GENOVA 8 APRILE 2010

CONCERTO DEI 40 CENTESIMI

Bentrovati, cari amici di sito! I quaranta centesimi; aggiunti a 26 euro corrispondono al prezzo che abbiamo pagato per assistere a questo bel concerto nella città della Lanterna. Il prezzo della prevendita due ore prima del concerto!!! Un prezzo tutto sommato abbordabile da non paragonare al costo di certi big della musica dove non sempre il rapporto qualità-prezzo viene rispettato come vorrebbe la regola. La regola dei Nomadi, invece, è sempre valida. Ottima musica ad un prezzo contenuto. E poi, vuoi mettere l'ambiente tranquillo, famigliare, il benaccetto contatto cui gli artisti non si sottraggono e in cui si possono scambiare idee e opinioni (cosa che non sarebbe possibile, ad esempio, col superprotetto e inavvicinabile Blasco).

Siamo partiti, io e Aldo, dalla nostra Poirino in un tiepido pomeriggio di primavera. Un'ora e mezza e 150 chilometri dopo eravamo già al parcheggio del Vaillant Palace (ex Mazdapalace ed ex cantiere navale di Sampierdarena) proprio di fronte al magnifico centro commerciale chiamato “Fiumara”, nome derivato dal vicino torrente Polcevera che sfocia nel mare a poche centinaia di metri. Si può raggiungere facilmente uscendo dall'autostrada ad “Aeroporto” oppure a “Genova Ovest”: l'unica difficoltà è stata quella di percorrere il chilometro di Aurelia fino alla Fiumara congestionato da un traffico incredibilmente intenso e insopportabilmente lento.

Arriviamo che le prove stanno per cominciare; vi si può accedere se mostriamo il tesserino del fans-club e, poco dopo, siamo all'interno della mastodontica struttura per assistere, insieme a poche altre decine di fans, al check-sound del gruppo. Sono già tutti sul palco, al loro posto, agli ordini di Atos che sta mettendo a punto il computer che gestisce le acustiche strumentali e vocali. Dalla transenna possiamo scambiare direttamente i saluti e i complimenti a Danilo e C. che vediamo sempre sereni e sorridenti. Partono le note di “La mia terra” e “L'isola ideale”, brani scelti per il check generale. Un'emozione già profonda in questo breve sprazzo di concerto dove risaltano le risapute potenzialità e capacità musicali del gruppo. L'ampia struttura permette una buona acustica e la grande capienza promette un numeroso pubblico. Il possente carroponte che ci sovrasta sostiene i gruppi luci e le casse, evitando la presenza delle ingombranti torri metalliche che “chiudono” un po' la scenografia. Invece, stasera, non ci sono e il palco, completamente aperto alla vista, permette di vedere bene ovunque e da ovunque.

Finite le prove, possiamo scambiare ancora qualche saluto con mastro Beppe, Cico, Sergio, Daniele, Massimo e il più tempestato di richieste di foto e autografi Danilo, barbuto e capelluto. Ce ne usciamo tutti insieme dal Palace per andare a cena uscendo dall'ingresso dove sono già in attesa qualche decina di fans. Incontriamo anche Chiara, la signora Sacco, cui chiediamo, amichevolmente, se tutte quelle fans che circondano Danilo con gli occhi languidi, non le siano di fastidio. La sacrosanta risposta, che qui traduco in parole più eleganti:”Sarei più preoccupata se lo ignorassero”, ce la siamo proprio cercata.

Incontriamo molti amici fans di lunga data, quasi tutti della Liguria. Pochi i piemontesi, ancor di meno quelli della Provincia Granda (che si trova a non più di un'ora di macchina). Ma oggi è giovedì e il concerto di Villafranca Piemonte è stato solo un mese fa. Tra poco ci sarà Casalromano e poi, il 1° giugno l'appuntamento, da non perdere, con il concerto di Pianfei. Il giorno dopo sarà festa: si potrà andarci senza il problema del risveglio il mattino dopo. Ci ritroviamo tutti nel ristorante-pizzeria fast-food del centro commerciale. Un bel luogo per fare acquisti e per trascorrere le ore prima del concerto. Da questo punto di vista logistico-organizzativo, il concerto di Genova è tra i più comodi: nessun problema per parcheggiare, mangiare, comprare, riposare, passeggiare e, “last, but no least”, assistere al concerto.

Poco prima delle 21 accediamo al parterre del Vaillant Palace, un tempo adibito anche ad incontri di volley e basket che ora si svolgono nel centro sportivo di Marassi. Solo musica e teatro, in questo posto, e, stasera, così come avviene qui, quasi ogni anno, ci sono i Nomadi, Non c'è molto pubblico, peccato: al culmine del concerto non saremo più di 1500 presenti, ma siamo in periodo di crisi e la crisi si ripercuote, per prima cosa, sulle cose che si possono sacrificare. Io non fumo, non vesto firmato, non ho sky, guido una macchina di 10 anni e penso di potermi permettere un concerto dei Nomadi, ogni tanto. Alle 21 sale sul palco il giovane cantautore che, nel tour 2010, apre i concerti dei Nomadi: Martino Corti, che avevamo già sentito a Novellara e con cui abbiamo scambiato qualche parola poco prima nel back-stage, è anche una bella persona; gentile, affabile. Ha la stampella per via di un lieve infortunio calcistico; ma canterà lo stesso. Accompagnato da una base su cui si sovrappongono i suoi due validi chitarristi, presenta tre brani di sua composizione. Il primo, dal titolo “Il capitano” è molto orecchiabile e trascinante. Il pubblico applaude e sospinge questa giovane promessa, scoperta da Mara Maionchi, per una carriera di cantante che gli auguriamo piena di soddisfazioni. Aprire i concerti dei Nomadi è già una di queste.

Aldo è posizionato al centro della transenna, proprio sotto la postazione di Danilo: da lì può scattare tutte le foto che vuole. Io, come mia abitudine preferisco cambiare sovente postazione per osservare il concerto da prospettive diverse e per cogliere spunti da riportare nell'articolo. Accolti da un caloroso applauso di benvenuto i Nomadi “attaccano” con “Salutami le stelle”, brano che, normalmente, viene proposto verso la fine ed è l'inizio per un concerto di buona fattura, lineare, corretto. La scelta dei brani ha voluto mantenersi su una linea equilibrata, collaudata, senza addentrarsi nelle evoluzioni complesse di “Asia”, “La collina”, “Senza Patria”. Queste cose sono da raduni come Novellara o Castagnole. Qui, invece, si rimane sul classico proponendo le nuove, bellissime, “Lo specchio ti riflette”, “La dimensione”, “Qui”, “In questo silenzio”, “La mia terra”, “Senza nome”, alternate a cose recenti come “Sangue al cuore”, “Io voglio vivere” (mai assente ovunque), “La libertà di volare”, Mediterraneo” e “Marinaio di vent'anni” (mai assenti in un luogo di mare) e a canzoni storiche come “L'isola ideale”, proposta da un eccezionale Sergio Reggioli, “Il paese delle favole”, “L'uomo di Monaco”, “Contro” e una strepitosa “C'è un re”. “I ragazzi dell'ulivo” precede i brani finali conclusi col “Te Deum” che annuncia il ritiro degli striscioni e la messa in moto del motore della Punto che ci riporterà a casa.

Siamo soddisfatti di questo concerto che ha visto i Nomadi protagonisti senza sbavature con Danilo tornato solido e costante nell'interpretazioni dei brani a lui affidati. Si fa alternare dal bravo Massimo e da Sergio, ma il ricordo del problema di salute, innegabilmente superato, sembra ormai scomparso. Attendiamo i Nomadi ai prossimi concerti, soprattutto a quello di Casalromano dove sarà distribuito, come di consueto, il calendario estivo dei concerti. Speriamo ne aggiungano qualcun altro oltre a quelli già previsti poiché, se è vero che quello di Pianfei del 1° giugno è l'ottavo a partire da adesso, mi sembrano un po' pochini... Un saluto agli amici fans incontrati a Genova. A presto!!!!!

giorgio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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