Con loro nel 2019

Lurisia CN  09 febbraio 2019

Da quando seguo i Lou Tapage , il concerto di Lurisia, è il terzo consecutivo che li vedo sul palco del suo Palaterme. Evidentemente le numerose persone che i Tapage riescono a portare per questa serata, hanno convinto gli organizzatori a inserire questo evento musicale come tappa fissa. Certamente Lurisia essendo località turistica montana e dalle sue Terme, contribuisce ad avere sempre numerosi turisti, ai quali si da la possibilità di assistere a vari eventi nel Palaterme , di recente costruzione. Calcoli alla mano con biglietto a otto euri Tapage e duecento persone paganti, credo che l'incasso riesca a coprire tutte le spese, soddisfacendo organizzatori, pubblico e gli stessi Tapage. Per loro pagherei ogni concerto, ma la maggioranza sono gratuiti e tutto ricade sull'organizzazione che cerca di recuperare l'incasso con eventuali sponsor o sulle consumazioni dove previsto. Sforzi non indifferenti che purtroppo tra costi e misure di sicurezza, scoraggiano molti organizzatori, ma quando si parla dei Tapage mi sono accorto che le porte si aprono molto facilmente. Sento ancora il freddo nelle ossa del recente concerto di Torino nello stanzone dell'Askatasuna, andato con Giorgio, postaccio non riscaldato di questo Centro Sociale, ma conoscendo il Palaterme di Lurisia, faccio in fretta a dimenticarlo, nemmeno i trenta centimetri di neve di Lurisia, riescono a raffreddarmi. Sapendo che i concerti iniziano sempre tardi, me la prendo con comodo e arrivo in tempo per intrattenermi con gli amici Tapage per rapidi commenti, prima del concerto. Discorso dove si “ sparano “ quattro cazzate, noi siamo fatti così, per dire il vero soprattutto io, sono situazioni di divertimento quando si fa musica, inutile fare discorsi seri, se volevamo fare discorsi seri, bastava parlare della serata conclusiva del Festival di Sanremo di quella sera, altra cazzata! In effetti, Sergio ha ringraziato più di una volta il pubblico di aver scelto i Tapage al Festival, il vero festival sono i Tapage e fortunatamente nell'anno ci sono molti festival, almeno per me. Iniziato alla grande il tour “Buone Nuove” dei Tapage, che prende il titolo dell'ultimo disco uscito recentemente, dove prima di Lurisia sono stati in trasferta a Firenze e Imperia. I dettagli musicali li lascio a Giorgio, più tecnico di me, che sarà presente sicuramente al prossimo concerto , io preferisco scattare foto e continuare la storia con loro in queste pagine, un piccolo contributo per una grande amicizia piena di ... note! Un rapido commento per la storia dei Poirinomadi, siamo conosciuti così, forse proprio per il nostro trascorso musicale con i Nomadi, siamo riusciti a distinguere chi merita di più.

aldo

Torino  25 gennaio 2019

Sorprendente concerto dei Lou Tapage a Torino. Sorprendente per diversi motivi. Per prima cosa il luogo, ovvero il noto Centro Sociale Askatasuna di Corso Regina Margherita 47, attivo da vent'anni in iniziative culturali, sociali e musicali. Nato dall'occupazione dell'ex Asilo degli Gnomi da parte di studenti di corrente antifascista e anticapitalista, figli (o nipoti) di quei sessantottini che furono i precursori della rivoluzione studentesca, ancora in atto. Sorprendente per la scelta del periodo; gennaio è un mese freddo, specialmente questo. Oggi le temperature non hanno mai superato lo zero termico e, come abbiamo amaramente scoperto, i locali di Askatasuna non sono riscaldati. Sorprendente per la partecipazione del pubblico; ci aspettavamo una compagnia di stampo rivoluzionario e invece erano presenti un duecento ragazzi e ragazze di bell'aspetto (di cui numerosi incontrati ad altri concerti dei Tapage) capacissimi di danzare l'occitano. Sorprendente per l'orario; i Tapage hanno iniziato ben dopo la mezzanotte al seguito dell'esibizione dei bravi Cèl Dobèrt che hanno aperto la serata alle 23.30. Ad Askatasuna le serate in musica iniziano tutte a quell'ora ed è per questo che i cancelli vengono aperti alle 22.30. Abbiamo aspettato, io, Aldo ed altri; tanto il freddo che faceva fuori lo abbiamo trovato anche dentro. “Dentro” vuol dire un salone adibito a far musica con piccolo palco, angolo regia, essenziali bagni con tende al posto delle porte e murales e adesivi ovunque. Un luogo davvero dark, underground. E' unico, ma mi ricordava altri centri sociali come El Paso, Cinema Vekkio, alcuni locali degli ex Murazzi e anche Warshauer Strasse di Berlino. Il concerto è stato, come sempre, entusiasmante. La scaletta è quella supercollaudata con inserimento di brani tratti dall'ultimo Cd Buone Nuove. Acustica impeccabile, come il freddo della sala, compensato dall'auspicato “effetto stalla” che ha fatto salire il termometro ambiente fino a quasi cinque gradi. Sottolineo ancora una volta la bravura dei musicisti che hanno eseguito ogni brano impeccabilmente. Stasera ho gradito particolarmente The Kiss e la mia preferita La Dancarem pus. Chiusura concerto alle ore beate ma poco importa. Dai fasti e dalle comodità del teatro Toselli di Cuneo alla fossa di Askatasuna. Poco importa dove suonano i Tapage; noi cercheremo sempre di esserci. Ci scuseranno se non saremo domani a Firenze (partono subito dopo), in un altro centro sociale e nemmeno in Liguria. Preferiamo aspettarli qui da noi, nei paraggi. Magari al calduccio di qualche bel locale. Ma anche se non sarà così e farà freddo, ci penseranno loro a scaldarci.

Giorgio

Cuneo 11 gennaio 2019 Teatro Toselli

Omaggio a Fabrizio De Andrè

commento di giorgio

Quest'anno ricorre il ventesimo anniversario dalla morte del grande cantautore genovese. “Faber”, amato da tutti, specialmente da coloro che lui chiamava “gli ultimi”, viene ricordato in numerose iniziative e manifestazioni. E i Lou Tapage hanno voluto dedicare un ricordo di De Andre' con un bellissimo concerto presso lo storico e magnifico Teatro Toselli di Cuneo, la loro città di provenienza. Certo, conosciamo da tempo i Tapage; loro fanno musica occitana, irish; riproducono anche certi scelti cantautori italiani. E uno di questi è proprio il Faber, da cui, credo, trovano ispirazione. Una sensazione che mi è scaturita ascoltando il loro ultimo Cd “Buone Nuove” uscito a settembre. E, in effetti, Sergio Pozzi, il vocalist, possiede un timbro e un calore di voce molto simili a De André. E il risultato, praticamente perfetto, si è visto e ascoltato in teatro, stracolmo alla sua capienza massima di oltre cinquecento spettatori. Io e Aldo ci siamo precipitati letteralmente a Cuneo, benedetti da un gennaio limpido e terso, senza nebbia e senza neve. Nel freddo della serata cuneese ci siamo addentrati nel romantico centro storico della città e alle 21 eravamo attenti e presenti per assistere, lo immaginavamo, ad una serata davvero speciale. Siamo in platea, nelle “poltronissime” ad un contenuto prezzo di soli cinque euro. Ma ne avrei spesi anche dieci o venti o trenta, visto il risultato. Ore 21.15; pienone, luci spente, sipario chiuso. Silenzio. Inizio. Si sente la voce di De Andrè che esprime i suoi pensieri riguardanti la vita sua e degli altri; sarà così per tutta la serata con spezzoni di filmati, interviste e documentari che faranno da legante ai brani proposti dal gruppo. Faber parla e i Tapage suonano. Argomenti che trattano la visione della vita da parte del cantautore condite da frasi che hanno fatto epoca e che sono il ritratto della sua filosofia di vita. “La mia canzone più bella devo ancora scriverla”, “Non ho quello che non mi manca”, “Il 12 ottobre non festeggio la scoperta dell'America” sono alcune delle sue gemme. I Tapage si presentano in gran forma e in gran bellezza. Eleganti, composti; Sergio Pozzi è seduto come stava seduto De André, Chiara Cesano, unica donna, in abito lungo nero. Acustica impeccabile. Si inizia con Bocca di rosa ed è subito tripudio. La gente applaude sonoramente e a lungo. Vengono proposti i brani più intensi e significativi della sterminata produzione di Fabrizio. Il concerto dovrebbe durare fino all'alba per proporre tutto il meglio. L'esecuzione è perfetta e i Tapage si rivelano elegantemente e convintamente di essere all'altezza di sostenere un impegno di tale portata. Sono venti brani in tutto per circa due ore di concerto. Tra i brani proposti ecco Don Raffaé, Andrea, Il testamento di Tito, Fiume Sand Creek, Creuza de ma, Il pescatore, Volta la carta (che fa parte del normale repertorio dei Tapage in quanto si può danzare come Chapelloise), Via del campo, Hotel Supramonte (del periodo del rapimento), Ballata dell'amore cieco, Il giudice, Nella mia ora di libertà. Nel finale la struggente Canzone dell'amore perduto e bis con Bocca di rose nel tripudio di tutto il teatro. Sono mancate, non so perché, La canzone di Marinella e Geordie. Ma, a quel punto, le nostre pance e le nostre orecchie erano già ampiamente soddisfatte. E, nel finale, durante i saluti, ha finalmente preso la parola il bravissimo Sergio Pozzi che ha spiegato la nascita e costruzione di questa serata sottolineando le difficoltà riscontrate nel riprodurre certi brani di De Andrè particolarmente complessi. Il risultato lo hanno visto e apprezzato tutti e la serata, come si dice, è stata un enorme successo. Nascerà un disco live di questa serata e sarà un buon prodotto che si unisce a tutti quelli che nasceranno in quest'anno di ricorrenza. Mi auguro ed auguro ai Tapage, di trovare modo e occasione di replicare questa serata qui o altrove. In fondo, il 2019 è ancora lungo e certe memorie di artisti che hanno fatto la storia della musica italiana, vanno mantenute nel tempo.

giorgio

commento di aldo

Travolti da un insolito entusiasmo in una fredda serata d'inverno al teatro Toselli di Cuneo “ potrebbe essere il titolo di un film degli anni settanta, ma in realtà è quello che i Lou Tapage ci hanno regalato in questa serata, per ricordare e cantare Faber, meglio conosciuto come Fabrizio De Andrè. Una grande emozione, forse ancora più per loro essere questa sera su un palco di un teatro tutto gremito a interpretare le canzoni di De Andrè e sentirsi addosso gli applausi che, per via dell'acustica, sono più forti della stessa musica. Credo sia un'unica serata e credo che le cose più belle devono rimare uniche. Un giusto riconoscimento ad un personaggio che ha scritto, cantato e suonato per quelli che sono sempre stati ai margini della società, lasciando nelle canzoni una traccia di fiducia e voglia di ribellarsi a quel potere che vuole fare rispettare le leggi dimenticandosi di rispettarle. Del cantautore genovese sicuramente conosciamo abbastanza, meno di questo aspetto musicale dei Lou Tapage e pertanto voglio in due righe soffermarmi su loro. Si sono superati, si cavolo SUPERATI ! garbati, rispettosi, senza nessun commento, hanno cantato solo le sue canzoni intervallate da filmati proiettati alle spalle in audio, lasciando i commenti dello stesso De Andrè, nelle varie interviste fatte all''epoca. Acustica perfetta, la musica ancora di più, e la voce di Sergio Pozzi, da pelle d'oca, professionisti amati da un pubblico sempre in aumento, una serata da trasmettere in televisione. Un'atmosfera magica dove, Chiara, Daniele, Dario, Marco Nicolò e Sergio ci hanno trasmesso per un paio d'ore, la stessa che si prova quando si ascoltano le canzoni di De Andrè.