Genova 24 aprile 2008

   

il ricordo

Sono le 18°° di un giovedì sera , con Gianna, Maria e Franco. Ci si ritrova nella piazza centrale di Poirino : destinazione Genova per il concerto dei Nomadi. Nulla di strano in tutto questo , se non fosse che è la vigilia del primo “ponte“ che unisce tre giorni di festa che, stando alle statistiche televisive porterà sulle strade italiane milioni di automobili. A dire il vero non avevo pensato alla possibilità di trovare code sull'autostrada verso il mare e con questo dubbio, partiamo comunque infilandoci sulla Torino-Piacenza in direzione poi, per Genova-Voltri. Molte le auto in movimento, ma non penso che siano tutte quelle dichiarate in TV, quelli aumentano le cifre solo per far credere che l'Italia sia la penisola felice di “Paperon de Paperoni “, dove la maggioranza degli italiani ha la possibilità di trascorre in questi giorni di festa, diversi giorni di villeggiatura. Ma come! Prima ci dicono che una buona parte di noi non arriva alla terza settimana del mese con lo stipendio e poi nei “ponti” improvvisamente tutti ricchi e via verso le meraviglie della nostra Italia a farci “spennare”. Io non credo di appartenere a nessuno dei due casi citati ma, ad un concerto dei Nomadi, quando posso con o senza code, non rinuncio. Nessuna coda! Solo rallentamenti, ci è andata bene, lasciamo sull'asfalto solo una trentina di minuti di ritardo, cosa che ci sta e, in tempi ragionevoli ,raggiungiamo il nostro plastico Genova. Cosa ci posso fare, tutte le volte che vengo nella città della “Lanterna” mi da questa impressione.

 

 

 

 

Si proprio quei plastici in miniatura dove veloci trenini, scorrono su svariati ponti, infilandosi tra case, palazzi per poi scomparire in numerose gallerie di cemento, l'unica cosa che Genova non è un plastico è proprio tutto vero, a prova di chi è appassionato di questi hobbies. Sono gia stato stato qui per un concerto dei Nomadi nel 2004 con Giorgio, nell'allora Mazda Palace ora Vaillant Palace, ma è solo questione di sponsor, per l'industria Genovese è l'Ansaldo.Energia La storia lavorativa per molti è passata in questo enorme edificio da tempo ristrutturato e convertito per manifestazioni di diverso genere. A testimoniare questa storia, rimane solo l'enorme “carro ponte” che serviva per sollevare le gigantesche e pesanti turbine, prodotte in questo ex stabilimento. Per i più attenti, all'ingresso avranno sicuramente notato e prestato qualche attimo di attenzione alla ricca documentazione fotografica, messa a disposizione, per ricordare quegli anni.

 

L’occasione questa volta ci viene data dall'ANPI ( Associazione Nazionale Partigiani d'Italia ) sezione dell' " Ansaldo Energia " di Genova con il patrocinio del comune , della Provincia di Genova e la regione Liguria Siamo alla vigilia del 25 aprile e questa sera si è qui per ricordare quello del 1945, l'anno in cui la rivolta Italiana e partigiana , sconfisse il nazifascismo e forse non a caso per questo evento, si è ricorso alla presenza dei Nomadi, che nei testi delle loro canzoni, si ritrova perfettamente il senso della ricorrenza.Il buio ci accoglie nel “Vaillant”, a stento ci si riesce ad orientare. Su un palco subito vicino alle porte d'ingresso del lungo parterre, si alternano su un enorme palco, gruppi musicali, subito non capisco, e la domanda mi sorge spontanea : dove suoneranno i Nomadi ? Ma certo, un lampo più potente di un faro, atto ad illuminare la performance del gruppo che sta suonando, mi fa intravedere l'inconfondibile palco con lo scenario dei Nomadi, posto esattamente di fronte a quello descritto precedentemente. . Immagini sbiadite in bianco e nero, di quegli anni, precedentemente citate, vengono proiettate su un enorme schermo, mentre un corpo di ballo, cedendo il passo al concerto dei Nomadi, si esibiva con una coreografia e scenografia dell'epoca, dove la musica in parte costituita dal suono delle sirene ad avvisare l'imminente pericolo, sembravano in tutta la loro realtà uscire dagli altoparlanti delle vecchie radio, collocate sul palco. Nemmeno il tempo di applaudire, che subito sull'altro palco i Nomadi a fianco del “Tricolore” , iniziavano intonando “Bella ciao”, la canzone popolare cantata durante la resistenza di quegli anni.

Calato il sipario, per modo di dire, sul momento del ricordo, inizia l'attesissimo concerto per le persone che si sono volute regalare questa serata di musica. Sì.... è proprio il caso di dire, “regalare” il concerto è gratuito. I Nomadi non deludono mai, sono sempre all'altezza di ogni situazione, escono adesso dal periodo che li ha visti alla partecipazione di cene o manifestazioni con i fans club, anche se non smettono mai di suonare nel periodo invernale. Si prospetta per loro un 2008 carico di serate, continuando una tradizione decennale sempre pronta a regalarci nuove emozioni, come lo scorso anno con l'orchestra “Omnia Symphony”.A Beppe Carletti operato da non molto di menisco, vanno sicuramente da parte mia e dai suoi fans ( ne faccio da portavoce ) gli auguri di una pronta riabilitazione, anche perchè la "squadra" ha bisogno di lui.Ho parlato un po' di tutto, sicuramente dimenticando qualche particolare, me ne scuso, ma non dimentico gli amici e i fans e non, che ormai ai concerti trovo a decine. Questo mi gratifica molto e grazie anche a loro riesco a trovare spunti per far sempre bene e dire cose che poi vorrebbero rileggere. Anche a Genova ne ho trovati molti, nel citarli tutti si corre il rischio di dimenticarne qualcuno, forse le foto che seguiranno come sempre, saranno meglio delle parole. Giusto però fare osservare un particolare, prima del concerto notavo che le persone con problemi motori, venivano collocate, dov'è possibile, non sotto al palco come vuole la tradizione e soprattutto il buon senso ma in un vero e proprio recinto distanti dal palco. La cosa mi è parsa molto sgradevole e di cattivo gusto.... almeno non ci fosse stato il recinto con vere e proprie sbarre di ferro. Quello che però non ho fatto io, nonostante il mio disappunto, è riuscita a fare un'altra persona di mia conoscenza che con rabbia e grinta moderata, manifestava il disappunto con gli organizzatori, facendo notare tale inconveniente. Prontamente e senza discutere con le relative scuse, il problema veniva risolto e le persone in questione, ritrovavano così quello spirito nomade che le circonda. Questo è il mio mondo fatto di musica e di persone giuste. Molti amici continuano a dirmi se non sono stufo di andare ai concerti dei Nomadi. Io non mi levo nulla del resto, io ho altri amici, altre passioni, ma ho una cosa in più rispetto a loro, la ricchezza dello “spirito nomade” e non è una cosa da poco. Finisce così questa avventura a Genova, tra abbracci e saluti con la promessa di rivederci in altre città, per altre storie da raccontare. Non mi rimane che risalire in auto con Gianna, Maria e Franco e in qualche modo ritrovare la via d'uscita di questa città che per qualche ora lascia libere le sue vie.    aldo

Alcuni striscioni

 

Alla fine viene consegnato nelle mani di Danilo Sacco da parte di un rappresentante dell'Anpi, una piccola turbina, simbolo di energia , proprio come quella che da anni viene generata dai Nomadi

Rilassatevi pure adesso è finito !