Magliano Alpi 11 maggio

 

CONCERTO DELLA DISCARICA

Ho visto i Nomadi suonare ovunque al di qua e al di là delle Alpi e del mare ma in un centro di trattamento rifiuti, davvero no. E neanche loro, credo, ci hanno mai suonato. Ma domenica 11 era la giornata delle “discariche aperte” (chi lo sapeva?) e la gente poteva accedere all'interno di questi impianti ormai sempre più numerosi, oltreché utili, per capacitarsi dell'impegno delle Province nel recuperare ciò che è recuperabile e nel limitare gli sprechi nelle cose che buttiamo. Ecco dunque, in questa verdissima campagna della provincia granda ai piedi delle Alpi Marittime ancora innevate, le strutture e i capannoni che accolgono gli impianti per la cernita e la separazione dei materiali riciclabili. Si chiama A.M.A. Azienda Monregalese Ambiente, in funzione da quattro anni e che serve ben 87 comuni vicini. In provincia di Cuneo esistono altre tre strutture come questa.

I Nomadi, sempre sensibili a raccogliere inviti da coloro che si impegnano, col loro lavoro, a migliorare la vita della popolazione (e un centro di smaltimento rifiuti lo fa), si sono presentati in questo freddo e piovoso pomeriggio di maggio per un concerto (in forma ridotta) previsto per le 17.30. Poche indicazioni per arrivare sul luogo esatto, a una manciata di chilometri dall'uscita di Carrù sulla A6: se non chiedevamo a qualcuno del posto, non ci arrivavamo. Poi ecco gli austeri e freddi capannoni, l'odore acre e pungente dei trattamenti chimici e il sobrio palco in fondo al piazzale. Con tutti questi nuvoloni minacciosi, neanche una copertura né del palco né del pubblico. Avrebbero potuto organizzare il tutto sotto il capannone delle balle della plastica recuperata... Ma la fortuna aiuta i Nomadi e non pioverà.

Dopo aver pagato i dodici euro di ingresso ci avviciniamo al palco con il gruppo già impegnato nelle prove. Il pubblico è ridotto all'osso: non più di 600 biglietti venduti. Sarà stato il freddo, la domenica pomeriggio, il raduno degli alpini a Bassano o il fatto della discarica a tener lontano il grosso del pubblico? Non lo so. Comunque è stato un concerto per pochi intimi, intirizziti dal freddo vento della pianura. I Nomadi, invece, sono sempre in forma, sorridenti, indifferenti alle minacce di pioggia. Forse non dava loro fastidio nemmeno la puzza del luogo. Non so se altri gruppi avrebbero accettato di suonare in questo atipico e infelice posto ma il business non guarda in faccia a nessuno, anche a costo di tapparsi, oltre che gli occhi, anche il naso...

Alle 18 le note di “Come potete giudicar” ha dato il via a due ore di concerto (durata adeguata al luogo e al pubblico) per una scaletta lineare, consueta, con pochi sprazzi di fantasia. A scaldare il pubblico (ce n'era davvero bisogno) brani come C'è un re, Lontano, Riverisco, Dove si va, Ricordati di Cico intervallati ai soliti classici. Le esecuzioni sono sempre impeccabili e riconosco ai Nomadi l'impegno e la resistenza a suonare con quel freddo che congelava loro le dita. Chi stava meglio era di sicuro Daniele (quanto picchiava sulla sua nuova Drum Sound!). Alle 20 i saluti con i brani finali e la generosa offerta di autografi e strette di mano ai pochi fans rimasti che li attendevano all'uscita. Come sempre ringrazio i Nomadi dando loro l'arrivederci in luoghi meno, diciamo, impegnativi. Certo che esibirsi, fra tre giorni, al Casinò di Campione d'Italia, sarà tutta un'altra cosa e, sicuramente, anche un'altra puzza.                                                                              Giorgio

Altre immagini del concerto

Pochi gli striscioni

Meglio tenersi pronti per una rapida fuga

Noi intanto ci rimettiamo in.......moto per altri concerti !