Grugliasco  24 luglio

CONCERTO ... ASPETTANDO DANILO

Ritorno dei Nomadi, senza il convalescente Danilo, nella zona di Torino. A inizio mese c'era stato il concerto di Volpiano, che non aveva richiamato molto pubblico. E, in questa calda e stellata serata di fine luglio, eccoli ripresentarsi presso l'area attrezzata per manifestazioni denominata “Gru Village”, inaugurata quest'anno, situata di fronte al più grande e frequentato centro commerciale di tutta la provincia. Gli stessi operatori commerciali delle Gru, sono gli ideatori e organizzatori degli spettacoli. Ero curioso di conoscere la risposta del pubblico e, devo dire, che, in questa occasione, si è rivisto il popolo nomade accorrere numeroso e compatto. Almeno 1500 paganti di tutte le età (biglietto a 15 euro che, con lo sconto-bollini del quotidiano la Stampa, si dimezzavano), con presenza di numerosi bimbetti e altrettanti anzianotti (più di me!). Potevano essere molti di più, gli spettatori, poiché la presenza del contiguo centro commerciale e la città di Torino a poche centinaia di metri facevano pensare a numeri più significativi. Ma sappiamo anche che, in questa stagione, di iniziative di intrattenimento ce ne sono a bizzeffe in città e nei dintorni e la gente, chiaramente, ha la possibilità di scegliere. E beati sono stati quelli che hanno scelto i Nomadi poiché il concerto è stato di grande fascino e incisività.

Il luogo del concerto è assai piacevole: palco rivolto verso uno spiazzo di autobloccanti circondato da aiuole rialzate disposte ad arco, come gli antichi teatri greci, su cui sono predisposti gazebo e poltroncine in vimini. Anche da seduti, e da qualsiasi punto, si può vedere bene ciò che succede sul palco; l'impianto di amplificazione, adeguato per queste serate estive che comprendono esibizioni teatrali, monologhi, comici, d.j. e artisti vari, fa il resto. Come detto, la serata, calda ma ventilata dalla brezza che giunge dalla Val di Susa incornicia magicamente pubblico e artisti per queste tre ore di “immersione” nomade. Alle 21 i fans più calorosi sono già stretti lungo la transenna (stasera così rasente a palco che i fotografi dispongono di pochissimo spazio per lavorare) ma si dovranno attendere le 22 per l'inizio del concerto poiché quella è l'ora che corrisponde (les affaires sont les affaires) alla chiusura degli esercizi commerciali del shop-ville.

A buio fatto (tranne un sottilissimo spicchio di luna crescente che tramonta sul Rocciamelone) i Nomadi raggiungono di soppiatto le loro postazioni e partono con “Una storia da raccontare” dove Sergio sostituisce in voce Danilo. Applausi subito e Cico, accortosi della moltitudine, esprime tutta la sua gioia (e sorpresa) dicendo:”Voi non sapete quanto siamo felici per avervi qui numerosi. Grazie di cuore!”. Ha ragione; dopo qualche serata “magra” questa dev'essere una gran bella boccata di ossigeno per loro. Infatti, brano dopo brano, con un pubblico così coinvolgente, anche i Nomadi si lasciano catturare dall'entusiasmo confermando l'equazione che più pubblico c'è, più loro dànno il meglio (questo l'ho verificato di persona) e il concerto tutto diventa magico (non si offenda Danilo), “come ai bei tempi”.

Anche i coristi di supporto, (ripeto i loro nomi completi poiché, finalmente, li ho imparati: Luciano Genovesi, Cristina Montanari, Daniela Galli, Giordano Gambogi, quest'ultimo anche interprete di Quasimodo nella stagione 2004/2005 del musical “Notre-Dame de Paris” di Cocciante), si compiacciono dell'accoglienza e della partecipazione da parte del pubblico sfoderando un'interpretazione all'altezza dei loro paladini. E' anche vero che, ormai, il rodaggio è ampiamente superato e non ci sono più, casomai ci fossero state, le paure del debutto e del giudizio della gente. Certo, sostituire uno come Sacco, sia in voce che in presenza scenica, non è facile, ma il gruppo ci mette l'anima e il risultato è sotto gli occhi (e nelle orecchie) di tutti. Quel vuoto che si ostinano a mantenere al centro del palco, viene riempito dall'impegno di tutti e ognuno, a turno, potrebbe anche meritarsi di occuparlo.

Massimo e Sergio si dividono i compiti nel rimpiazzare Danilo; Cico canta la strofa alta di “Lo specchio ti riflette” ma non riesce ad arrivare dove arriva il cantante titolare. Intensa e prorompente “In questo silenzio” che, beffardamente, ha qualcosa di attinente a chi non c'è. I finali di “Sangue al cuore” e “Io voglio vivere”, cantate da Sergio, sono ripresi tre volte su invito dei fans. Viene ripresa una volta anche “I miei anni”, di Massimo, per rilanciare quel grido “Lottare, lottare.... Lottaaaaaa...re” come un ordine imperativo rivolto ancora a Danilo. Il pubblico applaude e si gode l'esibizione del gruppo e le battute di intermezzo di Cico che se la prende simpaticamente con tutti tranne che con se stesso. I ragazzi dello staff tecnico talvolta accorrono per ripristinare i capricci del sistema di amplificazione e sono così bravi che nessuno si accorge degli inconvenienti (non me ne sono accorto neanch'io; questo me l'ha detto Aldo che era sotto il palco a far foto).

 

Dopo l'applauditissimo Sergio nel suo assolo di “Suoni” accompagnato da Beppe, viene presentata “Qui”, dedicata al collega assente. Questo pensiero e la struggenza del brano proposto in voce dai bravi coristi, permette al popolo nomade di ritornare con i piedi per terra, davanti alla cruda realtà, davanti alla consapevolezza che Danilo ora non c'è e non si sa quando ritornerà ad essere lui l'interprete di questo brano. Speriamo presto: qualcuno dice Castagnole. Intanto mi verrà confermato da Beppe che i coristi, con o senza Danilo, completeranno la tournée fino a tutto il 2009. Al brano successivo viene subito tacitato il mio rassegnato pensiero sul fatto che la scaletta non cambierà di una virgola rispetto a Volpiano. Partono infatti le note della bella sorpresa di “Senza patria” interpretata da Sergio ( e ripresa, anche questa, tre volte), seguita da “Né gioia né dolore” cantata da Massimo. Conclusione con la classica “Un pugno di sabbia” dove stagionate coppiette di stringono in dolci abbracci ignorando che questa è una canzone che parla di tradimenti da spiaggia, seguita da “Ricordati di Chico”, “GoodBye” e la consueta sequenza finale terminata, necessariamente, quasi all'una di notte. Domani i Nomadi saranno ancora in Piemonte, in provincia di Biella e speriamo che l'affluenza sia pari o maggiore di stasera. Il gruppo è stato senz'altro rinfrancato dalla serata grugliaschese e lo è stato anche il pubblico presente che è stato testimone, ancora una volta, di quanta capacità reattiva è stato in grado di sviluppare. Aspettando Danilo, gli attuali Nomadi, facendo gli straordinari, possono farcela. Quando rientrerà il titolare, semmai, gli straordinari li lasceremo fare a lui.

Scaletta della serata

Una storia da raccontare, La dimensione, Lo specchio ti riflette, Sangue al cuore, Senza nome, In questo silenzio, Io voglio vivere, Dove si va, Mediterraneo, Un giorno insieme, I mei anni, La mia terra, Ci vuole un senso, Il paese, Amore che prendi, amore che dai, Crescerai, Il paese delle favole, Suoni, Qui, Senza patria, Ne gioia ne dolore, Un pugno di sabbia, Salutami le stelle, Ricordati di Chico, Stella cieca, Goodbye, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, TeDeum.

Un caro saluto alla “mia cara amica” nonché mia compagna di vita Paola, un'altra grande assenza, per me, nella splendida serata nomade di Grugliasco.

Giorgio