CONCERTO   DELLA   CONDIVISIONE

Rieccoci in questo dolce angolo della Brianza: l'ottima organizzazione ha predisposto con cura l'area dei concerti (perché, oltre ai Nomadi, qui si esibiranno, in diverse sere, altri gruppi come la P.F.M., Davide Van De Sfroos e i torinesi Euphonia). Merito soprattutto dell'associazione “A força da partilha” (la forza della condivisione) fondata e presieduta dal vulcanico Don Marco Tenderini. Questa associazione è impegnata in svariate iniziative di solidarietà presso comunità brasiliane rivolte soprattutto all'assistenza infantile.

Io e Aldo arriviamo giusto per il concerto, verso le 20. Come parcheggiatori ci sono gli alpini del gruppo locale: interrogati, ci spiegano che domani saranno a Cuneo per il raduno nazionale. Consueta tensostruttura blu per il concerto e consueti e dolorosi ciotoli al suolo. Altri tendoni sono stati predisposti per le bancarelle e per accogliere i tavoli per la cena. Diciotto euro di biglietto e buona affluenza di pubblico eterogeneo come età (infanti, giovani, famiglie, anziani). Da queste parti è difficile incontrare volti conosciuti; ma il Barba, Valter e MariaRosa, Francesco e Mattia, le ragazze di Casale, Simone ci sono sempre. Quest'anno il premio della Condivisione è andato alla memoria di Erminio Casiraghi di Maresso, che per 35 anni, nonostante la sua condizione di disabile, si è impegnato ad aiutare e far valere i diritti agli sfortunati come lui. Dunque, non una persona del mondo dello spettacolo (Don Marco si è lasciato andare ad una critica verso chi, interpellato, ha declinato l'invito di presenziare), ma un uomo sempre presente sul palcoscenico della vita altrui. Hanno ritirato il premio, intitolato al compianto Angelo Romano, la moglie e la figlia di Erminio.

L'inizio del concerto è avvenuto poco dopo le 21.30. Si poteva seguire bene anche attraverso il maxi-schermo collocato di lato. Inizio con “In piedi” e “Stop the word” con i Nomadi sempre pimpanti e in forma. Viene proposta la rediviva “Oriente” assente da diverso tempo e poi la scaletta prende la sua consueta linea con i brani più conosciuti e più recenti. Due gran belle eccezioni sono rappresentate dalla splendida “Trovare Dio” e da una emozionante “La canzone della Bambina portoghese” con un finale da brivido....”...vivere,...vivere..., ...poi...poi...vivere...”. E' proprio vero che, a forza di insistere e frequentare concerti, alla fine veniamo gratificati dalla presentazione di brani che sono autentiche pietre miliari della musica nomade e non. Applausi strameritati. Seguo il concerto aggirandomi per l'area e così ho modo di parlare con Don Marco (che mi conosce come fans della Provincia Granda) e di rammaricarmi per non poter essere presente domenica all'esibizione del gruppo torinese degli Euphonia che conosco e che apprezzo per la loro straordinaria musica floydiana.

L'Associazione ha anche presentato e posto in vendita, a scopo umanitario, un CD che raccoglie un brano per ogni gruppo che si è esibito qui negli anni passati. Un CD che ho subito acquistato che, oltre a contenere “Trovare Dio”, include brani di Elio e le Storie Tese, Modena City Ramblers, Negramaro, Audioinsonno, Euphonia e altri ancora. Devo dire che è di pregevole fattura sia come contenuti che come tecnica di registrazione. Dieci euro di solidarietà ben spesi. Ai saluti finali, salgono sul palco Suor Claudia, Suor Raffaella e Suor Adele impegnate con i bambini dei villaggi sudamericani: per tradizione sono giunte qui a Maresso anche per questa manifestazione in cui hanno modo di raccontare come stanno le cose laggiù e di trovare la forza spirituale e materiale per continuare il loro lavoro. Poi, dopo una corale “Io vagabondo” e il saluto agli amici dell'organizzazione, riprendiamo la vicina tangenziale di Milano finalmente sgombra di traffico e piacevolmente scorrevole sotto il cielo stellato.                   Giorgio