Galliate  6  giugno

CONCERTO DEL 42° COMPLEANNO

Di Danilo Sacco, ovviamente: Auguri!!! Il giovanotto deve aver festeggiato come si deve, poiché era molto euforico e un po' giù di voce. Sarà anche il clima di questi giorni che insiste con gli acquazzoni e con i temporali che provoca i mal di gola... E anche stasera il cielo è molto nuvoloso; tale da poter scoraggiare i fans più assidui. Ma Galliate è in Piemonte e la promessa che mi sono fatto fin dall'inizio è che sarei stato almeno sempre presente ai concerti entro i confini della mia regione. E così mi sono avventurato per l'autostrada attualmente più brutta d'Italia per giungere nei pressi di Novara e raggiungere questa storica cittadina. Storica poiché è stata un caposaldo dell'epoca dei Visconti e degli Sforza testimoniato dalla presenza di un maestoso castello a forma quadrata dalle alte mura merlate. Sulla piazza prospicente è stato allestito il palco; di fronte, la Cattedrale con la curiosa torre campanaria lasciata incompiuta nello sviluppo verticale.

Biglietto a 16 euro (ma in prevendita era stranamente venduto a 12 euro). Buon afflusso di pubblico (almeno 2000 persone) e ombrelli a portata di mano. Alle 21.30 il concerto è iniziato a ombrelli chiusi: niente acqua ma assalto di fameliche zanzare. Con una spruzzata di Autan abbiamo potuto seguire meglio i brani iniziali “In piedi”, “Stop the world”, ”Non è un sogno”, “L'aviatore”. Danilo non spinge molto sulle note alte e i compagni lo “coprono” insistendo su accordi più bassi. Ma è bravo a nascondere l'handicap grazie anche ad una scaletta “soft” priva di brani impegnativi. Al posto, ad esempio, di “Asia” e “La collina” proposte a Milano, sono state inserite “Mediterraneo”, “Lontano”, “Primavera di Praga” e “Il pilota di Hiroshima”. Massimo consueto valido braccio destro di Danilo nel proporre “Marinaio di vent'anni”, “Stella cieca”, “Jenny”, “Amore che prendi, amore che dai”. Pure Cico ha dato il suo contributo con “Crescerai”. E anche stasera è stata proposta la canzone “d'amore” (che d'amore non è) “Un pugno di sabbia”. Storica e significativa per i Nomadi, certamente; ma anche inevitabilmente inflazionata. Occorre pensare di sostituirla con un'altra. Io ci metterei “L'arte degli amanti” o “Stella d'oriente”.

Intanto la pioggia, fin dalla seconda parte del concerto, è ritornata a cadere fastidiosa per smettere poco prima del finale. E così abbiamo potuto applaudire gli ultimi consueti brani e abbracciarci all'”Io vagabondo”. Scampato comunque l'acquazzone e il bagno completo, aspettiamo ora il prossimo concerto di sabato 8 giugno. Il primo in Provincia Granda: a Grinzane Cavour. Speriamo sotto le stelle.                               Giorgio