzazione del concerto, per quest'incontro, ha voluto accanto a se, non solo, come di consuetudine, i giornalisti, gli sponsor e le autorità ma ha chiamato amici, fans, simpatizzanti per creare, attorno all'ospite, il caldo clima di benvenuto della “Provincia Granda”, che ama, ricambiata, il gruppo di Novellara. Ringraziamo Marco per aver esteso l'invito anche ai Poirinomadi, che, fin da subito, hanno accettato di partecipare all'interessante incontro. Il tutto si è svolto nella chiara mattinata di sabato 10 marzo; alle 10 del mattino eravamo sul posto. In una delle sale del Centro Congressi abbiamo così ritrovato Beppe Carletti (che è arrivato a Pianfei già la sera precedente) e una cinquantina di ospiti per la maggior parte di nostra conoscenza, tra cui il manager Lorenzo Abbate, Mario e Rinuccia del Fans Club, Claudio e Valeria di “Augusto per la vita”, Michelangelo di “Sensazioni”, Piero della Val Susa, molti amici fans della “Provincia Granda”, autorità, giornalisti e fotografi.

Faccio subito una precisazione: in realtà, questa è stata la presentazione del concerto di Pianfei, poiché l'organizzazione ha le radici qui. Ma il concerto non si farà nel consueto campo di calcio di Pianfei, come avviene già da cinque anni. La stagione primaverile non consiglia di rischiare una giornata di maltempo, quindi il concerto “di Pianfei”, si terrà, per sicurezza meteorologica, al Palasport di Cuneo - S.Rocco Castagneretta. Al tavolo della conferenza erano presenti: Marco Turco, Beppe, la responsabile del Banco Azzoaglio (primo sponsor del concerto), signora Erica e Mario Parussa presidente del Nomadi Fans Club “Provincia Granda”. In platea, tutti gli addetti ai lavori, autorità, amici e fans di tutte le età. Alle 10.20 un emozionato, sicuro, elegante Marco ha preso la parola per aprire la conferenza ringraziando Beppe (a cui è legato, ha ribadito, da fraterna amicizia) e i convenuti. Ha ricordato l'esistenza del tradizionale, forte legame che la provincia di Cuneo nutre nei confronti dei Nomadi per via della semplicità, dell'umiltà e coerenza che contraddistinguono gli spiriti di entrambi. La voglia di lavorare e far bene fa parte dell'indole sia dei cuneesi che degli emiliani e, lo sappiamo tutti, i Nomadi, quando vengono da queste parti si sentono come a casa loro.

Marco ha ringraziato, nella persona della giovane signora Erica, la collaborazione dell'istituto di credito Azzoaglio, che è intervenuto in “solido” a portare l'aiuto necessario e ha ringraziato tutti i suoi collaboratori e gli amici giunti a Pianfei per “inaugurare” la fase che culminerà con il concerto di Cuneo. Concerto fortemente voluto anche per celebrare il ventennale della morte di Augusto Daolio e i cui proventi andranno, in parte, all'Associazione Augusto per la Vita e alla Pro Loco di Pianfei. Beppe Carletti, accompagnato da ripetuti applausi di benvenuto, ha poi preso la parola ringraziando a sua volta per l'accoglienza ricevuta e si è sorpreso per questa affollata conferenza stampa che, di solito, si svolge davanti a non più di una dozzina di persone. Invece oggi, qui a Pianfei, siamo più di cento. Beppe ha ribadito la voglia dei Nomadi di continuare, anche nel contesto della recente sostituzione del cantante e di voler rinnovarsi nel segno di un nuovo “cambio generazionale” in fatto di esposizione e proposizione. Questo tour 2012 prende il nome dal CD composto da brani cantati da Augusto dal titolo “Ricordarti” e questo fa pensare che i concerti saranno ricchi di canzoni dell'epoca che il nuovo cantante, Cristiano Turato, sarà chiamato a riproporre.

Beppe si è poi reso disponibile a rispondere alle domande tecniche da parte dei giornalisti e a quelle dei fans. Con l'occasione ha ribadito lo spirito di umiltà, semplicità e coerenza, citati in precedenza, con cui i Nomadi svolgono il loro lavoro e solo alle 10.55, dopo una domanda rivolta da uno dei presenti, Beppe ha pronunciato le parole “Danilo” e “Cristiano”, argomento che il pubblico attendeva con trepidazione. Qui Beppe si è limitato ad affermare che è normale un avvicendamento in un gruppo. Questa volta è toccato al cantante e loro hanno scelto Cristiano, il 23° nomade; un bravo cantante, che ha debuttato a Novellara, che ha dato un tocco più rock al gruppo. Beppe lo ha voluto, tra cento che si sono proposti, perché Cristiano non cantava brani nomadi e possiede un'impostazione di voce completamente diversa da quella di Danilo. Se avessero preso il cantante di una cover, ha detto Beppe, i Nomadi sarebbero diventati una cover di loro stessi rendendosi ridicoli. E sarebbe stata la fine. Un ragionamento assolutamente condiviso. Cristiano Turato, quindi, rappresenta l'ennesima svolta del gruppo, sempre più “gruppo” con altra strada da percorrere davanti. A questo proposito Beppe ha ricordato di quando Augusto gli diceva:”Ci pensi, Beppe; un giorno io e te non ci saremo più e magari i Nomadi ci saranno ancora”. Una chiacchierata di mezz'ora e poi Beppe si è sottoposto alle interviste delle varie testate giornalistiche e alle foto di rito. Foto anche con i Poirinomadi, ovviamente. Poi, come promesso, ricco aperitivo-rinfresco per tutti con ulteriori scambi di opinioni e punti di vista. Alle 12 i lavori (e i vassoi delle squisitezze) sono terminati non prima di salutare l'apprezzato ospite, sempre straordinariamente disponibile, dandogli l'arrivederci a sabato 31 a Cuneo.