Gran Bal Dub

PIOZZO 10 OTTOBRE 2018

Strepitosa serata di musica dub-occitana alla birreria Baladin di Piozzo, prestigioso tempio della buona birra e della buona musica. “Dub” è il nome di una variante sonora del reggae condito da funky, jazz, ska, rap e qualcosa di rock e progressiva. A chi ha inventato questo tipo di ritmica occorrerebbe dare il premio Nobel per la sua capacità di riuscire a infondere emozioni che noi sessantenni cresciuti a pane e rock ritroviamo ascoltando artisti come questi. Il gruppo Gran Bal Dub sa esprimere appieno le qualità e potenze sonore di questo tipo di musica e, per farlo, occorrono dei mostri che sappiano interpretarla come si deve attraverso l'uso dei loro strumenti. Un gruppo fantastico, composto da Sergio Berardo dei Lou Dalfin, Chiara Cesano dei Lou Tapage, Roberto Avena, leader di numerosi gruppi che propongono occitano e soprattutto Madaski, ovvero Francesco Caudullo, ex Africa Unite, mago dei sintetizzatori e delle basi realizzate al momento. In un paio di brani viene anche coinvolta la flautista Enrica Bruna. La ritmica è quella che vi ho detto, mentre la melodia, intrisa di varianti jazz, reggae ed elaborazioni lasciate alla fantasia dei musicisti, è quella occitana. Tutti i brani sono occitani, ovvero quelli che potete ascoltare ai concerti dei Dalfin e di tutti gli altri gruppi dedicati e che si trovano nei vari cd; ma, con la variante dub, acquistano tutto un altro significato e valore. Non è più musica da ballare, ma diventa musica da ascoltare. E così è: d'altronde è davvero impossibile danzare nei ristretti spazi di Baladin e così la gente ascolta. Ascolta e si bea di queste evoluzioni di Sergio alla ghironda, chitarra classica, scacciapensieri, di Chiara al violino, di Roberto alla fisarmonica e di Madaski dietro e sopra a tutti a dirigere e impostare le martellanti ritmiche che scaturiscono dalle sue diavolerie elettroniche e dalle sue mani.

Si inizia alle 22.15 in un locale pieno zeppo di affezionati e subito si sente il martellare delle casse. La scaletta è composta dai migliori brani del repertorio occitano dei Lou Dalfin. Tra le altre, Cavalier Faidit, Joan Cavalier e i Cammisards, Branle des chevaux, una rara Vidorle Virasoleil e una struggente Bachasset. Viene proposta anche La dancarem pus, che fa parte del repertorio dei Tapage. Berardo ha un bell'invitare la gente a ballare, ma lo spazio non c'è proprio. Questa, come ho detto, è musica da ascoltare. Grande trascinatore Berardo; negli intermezzi si esprime in modo assai colorito e non disdegna di lanciare frecciate a destra e a manca, come, ad esempio, a coloro che abusano del “ci sta”, pronunciato al posto di “va bene”, “d'accordo”, “hai ragione” o ad un semplice “si”. Si va avanti ben oltre la mezzanotte con un pubblico ampiamente soddisfatto che applaude l'impeccabile esecuzione. All'ormai consueto coro “se non fate l'ultima non ce ne andiamo”, il gruppo ci propone un brano sconosciuto che sarà inserito nel loro prossimo cd. E' bellissimo e si intitola “The job”. Io e Aldo abbiamo tracoerso una di quelle serate che entrano nei nostri ricordi migliori. La buona birra alla zucca che abbiamo bevuto al termine chiacchierando con gli artisti, ci ha caricato al ponto giusto per affrontare la cinquantina di chilometri di autostrada sotto una delicata, poetica e quasi magica pioggia d'autunno.

Giorgio