Prologo a seguire recensione del concerto

Ceva  CN  sabato 8 marzo

Sala conferenze " Paolo Azzoaglio "  Banco Azzoaglio

Presentazione del concerto dei Nomadi del 28 marzo a Mondově e del libro " Io Vagabondo " di Beppe Carletti

Come di consuetudine Marco Turco nell'imminente concerto dei Nomadi a Mondově da lui organizzato , con il contributo del Banco Azzoaglio e di vari sponsor , ha voluto nuovamente incontrare amici , fans e addetti al servizio stampa , per esporre e ringraziare chi ha contribuito al ritorno dei Nomadi nel cuneese , nell'evento musicale che ormai fa parte della storia musicale Italiana. Situata nella sede centrale di Ceva , la sala delle conferenze del Banco Azzoaglio , era gremita di gente in ogni ordine di posto a dimostrare il fatto che la gente non č solo affezzionata alle canzoni dei Nomadi , ma anche al risvolto umano . Occasione questa per Beppe Carletti di continuare a presentare il suo libro " Io Vagabondo " che racconta la storia dei Nomadi. Non sono qui per raccontarvi la loro storia , in linea generale la conosciamo tutti , quelle che non conosciamo sono le sfumature e poco importa se qualcuno pensa di saperle o le sa , quelle appartengono ai Nomadi. Quello che so io č quello che vedo e cerco di interpretarlo solo su quello posso dire , come su un passaggio della vita di Augusto raccontata da Beppe in questo pomeriggio inoltrato , dove Erica , consulente del Banco Azzoaglio si č commossa fino alle lacrime , ascoltando il ricordo di Augusto nelle parole di Beppe. Parlandone con Carletti alla conclusione di questo incontro gli ho detto : Ho notato che Erica piangeva quando parlavi di Augusto e a dire il vero eri particolarmente commosso anche tu , cosa che non ho notato da parte tua in altre occasioni come questa , stati d'animo che sicuramente si manifestano a secondo delle occasioni. Queste sono cose belle che fanno stare bene a chi le ascolta. Ognuno č libero di credere a cosa vuole , io credo nei Nomadi . Non volevo commenti da parte sua , non li cerco mai , ma ha semplicemente confermato quello che avevo visto . Non ci rimane che andare a Mondově perchč adesso Marco Turco ha bisogno del nostro contributo da spettatori , in fin dei conti siamo gli sponsor piů importanti .Venite in tanti , venite per il motivo che volete , dai Nomadi gli amici sono i benvenuti.

aldo

Mondově  28  marzo

Soltanto una settimana esatta dopo Novara, riecco i Nomadi in Piemonte (da cui forse non si sono nemmeno allontanati) per proporre un altro dei loro formidabili e coinvolgenti concerti. Questa volta siamo in una discoteca, il Christ di Mondově, facilmente raggiungibile attraverso la A6, ex tempio del ballo del sabato sera, del liscio e del latino americano. Dico questo perché ora i giovani preferiscono ritrovarsi in altre realtŕ di divertimento, piů grunge, piů esclusive e piů trasgressive. Tuttavia il Christ si presenta bene, con un bel palco fronte pista e la tribuna delle poltroncine a sovrastare il tutto chiusa da due gradinate che dalla zona bar scendono alla pista. Nessuna transenna e ambiente intimo per un concerto d'altri tempi. Siamo in casa del Fans Club Provincia Granda, ospiti del dinamico Marco Turco di Pianfei , che ha giŕ portato gli stessi Nomadi a Pianfei oppure a Cuneo , mentre stavolta ha scelto Mondově, in una “piazza” molto affezionata ai Nomadi. Infatti il locale era strapieno (almeno mille persone). Biglietto a venti euro. Presenti Mario Parussa e Rinuccia della Provincia Granda e presenti anche numerosi fans club come I vagabondi della Mole e gli immancabili, numerosissimi amici del Destino di Savona. Mondově č un po' fuori mano e magari ha tenuto lontano i fans della Lombardia e del Veneto.

Noi Poirinomadi siamo giunti in compagnia degli amici Carla di Asti e Pippo di Poirino, “giŕ” al suo quarto concerto.... Stavolta si č divertito piů delle altre volte, come si č sicuramente divertito tutto il pubblico. Preceduto dalla presentazione da parte di Marco Turco e dall'intervento di Rosy Fantuzzi per annunciare un sostanzioso versamento all'Istituto sulla Ricerca sul Cancro di Candiolo, il concerto ha avuto inizio alle 21.30.

Nomadi disposti un po' piů stretti del solito con Daniele Campani quasi nascosto nelle retrovie. Acustica impeccabile nonostante le casse fossero a un metro di distanza da noi che eravamo posizionati proprio sotto il palco. Scaletta ridotta per due ore mezza di concerto con assortimento di brani attinti dalla vasta produzione nomade. I brani sono piů o meno gli stessi ma stasera, per la prima volta in concerto, i Nomadi hanno proposto la nuova canzone “Come va la vita”, molto bella e accattivante. E poi grande galoppata tra i brani piů tosti come “Ma che film la vita”, Terzo tempo”, “Ancora ci sei”, “La libertŕ di volare”, “Vivo forte”, “Dove si va” e “Gli aironi neri”. Su “Anni di frontiera” Beppe Carletti ha sottolineato che il brano č stato scelto come colonna sonora al film sulla strage della stazione di Bologna. Mi sembra davvero appropriato. Su “Il vento tra le mani” Sergio Reggioli ha invitato il pubblico a rifornirsi di notizie “vere” su internet e non attraverso le manipolate tv e giornali. Vero anche questo. Nella seconda parte la dolce “Apparenze” e una formidabile “Ala bianca” seguita da “Ho difeso...” e Il pilota di Hiroshima” e altre. La consueta conclusione con i tre brani finali ha chiuso un concerto veramente d'altri tempi; intenso, incisivo, potente. Proprio come ai tempi in cui i Nomadi suonavano preferibilmente nelle discoteche interrompendo le danze ai giovani che, giŕ allora magari preferivano applaudire Augusto piuttosto che dedicarsi a ballare i lenti con la ragazza. Il buon Lorenzo Abbate, presente alla serata, ci ha piacevolmente informati di altri concerti in terra piemontese; Polonghera, Alba , Front Canavese , Castagnole e l'immancabile appuntamento al teatro Colosseo di Torino quest'autunno. Ragazzi, insomma, i Nomadi sono vivi e vegeti e continuano la loro strada. Lo ha sottolineato anche Beppe Carletti indossando una t-shirt con su scritto il numero 91. Gli ho chiesto se quelli erano gli scudetti che deve vincere la sua Juve oppure gli anni di longevitŕ che i Nomadi vogliono raggiungere. Mi ha risposto:”Gli anni che voglio vivere io”. Quindi: coraggio. Di concerti ne vedremo ancora molti. Un saluto a tutti gli amici fans. La prossima volta ci sarŕ anche Madamé, vero? E adesso una capatina a Piozzo per una Super Baladin non ce la toglie nessuno, vero ragazzi? (Pubblicitŕ non occulta: andateci!).

giorgio

Malati di " Nomadi " l'unica malattia che ci fa star bene !