Concerto del principato

Così si chiama il comprensorio che ci ospita: “Principato di Masserano”. Un insieme di borgate e frazioni distribuite sulle prime dolci alture del Biellese. Una specie di Brianza piemontese dove la natura è dominante. A un concerto programmato di sabato, in Piemonte, a un'ora di macchina, non si rinuncia anche se Ricca è stato ieri e San Giuliano l'altro ieri!... Accompagnato da Marina e Fabio di Savigliano, siamo giunti nell'area del concerto all'imbrunire. Un po' complicata da trovare e raggiungere per via di un'impervia stradina in mezzo ai boschi; (certo, tutta un'altra cosa rispetto all'Ariston!), ma l'organizzazione ha predisposto bene i volontari che ci hanno indicato la strada. Parcheggio “a prato”, mezzo chilometro a piedi ed eccoci nel verde campo di calcio di Masserano dov'è stato allestito il palco. Biglietto a 18 euro, affluenza di pubblico e di zanzare già notevole. Vedo molti amici fans “reduci” da Ricca a cui si sono aggiunti la “Famiglia nomade” di Murisengo al completo, alcuni esponenti dei “Vagabondi della Mole”, parecchi della “Provincia Granda” e di altri fans club piemontesi. Certamente la parte del leone l'ha fatto il locale Fans Club “Idee Vagabonde” di Biella, dalle belle e vistose divise di colore arancione, che ha organizzato questo concerto unitamente alla Consulta delle Associazioni del Principato di Masserano. Un nome davvero altisonante per questo luogo: speriamo lo sia anche il concerto di stasera.

Alle 21.30 in punto, davanti a circa 4000 spettatori disposti fino al centro campo, il concerto ha avuto inizio con il consueto, intenso, applauditissimo brano di apertura. Ho scelto di assistere al concerto spostandomi per tutta la vasta area per coglierne le diverse angolazioni visive e acustiche. Devo dire che nell'oscurità totale, visti dalla porta opposta, il palco appare piacevolmente come uno splendido scrigno luminoso da cui sgorgano le intense e famigliari note. Poi, avvicinandomi una volta dalla parte di Cico, un'altra dalla parte di Massimo, si riescono a cogliere altre sfumature di luci e di suono. Un gioco diverso ad ogni mio passo. Scaletta tradizionale con pochi acuti (ma i brani che la compongono, se vogliamo, sono tutti degli acuti...): C'è un re, Uno come noi, Tempo che se ne va sono inserite tra i brani del nuovo album dove il brano sanremese conferma anche qui a Masserano il suo grande successo.

Il tempo scorre; ormai, col fresco che fa, le zanzare non mordono più. Anzi, ai brani finali la temperatura è decisamente scesa (ci saranno 10 o 12 gradi) e, per una volta, non vedo l'ora che finisca per andare a riscaldarmi in macchina. Un arrivederci a tutti al concerto di Vinovo di venerdì prossimo (quanto Piemonte per i Nomadi!). Un saluto particolare lo rivolgo a Paola e Mario di Casalborgone per l'ospitalità ricevuta nell'organizzatissimo stand del loro Fans Club Famiglia Nomade allestito a favore delle opere umanitarie presso l'ospedale di Betroka in Madagascar. Fabio: ma tu te la ricordi la strada per uscire da questo posto?               Giorgio