27  giugno  2007

CONCERTO... IN PIU'

Era prevista, per oggi, una giornata di riposo sul calendario ufficiale concerti estate 2007. Poi qualcosa si è mosso o è stato meglio definito: e così alla data del 27 giugno, mercoledì, è stato assegnato questo concerto in più. E, per noi che siamo di queste parti, diventa una bella sorpresa considerando il fatto che i Nomadi ritornano, dopo sole tre settimane dal super-concerto di Grinzane, in provincia “granda”. Inoltre, la possibilità e soddisfazione di rivederli ancora domani sera a Settimo Torinese! Un altro tuffo nel magico mondo nomade, dunque, in questo piccolo ma delizioso centro delle Langhe elevato sulla valle del Tanaro che scende dalle Alpi Marittime laggiù. Alle sommità delle colline di fronte si trovano posti come La Morra, Barolo, Monforte, Dogliani: terre di pregiato vino e di tartufo. Più in là Murazzano e Bossolasco. Siamo a sessanta chilometri in linea d'aria dal mare e sarà per questo che stasera soffia questa cruda brezza che ha fatto scendere la temperatura a 15 gradi. Avanti dunque con i golfini e i pail.

Concerto organizzato dal Comune e dagli Enti Locali in collaborazione con il coordinamento Fans Club con ingresso al consueto prezzo di 18 euro; il luogo è la piazza principale della cittadina posta alla sommità del colle. Buon afflusso di pubblico nonostante il luogo remoto e il giorno feriale: diciamo 1500 presenti. Ambiente tranquillo, dal sapore bucolico (con tutta questa rigogliosa natura intorno): quasi una sagra di paese. Dev'essere stata una buona cena quella consumata dai Nomadi nel locale tipico che si affaccia sulla piazza poiché fino alle 21.45 sul palco non c'era anima viva. Poi, tra gli applausi del pubblico, che intanto si è compattato vicino alle transenne, il gruppo, repentinamente, ha dato inizio alla serata con la rediviva “C'è un re” seguita dalla sempreverde “Contro”. Scaletta di stampo “antico” con l'inserimento di brani tratti dall'ultimo album con alternanza delle voci soliste suddivisa tra Danilo, Massimo e Cico (Un giorno insieme, Cammina cammina). Nelle consuete pause i Nomadi non si risparmiano nell'esaltare la bellezza e l'accoglienza del luogo nonché la bontà dei frutti pregiati di queste terre (oggetto, tra l'altro, dei numerosi omaggi ricevuti).

   

Intanto il concerto prosegue schietto: “Gli aironi neri” seguono “Ricordati di Chico” che permette a qualcuno infreddolito di danzare per scaldarsi i muscoli (vero Rinuccia?). Poi altre colonne come “Io voglio vivere”, “Marinaio di vent'anni”, “Tempo che se ne va” e la canzone sanremese “Dove si va”. Nella seconda parte, dopo il consueto duetto Sergio-Beppe, “Rotolando va”, “Il fiore nero”, “Primavera di Praga”, “Il pilota di Hiroshima”. L'inevitabile e immancabile “Un pugno di sabbia” riceve sempre molti consensi poiché è una delle più conosciute. Smettano almeno i Nomadi a presentarla come inno all'amore bensì proporla come una delle più belle canzoni di gelosia e tradimenti. L'orologio del campanile della chiesa, illuminato dalla luna quasi piena, segna la mezzanotte. Iniziano i brani finali (perdonatemi il gioco di parole) con “Ma che film la vita” e gli altri a seguire. Solo quattro gli striscioni alzati, ma quelli giusti per questo luogo. I fans club del torinese e del milanese, assenti, saranno sicuramente presenti al concerto di domani sera a Settimo.

Pochi anche i chilometri per i Nomadi e il loro seguito che rimangono, chiaramente, in zona; questo permette a loro e a noi fans di soffermarsi qualche minuto in più nel back-stage per le foto e gli autografi. Ho così modo di salutarli e ringraziarli della magnifica serata e per la loro costante e amichevole disponibilità. Un saluto a tutti gli amici fans della provincia granda. Ora, per rivedere i Nomadi da queste parti occorre attendere un bel po'. A domani.                                         Giorgio

   

Questo è il conceto !

     

      

    

     

      

    

Forse più rapidi siamo stati da Lequio Tanaro, ma rimane sempre in noi la grande voglia di stare in mezzo a queste persone, spettatori e cantanti, dove negli ultimi il palco serve solo per farsi vedere da quelle persone più distanti, per poi scenderne alle fine del concerto per stare con noi e questo è il gesto più bello di questi artisti, ma artisti come i Nomadi ce ne sono pochi.