I NOMADI A NOVARA 2 DICEMBRE 2005

Ancora un concerto in Piemonte per i Nomadi. Dopo Savigliano, eccoci a Novara, nel sobrio e squadrato Palasport nella zona sud della città. Si parte sempre, per un concerto tenuto nella tua regione, che diamine! Cosa mai saranno queste “catastrofiche” previsioni di neve in pianura proprio la notte del concerto!?! Poi vi dico com'è andata, se non lo avete già capito dal titolo. Ma cominciamo dal principio. Nel tardo pomeriggio passo a prendere Ricky e Antonella (Aldo ha rinunciato per impegni in famiglia) e ci incamminiamo per Novara: pioggerella, nevischio, ma si viaggia bene e poco dopo le 19 siamo sul posto. Biglietto a 16 euro, tranquillo afflusso di persone (alla fine saremo meno di mille). Solito gruppo dei “grandi” fans che hanno sfidato l'inclemenza del tempo (toh! Fuori comincia a nevicare) ma, alla fine, dietro le transenne non eravamo che un centinaio. Gli altri spettatori, seduti sugli spalti che presentavano, in pieno concerto, ampi spazi desolatamente vuoti.

Anche a Novara l'apertura del concerto è stata affidata alla volenterosa Marzia che, dopo aver lasciato il suo gruppo, ha rinunciato anche all'unico chitarrista rimasto ad accompagnarla in precedenti esibizioni. Ha dunque proposto da sola le sue tre (belle) canzoni in play-back. Poco dopo, ecco i Nomadi sgusciare “in campo” dalla scala degli spogliatoi e presentarsi, come sempre, pimpanti sul palco (alto due metri) pronti a deliziare il pubblico intervenuto.

Scaletta che ricalca gli ultimi concerti visti iniziata con “Io voglio vivere”. Le eccezioni di questa sera sono state “Senza patria” (brano che infiamma sempre qualsiasi pubblico cui viene proposta), “Te recuerdo Amanda”, “L'atomica cinese”, “Lontano”. Lì davanti stiamo abbastanza larghi, ci sono, accanto a me, Barbara, Simona, Simone, Elena “Lele”, Elenina (gruppo del Gatto Felix). Più in là Davide, “Barba”, Valter e Sandra e Roberto di Savona, arrivati dopo oltre tre ore di viaggio per blocco dell'autostrada (ma perché; ha nevicato così tanto?...). Ogni tanto mi discosto dalle transenne per andare in giro a far foto. Riesco anche ad andare dietro il palco da cui meglio osservo le magiche evoluzioni di Daniele alla batteria e di Beppe alle tastiere. Mi avvicino anche alle uscite e guardo fuori: ma è già tutto bianco e nevica forte! Per questo motivo Antonella di Casale decide di lasciare il concerto e tornare a casa. Verrò a sapere, in seguito, che ha avuto, effettivamente, grosse difficoltà. Noi restiamo fino alla fine: domani è sabato, c'è il concerto ad Alassio: sarà tutta un'altra storia...

Brani finali e chiusura del concerto poco oltre la mezzanotte. Cico, ai consueti saluti dice proprio così: ”Stasera non vi dico di andare piano: dovete per forza, con tutta la neve che c'è!”.

Infatti, all'uscita, ci accoglie quello che sarà per noi la compagna di un estenuante viaggio che terminerà solo alle sei del mattino: bufera di neve con autostrada bloccata tre ore a Felizzano, un testacoda da brivido, freddo e sonno. Anche gli altri fans hanno avuto difficoltà nel rientro. Ma tutto è bene ciò che finisce bene. Decidiamo, naturalmente (e volentieri) di rinunciare al concerto di Alassio: questa volta essere “sempre Nomadi”, ci è costato un po' troppa fatica.

Giorgio

Novara "a finis parei"