Scopriamo Giaveno aspettando l'ora del concerto, venite con me.

Giaveno si trova in provincia di Torino nella Val Sangone ad un'altitudine di mt.506 s.l.m.

Dista da Torino KM 32  Avigliana km 8  Susa km 39  Pinerolo  24

Merita sicuramente una visitina il suo centro storico.

Ma adesso andiamo a ....rivedere il concerto , seguendo le indicazioni.

Nel nuovissimo "Palazzetto dello sport" inaugurato nel dicembre 2007

L'esterno

L'interno durante il normale svolgimento delle attività

 

Probabilmente non molti avranno visitato Giaveno nell'attesa del concerto, male, ma forse le voci di corridoio che dicono di un probabile ritorno dei Nomadi per il prossimo anno, sarà l'occasione ( se non prima ) di poterlo scoprire nei suoi angoli più caratteristici.

L'evento Nomadi !

CONCERTO DELLE DONNE

I Nomadi tornano nel nostro Piemonte per la prima data del 2008. E tornano proprio il giorno della festa della donna, loro che son tutti maschietti...Sarà il nuovissimo e ardito “PalaGiaveno” di Giaveno, tranquilla cittadina adagiata all'imbocco della Val Sangone in provincia di Torino, ad ospitare il gruppo emiliano per una “seconda, grande inaugurazione”. La prima dev'essere stata qualche settimana fa in occasione dell'apertura ufficiale come tempio del volley cittadino. Con i Nomadi si punta al pienone “per vedere l'effetto che fa”. Così è stato con almeno 2300 paganti che rappresentano il limite della capienza del palasport (chi è arrivato tardi non è stato ammesso all'ingresso per motivi di sicurezza). Organizzato proprio dalla Società che gestisce il PalaGiaveno in collaborazione con il Comune e gli Enti Locali, il concerto si è avvalso del prezioso aiuto dei volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa, del Gruppo Carabinieri, dei Marinai (siamo vicino ai laghi di Avigliana) nonché al locale NFC “Cammina Cammina” capitanato dagli amici Cristina e Ivan, che oggi realizzano il sogno di avere i Nomadi “in casa”. Per tutti costoro il Sindaco di Giaveno, Dott.ssa Daniela Ruffino, ha espresso parole di elogio e ringraziamento così come ha ringraziato i Nomadi annunciando il loro arrivo sul palco come la migliore delle presentatrici.

Poco dopo le 21, in un ambiente forse troppo riscaldato (fino a quando non sono state spalancate porte e finestre), il gruppo si è posizionato sul palco accolto da una grande ovazione. Questo lascia intendere che il pubblico, questa sera, ha incessantemente sostenuto e applaudito l'esibizione spingendo il gruppo a dare il meglio di sé per un concerto che, alla fine, si è rivelato di grande fattura. E' il periodo di unire l'esperienza teatrale con l'esperienza sinfonica e così i Nomadi alternano nella loro performance brani tratti da questi eventi.

Ecco quindi l'inizio martellante di “Come potete giudicar” seguita da “Ci vuole un senso” e da “Amore che prendi, amore che dai”. Una bella sorpresa la rediviva “Stella d'oriente” e una “Marta” seguita da una coda dedicata a Carlos Santana “Oye como va”. L'allegra “Riverisco” fa ballare il pubblico al suono del flauto di Sergio, seguita da una precipitosa “I ragazzi dell'ulivo”. Ecco “Io voglio vivere” dove i giovani si scatenano nell'ormai deprecabile lancio di quintali di coriandoli (carnevale è appena finito ed occorre finire le scorte...). Due gioielli rappresentati da “Il vecchio e il bambino” e “Il paese” riconducono alla poesia e alla calma il pubblico accaldato. Ancora qualche brano classicheggiante (da non dimenticare la bellissima “La mia terra”) e si arriva ai brani finali dove, a sorpresa, viene sostituito il Te Deum con “Salutami le stelle”, quale ultimo saluto ad Augusto Daolio. Quasi tre ore di concerto che ha accontentato i palati più esigenti (compreso il mio); seguiranno ancora altri concerti in luoghi chiusi. Aspettiamo l'estate per vedere i Nomadi al più consono luogo aperto. Il primo sarà tra una settimana, in piazza ad Aosta. Preparate i piumini e il vin brulè.

Un saluto a tutti gli amici fans e ai colleghi di lavoro presenti al concerto.

Giorgio

Se volete , qualche altro dettaglio che a molti sfugge in questi eventi

Le prove acustiche ( dei suoni ) nel tardo pomeriggio

Al centro il fonico che regola i volumi delle casse acustiche quelle rivolte verso il pubblico

e dopo , il momento di qualche autografo.

Qui non servono presentazioni

Gli immancabili messaggi dei fans nel finale sulla canzone Io Vagabondo

Alla fine, ecco il palazzetto

prima                                             e                                    dopo          

Per terra rimangono solo i coriandoli, i simboli della festa " nomade "

Non ci rimane che tornare a casa.....cammina cammina !