Sono trascorsi quattro anni e i Nomadi sono tornati a Fossano, graziosa cittadina nella terra della " Provincia Granda ". Il dinamico Don Marco è l'artefice di questo gradito ritorno, nel quale spera di ricavare fondi utili per il mantenimento della casa "Alpina di Acceglio" ( paese montano del cuneese ) a disposizione della comunità parrocchiale di Fossano.La giornata Fossanese dei Nomadi è iniziata nel primo pomeriggio sui campi da calcetto, adiacenti al palazzetto dello sport, nel nuovo centro sportivo per una partita amichevole tra una formazione mista di " cover Nomadi ", chiamati così quei gruppi musicali che nelle loro serate ripropongono le canzoni dei Nomadi. Sempre più spesso capita di vedere incontri di calcio come questo, lo scopo è sempre quello di favorire una maggiore partecipazione del pubblico , per contribuire alle varie cause di solidarietà . In questa occasione dopo la partita veniva messa a disposizione sotto una "tendo struttura" ben organizzata, una succolenta cena a base di costine cotte alla perfezione sulla brace, naturalmente il ricavato della cena finirà sempre per lo scopo di Don Marco. Arrivo anch'io nel pomeriggio in moto ( la spelendida giornata favorisce ogni attività svolta all'aperto ) per assistere ad alcune fasi della partitella amichevole. Non sono amante del calcio, sono riusciti a rovinare anche quello, ma qui tra amici è diverso ,si vede l'agonismo quello giusto e corretto , a parte lo scopo e oso dire che osservando gli sguardi di compiacimento degli spettatori ai bordi del campetto , entrerebbero anche loro in gioco per tirare due calci al pallone. Rapidi cambi tra le file delle cover Settima Onda, Senza Patria , Baravai ( anche per dare il modo di giocare un pò tutti ) non riescono a spuntare la vittoria sui Nomadi, nei quali tra l'altro non viene dato nessun cambio. La soddisfazione di aver giocato con i Nomadi e le strette di mano finali, credo che valgono più di una vittoria sul campo.

Quattro calci al pallone

 

Il concerto

nella foto centrale si possono notare da sinistra :

Il sindaco di Fossano Balocco , Don Marco , Rosy Fantuzzi , Marco , Ilaria Sarzotto

Finisce cosi per me questa prima parte del pomeriggio e decido di tornare a casa nella non distante Poirino, per riposarmi un pò ed aspettare a casa gli amici Gio e Rino che mi riporteranno al concerto. Cosi avviene e con ibiglietti già acquistati nel pomeriggio, evitiamo la fila delle 20,30 ai cancelli. Del concerto forse inutile parlarne almeno per una volta è tutto scontato, nel senso che c'è la garanzia di ascoltare sempre belle canzoni e questa sera " Trovare Dio " è la cigliegina sulla torta., preferisco questa volta soffermarmi sulla gente dei concerti dei Nomadi, l'euforia è sempre alta e ben stampata sui volti, accompagnata da una buona dose di educazione la quale accompagna grandi e piccoli. Difficile dare una spiegazione a questa voglia di "Nomadi ", la mia prima di salire sul palco da Loro, si ferma in mezzo a tutti gli amici che in questi anni ho conosciuto ai concerti. Grazie a loro ( a Fossano era pieno ) ho imparato tante cose dove la più importante rimane sempre quella di accettare e rispettare le idee altrui.Come dicevo tanti amici, ma questa sera ne manca uno, Domenico. Quattro anni fà per Lui è stato l'ìultimo concerto proprio qui a Fossano, sembra ieri che scambiataci la stretta di mano, come di consuetudine avviene tra gli amici dopo i concerti, ci si diceva " alla prossima ! " Ciao Domenico ovunque tu sei, come dico io " Nomadi per l'eternità ".                                       aldo

Le frasi sono come i numeri per una cassaforte, se si trova la combinazione giusta si apre il forziere, la sola differenza, bisogna trovare lettere giuste per comporre frasi con un senso e nello stesso tempo scrivere quello che la gente vorrebbe leggere.Certo le belle parole non danno ricchezza, ma forse riescono a fermare e far ricordare momenti belli, che non si vorrebbe mai interrompere. L'atmosfera del concerto dei Nomadi di Fossano è uno di questi tanti momenti "vagabondi ", ma il bello non è che lo dico io è " la Gente dei Nomadi " quella dei concerti, che non smette mai di essere "nomade" nemmeno quando ritorna a casa. Avete mai provato a guardare verso il pubblico da sotto il palco durante un concerto ? uno spettacolo ! è un'emozione anche per me che sono uno spettatore come tutti. Questo sicuramente è anche un motivo perchè i Nomadi sono ancora li dopo tutti questi anni, a godersi Loro , lo spattacolo che offriamo noi ai concerti, ad osservare gli occhi della gente, che sgranati, sembrano tutti fari luminosi, che da soli basterebbero ad illuminare il palco. Questo è quello che succede con i Nomadi, in barba a chi dice che noi siamo troppo fans.                                    aldo

Una foto per riassumere tutto.