2016

Grugliasco TO   21 settembre 2016

Chieri TO   3 settembre 2016

Abbiamo percorso anche cinquecento chilometri per assistere a un concerto dei Lou Dalfin; ci siamo spinti in Emilia, in Liguria e su remoti valichi alpini. Immaginatevi dunque che bella soddisfazione averli a Chieri, distante dalla nostra base la miseria di soli dieci chilometri. La manifestazione si chiama “Settembre Chierese”; una settimana e più di serate musicali con gruppi, danze, recite ed esibizioni varie. Organizzata dalla ProLoco di Chieri, si svolge nell'ampio parcheggio dell'Area Tabasso, ex fabbrica di pregiata tela chierese, poco distante dal centro cittadino. Il richiamo dei Lou Dalfin si fa sentire: affluenza di almeno duemila persone, metà delle quali pronta a danzare curente, scottish, rigodon e circoli circassi. Bene hanno fatto gli organizzatori a predisporre un'ampia pedana lignea ed evitare di danzare sul crudo asfalto. Serata caldissima e umida di questo settembre che vuol prolungare il clima di luglio e agosto.

Troviamo il gruppo intento a consumare la cena nell'annesso angolo gastronomico predisposto dai numerosi volontari della ProLoco che hanno cucinato le specialità locali. Quattro parole per ringraziare i Lou Dalfin ed esortarli a “darci dentro” anche stasera, dopo il bel concerto di Castagnole Lanze di qualche giorno fa. Raccomandazioni inutili perché i Lou Dalfin, quando salgono sul palco, danno sempre il meglio e dai loro magici strumenti sanno far scaturire la prorompenza e l'energia delle musiche occitane, riproposte anche nel loro ultimo album “Musica endemica”, che vi consiglio di tenere accanto alle vostre orecchie. Il concerto, presentato sul palco dall'organizzatore Sergio Tamagnone, coadiuvato dalla figlia Marzia, è iniziato poco prima delle 22 ed è andato avanti, senza interruzioni, fino alla canonica mezzanotte poiché, qui a Chieri, il permesso di suonare scade nel momento in cui Cenerentola deve fuggire dal castello del suo principe azzurro.

Cosa possiamo dire, oltre a quello che è già stato detto. Sergio Berardo è alla guida di un gruppo che lo segue fedelmente e non sbaglia mai una nota. Ho sempre espresso il mio apprezzamento verso questo gruppo che palesa di divertirsi mentre suona, in un contesto di accordo e armonia rasserenanti e tranquillizzanti. Così come ammiro alcuni giovani suonatori, certamente allievi di Berardo, che salgono sul parco per contribuire all'esecuzione di alcuni pezzi. La gente, sotto il palco, fa fatica a conquistare il proprio mezzo metro quadro per danzare poiché sono molti gli appassionati, anche giovani, di questi balli coinvolgenti e appassionanti. Si suda molto ma non ha importanza; qui l'adrenalina te la scarichi eccome! Due piacevoli ore in Occitania distribuite su una scaletta tradizionale, molto danzereccia, arricchita da alcuni dei nuovi brani. Si vorrebbe continuare ancora per altre due ore, ma le energie consumate da chi suona e da chi danza non permettono di andare oltre. Ho consumato anch'io le mie energie, stasera, e devo ringraziare la mia deliziosa e divertita dama con la quale ho rispolverato le mie trascorse nozioni di danza occitana. Aspettiamo i prossimi appuntamenti con i Lou Dalfin, come Rossana, Saluzzo e Borgo San Dalmazzo. Noi ci saremo. Speriamo anche la mia dama.

Post Scriptum: nel contesto del “Settembre chierese”, sono venuto ad assistere al concerto delle storiche Le Orme e della cover dei Pink Floyd Time Machine. Devo dire che Le orme (che avevo sentito la prima volta a Roma nel 1975), mi hanno un po' deluso. Forse il service non era adeguato, forse ero io a non adattarmi alle ovvie modifiche dei suoni dovute all'avvento di componenti nuovi nel gruppo (è rimasto solo il grande Michi De Rossi alla batteria). Resta il fatto che riascoltare Cemento armato, Giochi di bimba, Sguardo verso il cielo, Collage e, soprattutto, Figure di cartone, è come affrontare un viaggio nel tempo in cui ritrovi un passato che ti ha fatto emozionare e devi risalire a quello per riprovare le stesse emozioni. Per quanto riguarda i Time Machine non dico nulla. Sono, al momento, la migliore cover dell'area torinese che riproduce fedelmente le complesse e profonde pazzie musicali dei Pink Floyd, di cui mi dichiaro un grande devoto. Ma, questa è un'altra musica e, per apprezzarla al meglio occorrerebbe certamente un'altra amplificazione, un'altra location e, soprattutto, un altro pubblico.

Giorgio

Castagnole Lanze AT  30 agosto 2016

Grande concerto dei Lou Dalfin all'appuntamento annuale di Castagnole Lanze. Serata resa finalmente fresca da recenti temporali e partecipazione di oltre un migliaio di spettatori/danzatori. Prima del concerto, siamo andati a trovare il gruppo intento al pusa café presso il salone oratoriale e li abbiamo visti impegnati al warm-up della voce. Tra un bicchierino e l'altro Sergio Berardo, accompagnato dagli altri del gruppo, si dedicava alla ginnastica delle sue corde vocali con tradizionali “cansùn d'la piola” in un contesto di allegria ed euforia. Se pensate che ci sono fior di artisti che, prima della loro esibizione, si dedicano a riti che hanno dell'incredibile, vedere i Lou Dalfin prepararsi in questo modo al loro concerto di due ore, mi ha ispirato il sapore e il calore di una rassicurante poesia. Prima di loro, dalle 21.30, hanno scaldato l'ambiente altri due gruppi occitani, tutti “figli artistici” di Berardo: Autre Chant e Pitakass, questi ultimi capeggiati dal fenomenale Roberto Avena che pare abbia imparato a usare la fisarmonica prima del biberon. Sono tutti giovani, piacevoli, incisivi e loro arie occitane hanno permesso agli impazienti danzatori di scaldarsi ben bene prima del gruppo principale.

Alle 22.30, come da tradizione, lo spettacolo dei fuochi d'artificio (quest'anno un po' contenuti sia nel tempi che nella grandiosità) e, subito dopo i Lou Dalfin che hanno aperto il concerto senza la consueta “Fila” iniziando subito con un circolo circasso. Ritroviamo la presenza della giovane flautista Alessia, in sostituzione di Enrica assente e, nel decorso del concerto, il contributo di alcuni dei giovani che avevano suonato prima. La scaletta è ricca dei nuovi brani tratti dall'ultimo delizioso Cd dei Dalfin “Musica Endemica” in cui spiccano “La beata” e “Giganti”. Non mancano, ovviamente i pezzi storici, tradizionali, le colonne portanti del bagaglio artistico del gruppo come “Sem ancar ici”, “Rondolina”, “Serena”, Se chanto” e le varie cantate sui Bandits e sui Cammisards. Berardo dice cose belle e giuste dal palco, specialmente quando se la prende con coloro che preferiscono restare davanti alla Tv a farsi rincretinire dalle pagliacciate che vengono dette piuttosto di uscire di casa e ritrovarsi con gli amici. Due ore di sana vitalità ed energia con mezza piazza a danzare sotto qualche tardiva goccia d'acqua e chiusura poco prima dell'una di notte dopo due ore di magia occitana (anche se qui non siamo in Occitania ma Berardo ha dichiarato ad Abbate, fin dalla prima volta che è stato qui, che a Castagnole i Lou Dalfin ci saranno sempre). Noi siamo contenti che sia così poiché non ci si stanca mai di questo gruppo. Infatti, sabato 3 settembre, lo rivedremo a Chieri e poi in chissà quali altri posti. Come ho già detto altre volte “Questi sono più nomadi dei Nomadi”. Bravi ragazzi e grazie infinite. Noi “Sem e serem ancar ici”. Ciao a tutti.

Ah, dimenticavo: per dare un ultimo tocco magico alla serata, nel percorso di ritorno, poco prima di Ferrere, un magnifico esemplare di cervide dal manto biondo (probabilmente un camoscio), ci ha improvvisamente attraversato la strada. Meno male che Aldo rispetta i limiti di velocità e quella creatura da fiaba ha potuto raggiungere indenne la sicurezza del bosco.

Giorgio

Celle Ligure SV  02 agosto 2016

Sapore di mare

Il calendario musicale dei Lou Dalfin iniziato in ritardo per la registrazione dell'ultimo disco “Musica Endemica “ ora offre una molteplicità di concerti, da poter scegliere la data più appropriata per raggiungerli, esclusi per il momento da parte mia quelli oltralpe per un fattore organizzativo, posso rifarmi sugli altri. Il fattore 3 estate - mare - Celle ligure, è la condizione ideale che mi ha portato dai Lou Dalfin per l'ennesima volta. Il comune di Celle ha invitato i Dalfin, unitamente ad altri artisti in più serate, nella prima edizione di “ Sud e Nord due Anime che si incontrano “ una serie di appuntamenti dedicati alle molteplici sonorità e alle variopinte tradizioni che caratterizzano e differenziano il nostro paese. L'unica indecisione da parte mia in questa calda giornata infrasettimanale è andare in moto o auto, scelgo l'auto e mi pento, per il solo fatto che in moto avrei preso un po' di fresco naturale, per il traffico, zero assoluto, come si dice ! ... una passeggiata. Arrivo al mare giusto il tempo per una pizza in attesa del concerto delle 21 e 30, lungo la passeggiata vista mare, che bello direte voi! Ma che bello e bello, vista cabine di legno quelle degli stabilimenti balneari, dove la Liguria ne fa uso più del pane, il mare lo si vede dall'alto appena si esce dall'autostrada, torniamo alla musica meglio, anche se la Liguria vista da altri aspetti è incantevole, come i suoi sobborghi da visitare in lunghe passeggiate.

Questa sera il concerto è visibile a 360° perché la sistemazione degli strumenti è stata trovata in fondo alla via centrale nell'isola pedonale, proprio di fronte al mare, visibile quest'ultimo solo perché sotto la strada scorre e sfocia il torrente che scende dalla montagna. Angolo caratteristico che si è gremito di gente per l'ora del concerto , coinvolgendo in un bagno di sudore i danzatori e in entusiasmo per i soli spettatori, un successo, ma quando arrivano i Lou Dalfin con le loro ballate e brani da un'intensità notevole, lo è sempre. Questa sera i Lou Dalfin sono affiancati dalla giovane flautista Alessia Martinello che ha contribuito maggiormente a dare vigore ai brani della scaletta musicale , nei quali si sono ascoltati anche quelli dell'ultimo CD dei Lou Dalfin , prontamente acquistato " Musica Endemica "La serata anche se si è al mare e nel periodo delle vacanze, termina sempre a mezzanotte, lo è stato anche per Cenerentola, forse da quella volta si è deciso che le feste pubbliche devono finire a mezzanotte, ma! Dopo aver salutato gli amici Dalfin e non correndo il rischio di perdere la “scarpina”, questa sera sono in ciabatta, raggiungo in tutta tranquillità l'auto, consapevole di non trovare traffico in autostrada e lo è stato. Cavolo ma almeno una decina di auto da sorpassare o il casellante da salutare ... ho il Telepass !

aldo

Lagnasco CN  30 luglio 2016

Il Dub si fonde con il Folk nell'area verde del castello di Lagnasco, per dare il via in modo originale al festival Occit' Amo. Il Dub nato in Giamaica con la sua musica reggae, si unisce questa sera con quella folk Occitana attraverso i suoni elettronici di Madaski e la ghironda di Sergio Berardo, accompagnati magistralmente da Chiara Cesano al violino e Roby Avena alla fisarmonica. Il Pinerolese Francesco Caudullo più conosciuto come Madaski, diplomato al pianoforte, è stato il cofondatore con Bunna degli Africa Unite e questa sera con Berardo e company, hanno dato vita a un concerto dal sound elaborato e potente, senza perdere le tracce del reggae e il folk. Una prima assoluta nata da un'idea durante la produzione dell'ultimo disco dei Lou Dalfin “ Musica Endemica “ che sicuramente avrà una continuazione visto, il gradimento e il grande afflusso di pubblico. Il mio entusiasmo verso questo tipo di musica ormai è conosciuto e consolidato e devo dire che questa sera si è superato, non solo per la conosciutissima bravura di Sergio Berardo e Madaski, ma avere a fianco una super Chiara Cesano al violino e un super Roby Avena alla fisica, viene facile suonare per tutti.

aldo

Lou Dalfin

Gran Ballo D'Inverno 2016    TO

Non poteva essere diversamente per il tradizionale “Gran Ballo D'Inverno” dei Lou Dalfin al Monte dei Cappuccini di Torino. Dopo un inverno che non è mai arrivato con temperature primaverili, Zeus, il Dio del tempo si è fatto vivo in questa serata all'aperto, con una bufera di vento, pioggia mista neve e freddo siberiano. Una serata perfetta, perché sembrava di essere in cima a una montagna, appena raggiunta la vetta dopo una scalata, in mezzo ad una tormenta . Infatti qui sulla collina torinese, punto strategico per le foto panoramiche sulla città, vi è anche ubicato, adiacente al convento dei Cappuccini il Salone della Montagna, con tutta una storia montana non solo nazionale ma anche mondiale, cosa si vuole di più, tutto in tema. Evento musicale anticipato di qualche settimana, per abbinarlo a delle manifestazioni torinesi per ricordare i dieci anni trascorsi dalle Olimpiadi Invernali. Padroni di casa dal duemiladue con questo ballo d'inverno, i Lou Dalfin è il gruppo musicale che più rappresenta non solo una cultura musicale legata al territorio montano, ma di tradizioni, di storie e di comunicazioni che avvicinano la gente nelle feste, a contatto con il ballo guardandosi negli occhi, ben lontani dalla tecnologia che allontana. Concerto garantito da una copertura semi chiusa, non ha scoraggiato i più temerari, ma devo dire che quando ci sono i Lou Dalfin bello o cattivo tempo la gente accorre sempre numerosa, cosa che mi fa piacere e mi da fiducia per un futuro per chi ancora mantiene e crede nelle tradizioni, quelle che non ti fanno seccare il cervello. Questo concerto apre le porte a una nuova stagione musicale per i Dalfin, già ricca di appuntamenti che a breve saranno comunicati sul loro sito, dove nel primo concerto sarà presentato il nuovo CD appena inciso, lo aspettiamo con ansia. Al Gran Ballo in via eccezionale ne viene eseguito un brano, se tutti sono come questo sarà sicuramente un successo. L'unico che non si sarà divertito questa sera sicuramente sarà stato Zeus che, nonostante la sua tempesta, non ha fermato e raffreddato il nostro entusiasmo, cosa che mi ha fatto particolarmente piacere nel constatare che non tutti guardano “ C'è posta per te “ e tanti cervelli sono ancora verdi.

aldo

Loano  SV  3 gennaio 2016

Dopo il grande successo del concerto di capodanno a Sanremo, con la presenza di quarantamila persone in città sparse tra locali , vie e Lou Dalfin , sono ritornati o forse non si sono mai spostati dalla riviera ligure , per il concerto pomeridiano a Loano del 3 gennaio. Non servono grandi nomi della musica per riempire le piazze o palchi dalle misure improponibili , dove l'artista di turno anche per chi è sotto il palco sembra una formica , basta un nome Lou Dalfin . Più delle volte quattro tavole di legno per sostenere il necessario per fare grande musica e riermpire una piazza. Loro ci riescono e lo fanno da trent'anni , facendo divertire e ballare anche chi non è a conoscenza della cultura musicale occitana . Come dice il funambolico Sergio Berardo , per ballare basta essere una coppia e muoversi seguendo il proprio istinto , l'importante è divertirsi senza farsi tanti problemi. Da sottolineare che chi scrive si fa portavoce del pensiero condiviso da numerosa gente e non di un'dea personale.Non potendo essere presente al concerto di Capodanno , vado a quello di Loano , essendo un concerto pomeridiano che permette anche di rilassanti passeggiate in riva al mare o a visitare le numerose proposte in occasione delle festività di fine anno che , la città di Loano a predisposto per ì turisti .Un ritorno per noi a Loano , ci siamo stati il ventinove dicembre del duemiladodici e come all'ora abbiamo ritrovato lo stesso entusiasmo ma con l'amicizia che si è rinforzata negli anni .Per quello che può contare , visto l'imminente e attesissimo festival di Sanremo più importante dell'economia Italiana , ì Lou Dalfin sono per me ì vincitori di questo festival che dovrebbe imparare molto da questi musicisti , se non per la musica per la semplicità nello stare con la gente.

aldo