IPARCO LAMBRO MI 3 GIUGNO 2007

CONCERTO DEL MIRACOLO

Giovedì, venerdì e sabato sono stati giorni di intensa pioggia su Milano. “...grazie al tuono, pioggia e temporali...” cantava Augusto, ma anche “...al sole caldo che guarisce tutti i mali...”. E così la domenica, giorno del concerto pomeridiano, grazie forse alle preghiere del buon Don Mazzi, su Milano e sul verde e lindo Parco Lambro è ritornato a splendere il sole per la gioia di chi ha fatto tanta strada e di chi ha deciso di montare il palco senza copertura. E questo, secondo me, è un grande miracolo, viste le previsioni di ieri che davano ancora pioggia. Bel tempo, quindi, e temperatura gradevole in questo vasto angolo di natura a est della città: un polmone verde attraversato dal povero e bistrattato Lambro, fiume senza vita dalle acque torbide dall'ovvio colore bruno. In cielo, il continuo rumoroso volo dei jet in decollo dalla vicina Linate. Più o meno a centro parco, nei pressi di una piazzuola in cemento, è stato predisposto il palco attorniato dai camper degli addetti. Ci si poteva fare il giro intorno e disporci come meglio piaceva; concerto gratuito organizzato dalla Fondazione Exodus di Don Mazzi che chiama ogni anno i Nomadi e altri artisti a suonare in questo ridente luogo restituito alla gente dopo il periodo buio dello spaccio e della prostituzione.

Le automobili le abbiamo lasciate ai margini del parco: una passeggiata di un chilometro fa bene e, per i viottoli, già si può incontrare qualche amico fans. Ritrovo, ad esempio, molti di coloro che erano alla cena di Alessandria, l'altra sera. Qualcuno, come me, è arrivato presto: a mezzogiorno era già sul posto. Si può ingannare l'attesa stendendosi al sole e fare picnic. Pranzo sull'erba a base di insalata di riso, frittata, Erbaluce e “Baci di dama” di Casalborgone offerti dall'amica Paola. Con Aldo e Lidia e gli amici Maria Antonietta e Francesco ho poi stappato una bottiglia di Franciacorta per festeggiare il mio 100° concerto. Scusate la parentesi personale, ma non tralascio mai un'occasione per fare festa e, stare in mezzo agli amici, in questo mondo nomade, in questo luogo magnifico, è sempre una festa.

Prima dei Nomadi si è esibito il gruppo Lokomotiv che ci ha rallegrato e scaldato con vigorosi brani rockabilly; tra l'altro, questo gruppo, è uno degli organizzatori di questa tre giorni di musica culminati, oggi, col concerto dei Nomadi. Nomadi (e qui arriviamo al sodo) che si presentano sul palco all'ora prevista delle 17. Dopo i saluti del paterno e divertente Don Mazzi, il Beppe intona al piano “In piedi” che dà il via all'esibizione. Ovviamente il palco manca della struttura dell'inutile, oggi, impianto luci: è sufficiente il bel sole che offre una luce piena per la gioia dei fotografi. Ho calcolato una presenza di almeno 3000 persone: fans, famigliole, molti giovanissimi e anche parecchi anziani, usciti per una passeggiata e catturati dalla musica pura, genuina e orecchiabile dei Nomadi. La scaletta ripercorre quella di Casalromano ed è adeguata al luogo e al pubblico: “Stop the world”, “Una storia da raccontare”, “L'aviatore”, “Santina”, “Sangue al cuore”, “Con me o contro di me”. Nomadi sempre in gran forma: in spicco la possente voce di Danilo e il dinamismo di Daniele (che nel finale ha rotto pure una bacchetta).

Tra i brani più intensi (e questo ci voleva proprio, per me, oggi) “Asia” seguita a ruota da “La collina”: 15 minuti di emozione nomade per il pubblico che ha ringraziato con forti applausi. Altre emozioni con “Se non ho te”, l'assolo di Sergio, “Gli aironi neri”, “L'ultima salita” e “Io voglio vivere”, inserita nel finale. Sono quasi le venti che, dopo la presentazione degli innumerevoli striscioni, viene cantato l'Io vagabondo” insieme ad un soddisfatto Don Mazzi, il gruppo Lokomotiv e le figliolette di Daniele, Sergio e Cico allineate (e per niente impaurite) sul palco. Ringrazio di cuore l'amica Ròdica della dedica per il mio centenario. Un saluto a Marina, Fabio e Vigiu che, indomiti sono giunti in treno dalla Provincia Granda, gli amici della Liguria, Val Bormida e Brianza, Renata e Letizia e tutto il pubblico che ha avuto fiducia nelle preghiere di Don Mazzi lasciando tranquillamente gli ombrelli a casa. Ci vediamo ai prossimi ed imminenti concerti in Piemonte.                                    GIORGIO