2015

saluzzo  31 ottobre 2015                           uvernada

Quest'anno la manifestazione delle tradizioni occitane “Uvernada” si è svolta a Saluzzo, presso il bellissimo, spettacolare, capiente, accogliente PalaCRS posto nell'area del Foro Boario, a est della cittadina. Ampi parcheggi e spazio per tutti. Io e Aldo abbiamo scelto sabato 31 per la grande kermesse di musica e balli occitani con ben cinque gruppi ad alternarsi sul grande palco. Ingresso a sette euro comprendente il bicchiere con cui farsi versare le buone birre e bevande distribuite all'interno di questo capolavoro architettonico fatto di possenti travature in legno. Numerosi banchetti a tema con strumenti musicali, abiti del folklore, prodotti del territorio e quant'altro. Almeno duemila persone presenti all'apertura della serata musicale iniziata alle 21.30 dai bravissimi Lou Tapage che hanno iniziato a far ballare il pubblico con le loro melodie grintose e incisive. Come ho già detto altre volte sono ragazzi bravissimi, indistintamente. Forse ancor più brava e volenterosa di tutti Chiara Cesano che stasera deve concedere il bis con i Lou Dalfin. I Tapage hanno suonato per un'ora abbondante. Poi hanno lasciato spazio ad un gruppo d'oltralpe, Plateau Arverne, che hanno suonato bei brani del loro repertorio più vicino al folk melodico.

A mezzanotte, finalmente, attesissimi, i Lou Dalfin che hanno coronato una serata da sogno con un concerto come al solito possente, incisivo, coinvolgente. Scaletta composta dai loro brani migliori e più ballabili. Sergio, in gran forma nonostante la fregatura del derby, se la prende con i papponi della politica, con quelli che non vengono qui perché “si balla male” e se la prende anche con coloro che ai concerti degli U2, invece di godersi le evoluzioni di Bono Vox, si mettono a filmarlo con l'Iphone per goderselo dopo. “Qui, invece, nessuno filma perché se la gode al momento!”. E ce la godiamo anche noi questa loro esibizione che fa bene allo spirito e al cuore. Ho sempre modo di notare la bravura dei singoli e, stasera ero dalle parti di Dino Tron e di Enrica Bruna. Dal mio punto di vista sono autentici fenomeni di fisarmonica, cornamuse e flauto. Degli altri ho già detto ma non ho paura di sprecarmi con caldi apprezzamenti verso Mario Poletti, Riccardo Serra, Carlo Revello, Enrico Gosmar e l'infaticabile Chiara Cesano ben guidati e amalgamati dal formidabile Sergio Berardo; di trascinatori come lui ne sono rimasti pochi. Fine del concerto ben oltre le due di notte. Ad esibirsi mancava ancora un gruppo. Gli chiediamo scusa ma avevamo la nostra buona e lunga strada da fare. Ci saremo la prossima volta; promesso. Grazie a tutti. Complimenti agli organizzatori. Siamo stati bene. Per chi non c'era, raccomando di esserci la prossima volta. Una buona botta di vita la trovate qui!

Giorgio

Rossana  CN   3  ottobre  2015

Rossana, in Bassa Val Varaita, è uno degli appuntamenti fissi per seguire i nostri cari Lou Dalfin. Come ogni anno, c'è la Sagra della Castagna e del Fungo e non saranno tutte queste tonnellate d'acqua che cadono giù da questo cupo cielo autunnale che fermeranno i Poirinomadi lungo la sessantina di chilometri che li dividono dal concerto. Serata dedicata alla notte occitana con tre gruppi che si succederanno sul palco posto al fondo della consueta tensostruttura, fortunatamente asciutta dentro ma impantanata fuori nell'acquitrino, quasi lago, del prato su cui è stata montata. Circa trecento persone indomite hanno sfidato il maltempo per venire ad ascoltare i gruppi Cap levat, Lou Dalfin e Lou Pitakass. Serata iniziata alle 21.30 con la grinta e la bellezza tecnica del primo gruppo. Tutti già a danzare i passi occitani dimentichi della pioggia. Alle 23 e passa tocca ai Delfini. Suonano per oltre due ore e Sergio Berardo appare triste per la sconfitta del Toro a Carpi. Si consola osservando con occhio mistico le evoluzioni di Chiara al violino e di Enrico alla chitarra. Sul palco, al flauto e seconda voce, l'ormai immancabile, efficace e piacevole presenza di Enrica Bruna. Consueta scaletta con l'aggiunta di un nuovo brano “Villeggianti” dedicato ai turisti “rompicoglioni” della Val Pellice. Sergio parla anche del rifiuto all'invito per un loro concerto all'Expo di Milano e ha mandato allegramente “aff.....” chi glielo aveva proposto affibbiandogli pure l'appellativo di “ladri”. “Preferisco la fiera dei “pisacan”, ha detto. Fa bene Berardo ad esprimere un pensiero condiviso praticamente da tutti. Ma torniamo alla musica, al concerto. Smette persino di piovere, dopo l'una di notte, e il gruppo sembra non sentire la fatica dopo essersi espresso al consueto elevato livello accontentando gli instancabili danzatori presenti e beando noi solo ascoltatori con potenti ed irruenti melodie occitane. Ci vediamo al prossimo!!!!

Giorgio

Ceva CN Piazza del comune 12 settembre 2015

Anche il sodalizio con i Lou Dalfin da parte dei Poirinomadi è un dato di fatto, siamo conosciuti così, i nostri nomi Aldo e Giorgio sono superflui, ci va l'idea di associare i Nomadi con i Lou Dalfin, anche se con due tipi di musica diversi, ma con lo stesso rapporto di amicizia e rispetto. Dopo il grande successo di Carmagnola in occasione della “ fiera del peperone” appena trascorsa, Ceva è stato il mio ennesimo concerto con Sergio Berardo e company. Un ritorno per i Lou Dalfin a Ceva per la fiera del fungo, peccato che la fiera in questione era prevista la settimana successiva a questo concerto, lasciando l'amaro in bocca chi come me pensava di trovare musica e funghi. Una scelta organizzativa non felice che ha frenato l'afflusso di gente, costringendo Sergio Berardo a farlo notare all'apertura del concerto nei consueti discorsi di presentazione, ribadendo che comunque la festa per i danzatori presenti era garantita e così è stato. Comodo per me raggiungere Ceva, tutta autostrada con imbocco a Carmagnola direzione Savona, un'oretta di auto in tranquillità. Poco traffico si viaggia bene e a Ceva trovo da parcheggiare comodamente , ha già ! la fiera del fungo non c'era.Prendendo un rapido caffè in un bel locale sotto i portici austeri del centro storico, mi fanno sorridere le quattro battute in piemontese tra un paio di coppie sedute ai tavolini: non vai a ballare questa sera ? dice uno; no no ! la musica occitana mi fa addormentare e poi ballano in un modo strano, aggiunge. Mi viene da sorridere e il barista asciugando una tazzina di caffè risponde, forse capendo che andavo li, vista la mia attrezzatura da fotografo dice: no no questi non fanno addormentare è musica occitana in versione rock. Piccole sfumature che mi arricchiscono e mi permettono poi di raccontarle, rispettando le idee altrui.

Bella la piazza del comune, non molto grande ma ideale per una sceneggiatura cinematografica in costume, nella quale il palco coperto e spazioso non ne alterava l'architettura. Che dire dei Lou Dalfin, mi ripeterei stufando a chi dei Lou Dalfin non importa, ma è anche vero che chi legge è interessato. Sempre professionali, lo sono, insegnano tutti musica, di professione sono musicisti a tempo pieno e si sente. Sergio Berardo non finisce mai di stupire, stasera su un brano ha accompagnato il tempo soffiando dentro le bottiglie di birra, suona con qualsiasi oggetto facendo riconoscere la canzone anche senza accompagnamento. Grande emozione sul brano che io e mio fratello stravediamo, per meglio dire ... strasentiamo, Joan Peirol che a sorpresa viene eseguito questa sera, un brano che da solo vale un intero concerto per la sua intensità musicale e la trascinante performance di Sergio Berardo sulla sua interpretazione. Questa professionalità dei Lou Dalfin si arricchisce maggiormente con la presenza femminile di Chiara Cesano, che sa abbinare bene grinta e virtuosismo nel suonare il violino. Da non dimenticare la presenza, ormai diventata costante di Enrica Bruna, valido supporto al flauto per completare l'opera ... musicale. Una stagione musicale che per me non dovrebbe finire, ma purtroppo sta finendo, lasciando il giusto tempo ai Lou Dalfin per trovarsi sul prossimo lavoro musicale, della prossima stagione, sarà un successo di sicuro per l'Occitania e non solo .

aldo

Lou Dalfin   Carmagnola TO   31 ago 2015

Lou Dalfin   Canosio CN   30 ago 2015

CASTAGNOLE   LANZE   AT   25 AGOSTO 2015

E' ormai fisso e consolidato l'appuntamento castagnolese con i Lou Dalfin. Da diversi anni, nel programma Festival Contro della località collinare, al gruppo occitano di Sergio Berardo, viene riservata un'esclusiva serata. E non solo i Lou Dalfin; intervengono altri gruppi di contorno sempre basati sulla travolgente e nel contempo poetica musica occitana. Quest'anno erano presenti Fanfara Transalpina (giovani, capaci e pittoreschi musicisti che improvvisano in piazza facendo danzare la gente) e il gruppo Cap Levat, di notevole caratura, nel quale, alla batteria, si esibisce quel bravissimo Daniele Caraglio dei Lou Tapage. Serata meravigliosa con grande spicchio di luna; nuovo palco gigantesco nella piazza di Castagnole (che ha ospitato l'altra sera i Negrita e vedrà, dopo i Lou Dalfin, Moreno, Nomadi ovviamente, Camaleonti e soprattutto Franco Battiato il 1° settembre). Il pubblico affluisce numeroso; oltre agli appassionati di musica occitana, ai danzatori, ai residenti abitué e a quelli che aspettano i fuochi d'artificio, notiamo la presenza di molti nomadisti che, certamente, apprezzano anche quello che sta fuori del mondo nomade. Ma, d'altronde, il Festival Contro è dedicato alla memoria di Augusto e Dante ed è giusto avvicinarsi tutte le sere.

Dopo l'esibizione dei Cap Levat (ripeto: bravissimi), mentre i Lou Dalfin approntano i loro strumenti su quell'immenso palco, assistiamo allo spettacolo dei fuochi d'artificio, quest'anno davvero notevoli e “novitevoli”. Ma adesso basta. Sono le 22.30 ed è ora di iniziare con Fila e dar via ai “fuochi occitani”. Bello l'abbraccio fraterno tra Sergio Berardo e l'infaticabile Lorenzo Abbate, salito sul palco per la presentazione. Sono certo che i Lou Dalfin saranno sempre presenti a Castagnole. L'ho pensato e detto l'altra volta:”Questi sono più Nomadi dei Nomadi”, ribadisco. Da qui in avanti è goduria pura, sia per chi si limita ad ascoltare, sia per chi danza. C'è sempre troppo poco spazio per chi balla; e pensare che la piazza di Castagnole è grande assai... Consueta scaletta eseguita alla perfezione; anche se i brani si susseguono in fotocopia da un concerto all'altro, l'emozione che sollevano è sempre elevata. Per la dimensione del palco, i musicisti vengono a trovarsi un po' lontani l'uno dall'altro. Credo che loro preferiscano maggiormente esibirsi in spazi molto più stretti. Forse anche per il pubblico. Si va avanti per quasi tre ore e, giunti verso la fine, ci accorgiamo che, contrariamente alla promessa fatta a Roddino da Sergio in persona, manca la splendida ballata dedicata a Joan Pejrol, la nostra preferita. Io e Aldo ci mettiamo sotto il palco a richiederla a gran voce e, con nostra sorpresa e soddisfazione Berardo acconsente dicendo:”Va bene, facciamo Joan Pejrol, per i "Poirinomadi”. E attaccano questo grande pezzo trascinando noi e il rimaneggiato pubblico in una profonda emozione. Grazie Sergio!!! Un giorno cambieremo il nostro nome in “Poiridalfin”.

Giorgio

Castelmagno CN   15 ago 2015

Tradizionale concerto di ferragosto per i Lou Dalfin al santuario di San Magno situato a Castelmagno CN , in alta valle Grana

Ferragosto come pasquetta ... pioggia, anzi diluvio. E si !! è sempre così, un' estate fantastica questa che non capita da anni, due mesi di sole e afa, dove almeno qui in Piemonte non si è vista acqua e proprio a ferragosto il giorno per eccellenza da festeggiare le vacanze, doveva piovere ? Se ci fossero scommesse anche sul tempo la gente si arricchirebbe puntando pioggia su ferragosto e pasquetta. Avevo programmato la trasferta con la moto in montagna, molto più entusiasmante dell'auto, per andare al concerto dei Lou Dalfin ai 1700 metri di Castelmagno, ma per la pioggia ho dovuto ripiegare sulle quattro ruote. Amo la montagna in qualsiasi stagione e tempo, ho fatto il militare negli alpini e ne sono fiero, perché in quei dodici mesi ho imparato ad apprezzarne tutti i suoi risvolti, natura,colori, profumi e adesso con i lou Dalfin posso aggiungere anche musica, una musica che ti riempie di allegria come il rumore delle cascate. Quella dei Lou Dalfin a ferragosto al santuario di San Magno è una tradizione che è arrivata alla sua quindicesima edizione, mentre la mia forse alla quarta. Per me non sono i numeri che contano, per quello che riguarda me intendo, ma l'entusiasmo che ogni volta aumenta quando sento la loro musica. La pioggia non mi ha fermato questa volta, nemmeno i lou Dalfin che si sono messi al riparo sotto i porticati esterni del santuario, mentre i danzatori hanno continuato a ballare sul sagrato del santuario , anche sotto la pioggia che cadeva a tratti. Matti direte voi, no!! Dico io, con fermezza. Passione pura passione per quello che si fa, come quando correvo in bicicletta e scalavo le montagne con qualsiasi tempo, chi fa sport all'aperto lo fa, come chi segue i concerti all'aperto o le partite di calcio, non vedo perché un po di pioggia possa fermare chi ama ballare. Arrivo quando il concerto è alle sue prime note e mi intrufolo tra i musicisti per alcuni rapidi scatti fotografici, lo spazio visivo è limitato e mi devo accontentare di stare alle spalle perché il porticato destro non è molto lungo e la gente aveva già preso posto per applaudire i bravi e amati Lou Dalfin. Non rimango molto con loro, la vettura per motivi di parcheggio è rimasta a distanza di “ servizio navetta” e per non incorrere a lunghe code per attenderla a fine concerto decido di andarmene prima della fine. Con rammarico mi allontano, ma sono ugualmente soddisfatto per essere andato a salutare persone che in questi anni sono diventati amici. Per ascoltare un concerto intero non dovrò aspettare molto, al loro rientro da due tappe in Francia, il 25 agosto saranno al “ Festival Contro” a Castagnole delle Lanze AT nella settimana che ci saranno anche i Nomadi. Quella sarà la mia “settimana santa”

aldo

Roddino CN  26 luglio 2015

E' una domenica ideale, per me e Aldo, accorrere, ancora una volta, al cospetto dei cari amici Lou Dalfin. Amici, certo; dopo decine e decine di concerti, oltre all'apprezzamento puramente artistico, si è instaurata anche un'aura di amicizia che contribuisce a rendere ancor più piacevole i nostri appuntamenti con Sergio e la sua band occitana. Domenica ideale anche per il fatto che il concerto si svolge a Roddino, qualche chilometro dopo Serralunga d'Alba, nel cuore delle suggestive Langhe; una deliziosa località posta a 600 metri di altezza sul cucuzzolo di una queste amene colline. Forse troveremo un po' di fresco che ci distolga da questa interminabile calura. Giungendo a Roddino, scollinando più volte su strade obbligatoriamente tortuose, non si può fare a a meno di notare la bellezza del paesaggio mozzafiato. Qui, la mano del Creatore e il lavoro dell'uomo hanno reso questi luoghi semplicemente incantevoli dove le sfumature verdi dei boschi, dei vigneti e dei frutteti appaga l'occhio che può spaziare su distanze immense rendendo l'osservatore piccolo e insignificante di fronte alla maestosità della natura. Non sto esagerando; fatevi un giro da queste parti e poi mi dite. Roddino, come molte altre località della zona, si trova abbarbicato su un colle che sporge da uno dei caratteristici crinali che fanno da spartiacque tra le infinite vallate dove scorrono limpidi torrenti destinati al grande Tanaro. Sorprendente Roddino: come arriviamo, la temperatura è già assai più piacevole di quella lasciata in pianura. Silenzio, ordine e calma predominano in questo gruppo di linde casette disposte lungo la strada che conduce al culmine, dove si trova la Chiesa parrocchiale con il bel campanile in stile barocco. Lasciamo la macchina giù e saliamo al luogo del concerto. E lì, un'altra meraviglia: un colpo d'occhio che sa di poetico, di romantico,... idilliaco. Un'intima piazzetta sotto la gradinata che scende dal sagrato della chiesa; blocchetti di pietra su cui spicca l'effige di una grande rosa dei venti. Il palco è lì, accanto ad una casetta dai balconi fioriti, illuminato da un paio di lampioni in ferro battuto. Una “location” davvero affascinante e spettacolare.

Questa serata conclude la Festa del Tartufo Nero, ricca di appuntamenti culturali, musicali e, ovviamente, gastronomici. Nell'area degustazione, dopo aver salutato i Lou Dalfin intenti a consumare la consueta cena “propiziatoria” ante-concerto, anche io e Aldo ci siamo lasciati lusingare da un piatto di penne ottimamente condito. Sono presenti alcune centinaia di persone e, quando il sole è ormai tramontato oltre la linea delle colline, sul palco salgono Berardo, lo scrittore Paolo Ferrari, il chitarrista blues Paolo Bonfanti e il moderatore Pavan, giornalista, per presentare il libro “Lou Dalfin”, uscito quest'anno, che narra la storia trentennale del gruppo. Una mezz'ora di spassose argomentazioni dove Berardo, tra l'altro, spiega che lo spartiacque fisico tra due frontiere non deve impedire lo scambio culturale ma, addirittura, incentivarlo, favorirlo. Lui, per portare al di qua dello spartiacque la musica e la cultura occitana, ha fatto così: ha eliminato le frontiere. Alle 22, il concerto, iniziato con la consueta Fila che ha raccolto, nel ristretto spazio sottopalco, l'abituale, adeguato numero di danzatori di curente, circoli, rondò e scottish. Normale scaletta con tutti i migliori brani tratti dai numerosi Cd prodotti dal gruppo con partecipazione e soddisfazione da parte del pubblico. Molto bella una versione decisamente bluesata di Labrit, forse dovuta al fatto della presenza, sul palco, come ospite attivo, di Paolo Bonfanti. Piacevole anche la presenza di entrambe le figure femminili del gruppo, le bravissime Chiara Cesano ed Enrica Bruna. Pensate che, ad un certo punto, di suonatori sul palco ce n'erano ben nove. A mezzanotte in punto (ovvero il termine ultimo del permesso di fare musica in questi luoghi tranquilli), dopo due ore esatte di concerto, si spengono le luci e gli amplificatori su un concerto che ci ha come sempre ampiamente soddisfatto. Ringraziando i Lou Dalfin e gli organizzatori della serata, diamo loro l'arrivederci ai prossimi concerti (Castelmagno a Ferragosto e Castagnole Lanze a fine agosto) beandoci dei favolosi 18 gradi con brezza in questa notte di Langa e che vorremmo portarci dietro per bilanciare, almeno un po', i 35 che ci attendono domani nel mezzogiorno di fuoco di Poirino.....

Giorgio

Grugliasco TO   27 giugno 2015

Ogni tanto i Lou Dalfin escono dai confini dell'Occitania per proporre la loro cultura storico-musicale anche a chi vive “oltre-confine”. Beh, lo sappiamo tutti che i Lou Dalfin sono conosciutissimi in lungo e in largo della penisola e anche in qualche luogo estero. E Grugliasco non è chissà dove, ma appoggiata a Torino, dove il gruppo occitano è di casa (vedi la Festa di San Valentino al Monte dei Cappuccini, vedi i concerti di Italia 61, vedi Piazza San Carlo e Piazza Vittorio in occasione dei festeggiamenti del 150° della Repubblica e molti altre occasioni). A Grugliasco siamo sotto la rovente tensostruttura Le Serre, adibita a manifestazioni artistiche/circensi/musicali e Sergio Berardo se ne lamenta, a ragione, perché con la tersa giornata estiva si poteva benissimo suonare all'aperto, nella frescura di una splendida serata. Non c'è la violinista Chiara Cesano. La sostituisce al flauto la brava Enrica Bruna. Non c'è nemmeno molta gente, strano, circa 200 persone che hanno pagato i 10 euro d' ingresso. Molti sono seduti nella piccola platea, posta sul fondo; nel mezzo, una vasta area per danzare e stasera i ballerini hanno trovato tutto lo spazio che volevano. Direi, una serata perfetta, per tutti.

La scaletta è quella consueta. Il concerto è iniziato alle 22 con il brano “Fila” ad aprire le danze, nel vero senso della parola. E poi, una dietro l'altra, nell'abituale piacevole e coinvolgente crescendo, le canzoni che sono la colonna sonora del gruppo. Uno spettacolo vedere e sentire i Lou Dalfin, sempre così perfetti ed efficaci nel creare l'atmosfera giusta per trascorrere una serata che ti lascia sempre qualcosa dentro. Berardo, prima di ogni brano, ne fa una breve introduzione verbale spiegando il contesto in cui è nata. Per me Sergio è e rimarrà un fenomeno perché, oltre a tutto il resto, ha la capacità carismatica di farti coinvolgere nello spirito combattivo e ribelle del popolo occitano. Anzi, vi invito a leggere il recente libro “Lou Dalfin” e scoprirete molte cose sulla storia di questo gruppo. Un fenomeno, dicevo, anche perché stasera i Lou Dalfin ci hanno regalato un brano che non sempre propongono ai loro concerti, uno dei più belli e anche il mio preferito: la ballata di Joan Pejrol. Ascoltatevela e poi mi dite se ho ragione o no. Se devo chiedere un bis, voglio questa. Si suona fin quasi all'una di notte quando, madidi di sudore musicisti e ballerini, arriva l'applauso finale per una serata che va ad aggiungersi a tutte le serate in cui i Lou Dalfin hanno riempito il nostro cuore e la nostra anima, sempre più occitana, grazie a loro.

Giorgio

Hiroshima 15  santena 16 maggio 2015

Finalmente i Lou Dalfin. Rieccoli!!!! Dopo aver rinunciato a qualche data invernale a causa del maltempo, io e Aldo abbiamo recuperato strada con una splendida doppietta occitana: concerto all'Hiroshima il venerdì sera a Torino e replica alla Sagra dell'Asparago a Santena il sabato sera. Nel glorioso e storico locale d'avanguardia di Torino i Lou Dalfin erano al gran completo. E' stato presentato il libro che porta il titolo del gruppo scritto dallo storico biografo Paolo Ferrari. Racconta la storia, quasi epica direi, di Sergio Berardo, anima fondatrice dei Lou Dalfin e punto di riferimento per la conservazione e diffusione della cultura occitana sotto forma di usanze, musica, danze e memorie di una affascinante storia che viene dal passato e che non vuole rinunciare a proiettarsi nel futuro. Un libro che ho acquistato a scatola chiusa e che sto divorando come se fosse la storia di un personaggio epico.

Torniamo alla musica: l'Hiroshima Mon Amour è stato preso letteralmente d'assalto per l'occasione: circa cinquecento persone presenti, di tutte le età. Non c'era nemmeno spazio sufficiente per danzare (è stato trovato lo stesso poiché è impossibile non danzare in presenza dei ritmi occitani). Ritmi che i Lou Dalfin mantengono per quasi tre ore di concerto (iniziato alle 23) con presentazione di una scaletta composta dai brani migliori della loro produzione. Per la prima volta ho ascoltato un eccellente brano nuovo, una mazurka, che mi riservo di riascoltare bene per darvene il titolo. Non sono sempre attento, perdonatemi: sono troppo preso a vedere all'opera i musicisti o a danzare e qualcosa mi sfugge sempre. Non mi è sfuggita però la dedica che Berardo ha fatto nei confronti del compianto B.B. King. Gli ha dedicato tutto il concerto. Non sto a ripetervi i titoli dei brani, ormai li conoscete già. Voglio solo esprimere il mio apprezzamento a Enrico Gosmar per le evoluzioni blues di chitarra sul brano Labrit che è un reggae. Un vero incanto. Presenti anche la bravissima Enrica Bruna al flauto traverso e Roberto Avena, magico suonatore di fisarmonica. Nel corso di Se chanto i musicisti sul palco erano una quindicina; tutti allievi devoti di Sergio Berardo. Cosa vuol dire essere contagiati da cotanta passione!.....

santena

Il grande concerto dell'Hiroshima è stato bissato la sera dopo a Santena davanti a circa duemila persone. Non era presente Chiara Cesano, sostituita, diciamo così, da Enrica Bruna. Stessa scaletta roboante e trascinante che ha fatto danzare la moltitudine di cultori delle danze occitane. Io stesso, assieme ad altri, ho seguito un corso organizzato proprio a Santena dall'Associazione Borgo Taggia che qui saluto e ringrazio. Così come ringrazio i miei amici di Poirino che sono venuti, come l'anno scorso, ad assistere ad un concerto che lascia sempre soddisfatti. Peccato soltanto per la scarsa disponibilità di spazio per i numerosi danzatori; non so quanti piedi ho pestato e mi hanno pestato... Chiedo perdono alla mia dama.... Un grande ringraziamento ai Lou Dalfin per le emozioni e la carica emotiva che ogni volta riescono a elargire. Con la loro musica contagiosa arrivano fin dentro il cuore e le tre ore di concerto trascorrono troppo veloci e si ha voglia di ricominciare. Ricominceremo al prossimo loro concerto. Consultate il loro sito e intanto leggete la loro storia. Imparerete qualcosa e magari scoprirete di possedere origini occitane anche voi!

Giorgio