I NOMADI A MADDALENE DI FOSSANO (CN) 18 LUGLIO 2006

CONCERTO DI DON MARCO

Grande successo per il magnifico concerto tenutosi in Provincia Granda. Il vulcanico Don Marco, giovane parroco della piccola borgata (500 abitanti!) ha dimostrato che è possibile organizzare un concerto dei Nomadi anche in luoghi così piccoli e senza l'aiuto di “esperti”. Dev'essere stata la brillante esibizione del gruppo a Sanremo che ha dato a Don Marco l'idea per un concerto a Maddalene. Grande fans dei Nomadi ha fatto una promessa a se stesso e agli abitanti del borgo: ”Organizzerò un concerto dei Nomadi a Maddalene: se ci riesco, vi prometto che salirò sul palco a cantare con loro”. Era marzo; e oggi il desiderio si è realizzato. Un gruppo di case rurali, un piccolo campanile annesso alla chiesetta; una bocciofila e un campetto di calcio. Tutto qui, Maddalene; e anche un po' difficile da individuare per le scarse indicazioni stradali. Poi, una volta arrivati, ecco il comodo parcheggio, l'ingresso a 17 euro, il palco allestito in fondo al prato, i punti di ristoro (continuamente presi d'assalto per il gran caldo) e...la fastidiosa quanto inevitabile testimonianza olfattiva e insettiva della presenza, nella zona, di allevamenti di mucche.

Alle 18 era già presente un'avanguardia di un centinaio di fans per la conquista della prima fila; ed era già presente, come da programma, il leader Beppe Carletti per il previsto incontro con i fans. Non è stato ben chiaro lo scopo e il contesto di questo incontro (che, per l'esiguità dei presenti, a quell'ora, si sarebbe dovuto svolgere almeno un paio d'ore dopo), poiché, in definitiva, si è trattato della testimonianza di Beppe sull'attività di Padre Ottavio, anche lui presente sul palco con Don Marco, impegnato nella costruzione di strutture scolastiche e ospedaliere nelle isole di Capo Verde. “Tutto procede bene, a Capo Verde, sono rimasto soddisfatto”, ha detto Beppe. Ma laggiù c'è ancora tanto da fare e occorre dare una mano a Padre Ottavio (che ora avrebbe bisogno di un escavatorista per un periodo di due mesi; chi è del mestiere si faccia avanti).

Alle 19 i Nomadi sono sul palco per le prove. Davanti ad un pubblico che sta crescendo vengono proposte le consuete “Amore che prendi, amore che dai” e “Ti voglio”; poi tutti a cena, qui vicino. Vedo arrivare gli amici di tanti concerti: in compagnia di Vincenzo da Asti, ma lui è calabrese di Santa Caterina dello Ionio (e come tutti gli anni, assisterà ai concerti che si svolgeranno laggiù), bevo un'altra birra. Sono presenti anche molti tesserati della Provincia Granda e fans provenienti da altre regioni. I nomadisti accorrono anche nei luoghi più reconditi: è proprio in questi posti che i concerti riescono meglio. Sarà per l'organizzazione, per l'ambiente, per il clima più da festa paesana che da concerto-rock. Resta il fatto che alla fine saranno oltre 3000 i paganti. Davvero un successo per Don Marco. Molti giovani e giovanissimi: l'età media degli spettatori credo sia molto bassa. Un centinaio di ragazzi di “estate ragazzi” si dispone ai piedi del palco saturando l'area: sono tutti lì per l'esibizione di Don Marco: manterrà la promessa?

Alle 21.45 il concerto ha inizio: “In piedi” e subito dopo “Non è un sogno” dove, accanto a Massimo, Don Marco dà dimostrazione di saper cantare interpretandone, da solo, il vigoroso ritornello. Promessa mantenuta, dunque: bravo Don Marco e bravi i Nomadi, che, divertiti, lo hanno ospitato sul palco. La scaletta è proseguita con i brani più conosciuti tratti dagli ultimi due album “Corpo estraneo” e “Con me o contro di me” raccogliendo ripetute ovazioni da parte di un pubblico particolarmente “caldo” (come lo è sempre in Provincia Granda). Tra i brani “storici” ecco una dirompente “La collina”, “Crescerai”, dedicata ai tanti giovanissimi presenti, la romantica “Se non ho te”, la dolce “Te recuerdo Amanda”, la sferzante “C'è un re” e la malinconica “Lontano”. Tutte quante eseguite impeccabilmente con grande soddisfazione del pubblico e anche mia personale.

Lunga sequela di striscioni e messaggi nel finale ed un “Io vagabondo” corale a conclusione di una serata veramente positiva per tutti. Credo che sia stato un vero successo. La presenza di giovanissimi (numerosi anche nel dopo concerto alla caccia degli autografi dei musicisti), lascia ben sperare sul rinnovo continuo delle generazioni nomadiste. Capito, Beppe? Grazie ancora a tutti gli organizzatori: ora lasciamo andare le mucche a dormire.                    Giorgio